L’avvio del 2026 non ha portato pause ai mercati azionari, che continuano a muoversi su ritmi sostenuti nonostante il persistere delle tensioni geopolitiche e politiche a livello globale. A sostenere il sentiment degli investitori è soprattutto la solidità dell’economia statunitense, confermata dagli ultimi dati macroeconomici.
“Con la prima settimana di contrattazioni completa del 2026 alle spalle, il mercato azionario ha avuto ben pochi motivi per prendersi una pausa”, osserva Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim. “Nonostante la continua raffica di titoli geopolitici e politici che perdurano anche nel nuovo anno, la resilienza dell’economia statunitense appare innegabile”.
Un segnale chiaro arriva dalla crescita del prodotto interno lordo. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha infatti stimato per il terzo trimestre un aumento del Pil del 4,3%, ben al di sopra delle attese di consenso e più che doppio rispetto alla crescita potenziale stimata intorno al 2%. “Si tratta di una lettura di circa due punti percentuali superiore alla media di lungo periodo dal secondo dopoguerra”, sottolinea Tognoli.
A trainare l’economia sono stati soprattutto i consumatori, la spesa per investimenti legata all’automazione e all’intelligenza artificiale, oltre a un miglioramento della bilancia commerciale. “Ancora più importante”, aggiunge l’analista, “è il fatto che la maggior parte degli indicatori economici stia lampeggiando verde con l’avvicinarsi del nuovo anno”.
I sondaggi aziendali di dicembre hanno confermato uno slancio diffuso, con una forza particolare nel settore dei servizi. Anche il mercato immobiliare ha mostrato segnali di miglioramento nel corso dell’autunno, mentre i prezzi del petrolio restano contenuti. Sul fronte dei consumi, l’attività durante lo shopping natalizio è stata sostenuta, nonostante il clima di pessimismo emerso dai sondaggi sulla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan. “Un umore quasi alla Grinch, che però non si è tradotto in un freno alla spesa”, evidenzia Tognoli.
Secondo i dati della National Retail Federation, le vendite nel periodo novembre-dicembre sono cresciute del 4,1% su base annua, mentre l’indice Johnson Redbook ha mostrato a dicembre un’accelerazione delle vendite nei negozi fisici ai massimi dalla fine del 2022. A questi numeri si aggiunge l’aumento delle vendite di veicoli, che conferma una buona tenuta anche degli acquisti di maggiore entità.
Ulteriori segnali di forza arrivano dalla spesa discrezionale. “La ristorazione fuori casa ha mantenuto un buon impulso fino all’inizio del 2026 e il settore dei viaggi guarda con ottimismo alle prenotazioni”, spiega Tognoli, ricordando che il 78% dei consulenti di viaggio si dichiara fiducioso per il 2026 dopo un 2025 da record.
Non mancano tuttavia le aree di debolezza. Il comparto manifatturiero resta sotto pressione, mentre le famiglie a basso reddito e le piccole imprese continuano ad affrontare difficoltà strutturali. Anche il mercato del lavoro mostra segnali di graduale raffreddamento. “Sono elementi che spiegano perché la Fed sia riuscita a ridurre i tassi di interesse”, osserva l’esperto, “consapevole che gli effetti della politica monetaria richiedono tempo per propagarsi nel sistema finanziario”.
Guardando ai mercati, Cfo Sim prevede un allargamento della partecipazione alla crescita azionaria e un miglioramento degli utili societari, man mano che un numero crescente di settori contribuirà all’espansione economica. Sul fronte obbligazionario, l’attenzione potrebbe invece concentrarsi sulle scadenze investment grade tra i tre e i cinque anni, rispetto ai titoli molto lunghi o ai fondi monetari.
Oltre ai possibili due tagli dei Fed Fund attesi dal mercato, Tognoli individua altre forze positive in grado di sostenere la crescita statunitense nel 2026: tagli fiscali, aumento della spesa per investimenti, risparmi legati alla deregolamentazione e un’accelerazione della produttività grazie all’adozione dell’intelligenza artificiale. “I titoli dei giornali possono continuare a cambiare rapidamente”, conclude, “ma è fondamentale restare concentrati sui grandi temi di investimento. Per ora, crediamo che tutti i sistemi siano a posto”.
