L’intelligenza artificiale è diventata il fulcro dell’attenzione sui mercati finanziari globali. Gli investitori stanno convogliando ingenti capitali verso chip, software, data center e tutte le attività collegate allo sviluppo dell’IA. Aziende, governi e policymaker descrivono questa tecnologia come il prossimo grande motore di crescita economica e di aumento della produttività di lungo periodo.
“Con così tanta attenzione concentrata sull’intelligenza artificiale, è naturale chiedersi se ci troviamo all’inizio di una trasformazione duratura o se i mercati siano andati troppo oltre, muovendosi con eccessiva fretta”, osserva Yoram Lustig, Head of Global Investment Solutions, EMEA di T. Rowe Price.
tra innovazione strutturale e rischio di eccessi
Secondo Lustig, la realtà si colloca probabilmente a metà strada tra entusiasmo e prudenza. “Le bolle tendono a formarsi quando i prezzi crescono più rapidamente dei risultati reali delle imprese. In questi casi l’ottimismo diventa il principale motore delle decisioni di investimento”.
Alcuni segmenti legati all’IA mostrano segnali riconducibili a questa dinamica. Gli investimenti sono aumentati rapidamente, mentre i benefici concreti in termini di profitti e produttività restano concentrati in un numero limitato di grandi aziende. Molte imprese sono ancora in una fase esplorativa e poche hanno già trasformato le promesse dell’IA in una crescita tangibile degli utili.
la lezione della bolla internet
Il contesto attuale richiama alla memoria quanto accaduto alla fine degli anni Novanta con il boom di internet. “All’epoca gli investitori si riversarono sulle società della rete ben prima che molte avessero modelli di business sostenibili. Molte fallirono, ma internet sopravvisse e finì per trasformare profondamente l’economia e la vita quotidiana”, ricorda Lustig.
La lezione, secondo il manager di T. Rowe Price, è chiara: le tecnologie dirompenti spesso si sviluppano insieme a eccessi finanziari. “L’errore non è credere nella tecnologia, ma pensare che i primi vincitori e le valutazioni elevate possano durare per sempre”.
tassi, credito e fiducia: cosa può cambiare lo scenario
I boom di mercato raramente terminano perché la narrazione svanisce improvvisamente. Più spesso, si esauriscono quando la fiducia si indebolisce o quando l’accesso al credito diventa più difficile. Storicamente, l’aumento dei tassi di interesse ha avuto un ruolo chiave in questo processo.
“Questo ciclo è diverso”, sottolinea Lustig. “Le banche centrali sono più vicine a tagliare i tassi che ad aumentarli, e questo ha contribuito a mantenere una certa calma sui mercati”. Tuttavia, l’aumento dei costi di finanziamento a lungo termine, soprattutto negli Stati Uniti, sta già restringendo in modo silenzioso le condizioni finanziarie.
A questo si aggiungono altri possibili fattori di rischio: utili deludenti delle grandi società legate all’IA, una regolamentazione più stringente o un rallentamento degli investimenti tecnologici da parte delle imprese.
investimenti ancora sostenuti, ma serve equilibrio
Finché la fiducia resterà elevata, gli investimenti legati all’intelligenza artificiale potrebbero continuare. Gran parte delle infrastrutture è ancora in fase di costruzione e i mercati possono restare entusiasti più a lungo di quanto molti si aspettino.
“In questo contesto, molti investitori cercano un equilibrio piuttosto che scommesse aggressive”, spiega Lustig. Un moderato sovrappeso su azioni e asset più rischiosi può avere senso, sostenuto da una crescita economica più forte del previsto, da una spesa pubblica ancora robusta e da banche centrali orientate ad allentare la politica monetaria. Allo stesso tempo, le valutazioni elevate impongono maggiore attenzione alla diversificazione e alla gestione del rischio.
reddito fisso: high yield sotto osservazione
Nel comparto obbligazionario, le obbligazioni high yield continuano ad attirare interesse grazie a rendimenti relativamente interessanti, tassi di default contenuti e bilanci aziendali generalmente solidi. Inoltre, risultano meno sensibili all’aumento dei tassi rispetto ai titoli governativi a lunga scadenza.
“La selezione resta fondamentale”, avverte Lustig, perché le società più fragili potrebbero soffrire maggiormente in caso di deterioramento delle condizioni finanziarie.
Le obbligazioni governative, invece, appaiono meno rassicuranti nel medio periodo, a causa dell’elevato debito pubblico, dei disavanzi persistenti e dei rischi inflazionistici ancora presenti, in particolare negli Stati Uniti.
azioni: lo sguardo si allarga oltre gli usa
Un elemento positivo è il graduale ampliamento della leadership di mercato. Pur restando dominanti, le grandi società tecnologiche statunitensi non sono più le uniche a offrire opportunità interessanti. Le azioni al di fuori degli Stati Uniti appaiono generalmente più convenienti.
“L’Europa potrebbe beneficiare di un aumento della spesa per difesa e infrastrutture, mentre il Giappone continua ad attrarre capitali grazie al miglioramento della corporate governance”, osserva Lustig. Anche le small cap statunitensi e, con maggiore cautela, la Cina offrono spunti selettivi.
Dal punto di vista dello stile, i titoli growth legati a tecnologia e IA restano sostenuti da trend di lungo periodo, ma anche il value in settori come bancario, industriale ed energetico presenta opportunità interessanti. “In un mondo che cambia rapidamente, la flessibilità conta più dell’adesione rigida a un unico approccio”.
valute e rischi globali
Sul fronte valutario, le divergenze tra crescita e inflazione nei diversi Paesi alimentano una volatilità persistente. Il dollaro si è indebolito, ma continua a svolgere un ruolo difensivo nei momenti di tensione e offre rendimenti relativamente più elevati.
Guardando avanti, il rischio principale non è che l’IA scompaia, ma che gli investimenti rallentino bruscamente. A questo si aggiungono possibili shock macroeconomici, inflazione, tensioni geopolitiche e cambiamenti improvvisi nelle aspettative.
“L’intelligenza artificiale è destinata a plasmare l’economia globale per molti anni”, conclude Lustig. “Ma quando l’ottimismo è elevato, anche piccoli cambiamenti possono avere effetti significativi sui mercati. Per gli investitori, l’obiettivo non è l’entusiasmo cieco né la paura, ma un equilibrio costante tra opportunità e rischio. È forse un approccio meno emozionante, ma spesso il più solido quando il clima di mercato cambia”.
