Mercati emergenti: cauto ottimismo per Franklin Templeton

Il 2025 si è chiuso con una performance solida per le azioni dei mercati emergenti, le quali hanno sovraperformato quelle dei mercati sviluppati. Sebbene replicare un risultato così eccezionale possa essere “troppo ottimistico”, le prospettive per il 2026 “rimangono costruttive”, sostengono Chetan Sehgal, direttore del portfolio management, e Andrew Ness, managing director, entrambi di Templeton Global Investments. Diversi temi strutturali continuano infatti a sostenere la crescita degli utili in questa asset class.

IA: opportunità diffuse lungo la catena del valore

L’intelligenza artificiale si conferma un fattore chiave, ma i suoi benefici non si limitano ai soli produttori di semiconduttori. “Il ventaglio di opportunità si estende oltre i beneficiari diretti dei semiconduttori in Taiwan e Corea del Sud”, affermano Sehgal e Ness. “Riteniamo che stiano emergendo esposizioni interessanti lungo la catena di fornitura dell’IA — come i servizi di produzione elettronica, le unità di alimentazione e le aziende di circuiti stampati”.

In parallelo, la Cina sta giocando una partita importante nell’integrazione dell’IA. “Alcune società internet con sede in Cina stanno integrando sempre più l’IA nei loro ecosistemi”, osservano gli esperti, il che potrebbe portare a efficienze sui costi e a una crescita incrementale. Essendo anche grandi fornitori di servizi cloud e sviluppando modelli di IA competitivi, “i principali nomi dell’internet cinese… si stanno posizionando per partecipare in modo più diretto alla filiera dell’IA”.

Leadership industriale cinese e politiche di supporto

La domanda globale di energia, trainata anche dal boom dei data center per l’IA, sta generando un’impennata nella richiesta di infrastrutture, come batterie per l’accumulo e apparecchiature elettriche. “Le aziende industriali cinesi sono in prima linea in questa tendenza”, registrando una forte crescita sia interna che via export. Un dinamismo simile caratterizza il settore dei veicoli elettrici, dove i produttori cinesi “stanno sfruttando i loro vantaggi tecnologici per conquistare quote di mercato internazionali”.

Sul fronte politico, molte banche centrali dei mercati emergenti continuano ad allentare la politica monetaria per sostenere la domanda, una tendenza attesa per il 2026. In Cina, la campagna contro l’”involuzione” (concorrenza eccessiva e sovracapacità) “potrebbe iniziare a spostare gli incentivi lontano da una competizione che distrugge i margini”, potenzialmente migliorando la qualità degli utili per le aziende meglio gestite.

Altri Paesi mostrano dinamiche promettenti: in India “i benefici di queste riforme [orientate ai consumi] dovrebbero diventare più evidenti negli utili societari”, mentre in America Latina il Brasile è ben posizionato per tassi più bassi e il Messico continua a beneficiare del near-shoring.

Resilienza al commercio e sguardo al futuro

Nonostante l’incertezza legata ai dazi commerciali, i mercati emergenti hanno mostrato resilienza. “Le azioni dei mercati emergenti hanno già dimostrato resilienza, recuperando dalle iniziali perturbazioni legate ai dazi nel 2025”, ricordano Sehgal e Ness. La capacità di adattamento attraverso catene di fornitura flessibili e driver di crescita domestici dovrebbe continuare a sostenere la classe attiva.

In sintesi

In conclusione, per i due strategist di Franklin Templeton, “temi di lungo periodo convincenti” – dalla catena di fornitura dell’IA ai consumi – stanno plasmando il panorama d’investimento. Queste aree di crescita strutturale, unite a valutazioni favorevoli in alcuni mercati, “sostengono la nostra view costruttiva per il 2026”.