Asset allocation: la view di Candriam per i prossimi mesi

Nadège Dufossé, Global Head of Multi-Asset di Candriam, conferma una visione positiva sui mercati azionari, pur evidenziando alcune aree di attenzione. Secondo Dufossé, “i driver che stanno spingendo il ciclo attuale restano solidi” e, allo stesso tempo, “il contesto macroeconomico generale è positivo“.

Sull’azionario, l’esperta sottolinea l’importanza di una strategia diversificata: “Siamo costruttivi sull’azionario, dove manteniamo un’allocazione regionale diversificata“. E aggiunge: “Per la prima volta dopo molti anni, la storia dei mercati azionari mondiali non riguarda più esclusivamente l’eccezionalità degli Stati Uniti, anche se l’America rimane il leader indiscusso nell’innovazione tecnologica”.

Dufossé evidenzia le opportunità offerte dalla dispersione dei mercati: “La dispersione delle valutazioni tra le diverse regioni e i diversi settori è notevole e offre buone prospettive per un’allocazione attiva. I titoli USA sono scambiati con un premio, ma ciò è giustificato dagli utili tech“. Per quanto riguarda l’Europa, osserva: “Offre valutazioni interessanti e la prospettiva di una ripresa guidata dagli investimenti“.

Il Giappone resta al centro della strategia di Candriam: “Continuiamo a mantenere un sovrappeso strutturale sul Giappone, supportato da riforme aziendali sostenute, dal miglioramento della governance, da un aumento del ROE e da un forte slancio dei buyback”. Anche i mercati emergenti sono considerati interessanti: “In particolare quelli asiatici beneficiano di valutazioni più basse, dell’indebolimento del dollaro e della loro integrazione nella supply chain dell’AI”.

Secondo Dufossé, i mercati stanno gradualmente passando da una visione macro a una micro: “Il posizionamento settoriale, l’esposizione tematica e la selezione titoli diventano più importanti dei bias regionali”. L’AI resta il tema centrale per l’azionario: “Il superciclo delle spese in conto capitale basato sull’AI è ancora agli inizi. Gli hyperscaler statunitensi continuano ad aumentare i budget di investimento, con una crescita delle spese in conto capitale superiore al 25–30% nel 2025–2026”.

La Cina rappresenta un’opportunità di diversificazione: “La Cina ha un ritardo di circa 18 mesi rispetto agli Stati Uniti, ma sta colmando rapidamente il divario. Il suo approccio all’AI è più pragmatico, trattata come tecnologia abilitante, incorporata in una strategia industriale più ampia che include veicoli elettrici, batterie, energia pulita, robotica e produzione avanzata”.

Un secondo tema chiave riguarda l’elettrificazione: “La domanda di energia legata all’AI sta accelerando bruscamente, mentre la produzione di elettricità e la capacità di rete sono in ritardo. Ciò crea opportunità a lungo termine nei settori delle utility, delle infrastrutture di rete, dello stoccaggio e dei metalli utilizzati per l’elettrificazione, come il rame“. Dufossé avverte però dei rischi: “I progressi dell’AI potrebbero scontrarsi con limiti fisici, di dati o energetici, e la spesa anticipata potrebbe rivelarsi eccessiva”.

Anche healthcare e biotecnologie restano settori strategici: “Accanto alla tecnologia, rimaniamo costruttivi su healthcare e biotecnologie, che offrono crescita e diversificazione idiosincratiche. Le pipeline dell’innovazione sono solide, c’è stato un reset delle valutazioni e l’attività di M&A sta riprendendo”.

Sul fronte obbligazionario, Dufossé segnala un cambiamento di scenario: “I mercati dei tassi a livello globale stanno passando da un allentamento sincronizzato a una normalizzazione più differenziata. In questo contesto, utilizziamo la duration principalmente a fini di copertura, concentrandoci sul valore relativo e sul posizionamento della curva”.

Infine, sulle valute e le materie prime, Candriam adotta una strategia selettiva: “Abbiamo una view negativa sul dollaro per i prossimi mesi. Rimaniamo ottimisti sull’oro, sostenuto dalla forte domanda fisica e dai rinnovati afflussi negli ETF, mentre l’argento mantiene un potenziale di rialzo grazie al persistente deficit dell’offerta. Nel comparto dei metalli di base, privilegiamo il rame e l’alluminio, dove prevalgono i vincoli strutturali all’offerta”.