Il nuovo anno si apre con un vento di ottimismo per i mercati finanziari globali, sostenuto da una crescita moderata ma stabile e da utili aziendali in forte espansione. Gli investitori guardano al 2026 con fiducia, seppure in un contesto ancora segnato da alcune incertezze macroeconomiche e geopolitiche.
“Il 2026 si apre con uno scenario macroeconomico che rimane complessivamente favorevole per i mercati azionari”, afferma Karin Kunrath, Chief Investment Officer di Raiffeisen Capital Management. “La crescita economica globale è attesa su livelli moderati ma stabili, con gli Stati Uniti che dovrebbero continuare a beneficiare di una dinamica più robusta rispetto ad altre aree, sostenuta da politiche fiscali espansive, da una politica monetaria più accomodante e dagli investimenti legati all’intelligenza artificiale“. Anche l’Europa, secondo l’esperta, mostra segnali positivi: “Anche in Europa si intravedono segnali di sostegno alla crescita, grazie a impulsi fiscali che rappresentano un potenziale rischio al rialzo per le attuali stime di consenso“.
Il quadro per i mercati sviluppati appare dunque solido. “Per il 2026, una crescita economica robusta (soprattutto negli Stati Uniti), un’inflazione bassa, ulteriori tagli dei tassi USA, possibili riduzioni dei dazi e programmi di stimolo per il mercato immobiliare dovrebbero creare un contesto nuovamente positivo per le azioni”, spiega Kunrath. Il motore principale della performance sarà ancora una volta la tecnologia: “Il principale trend resterà quello dell’intelligenza artificiale, destinata a estendersi ben oltre il settore tecnologico, coinvolgendo un numero crescente di settori e sottosettori”.
Tuttavia, le valutazioni elevate nel segmento tech sollevano interrogativi. “Recentemente, il Fondo Monetario Internazionale (FMI), la Banca d’Inghilterra e anche la Banca Centrale Europea hanno sottolineato sempre più spesso la vulnerabilità dei mercati finanziari alle correzioni”, ricorda la CIO. “Ciò è dovuto, tra l’altro, alle elevate valutazioni dei titoli tecnologici statunitensi e alla forte concentrazione del mercato in questo settore”. Nonostante questo, l’atteggiamento rimane cauto ma non allarmato: “Al momento non vediamo un aumento massiccio dei rischi, anche se nel corso di un trend rialzista, non sono insoliti cali temporanei dei corsi o una maggiore volatilità“.
Particolare attenzione è riservata alle small cap, che potrebbero beneficiare dell’allentamento monetario. “In linea di principio, i tagli dei tassi d’interesse o i tassi bassi sono positivi per le small cap, perché queste hanno un maggiore fabbisogno di finanziamento e con tassi d’interesse più bassi i costi sono inferiori”, chiarisce Kunrath. “Con ulteriori tagli dei tassi d’interesse e uno sviluppo economico positivo, le small cap potrebbero diventare molto interessanti nel 2026”.
I mercati emergenti tornano sotto i riflettori, attratti da valutazioni favorevoli dopo una lunga fase di sottoperformance. “Il boom dei semiconduttori e delle infrastrutture di intelligenza artificiale gioca a favore di Corea e Taiwan, in quanto fornitori leader di tecnologie chiave“, osserva Kunrath. La Cina rimane un mercato strategico nonostante le tensioni commerciali, grazie alla diversificazione delle esportazioni e al forte sostegno politico a un ecosistema di IA indipendente. L’India, poi, è indicata come uno dei mercati più promettenti in Asia nel medio-lungo termine, trainato da riforme strutturali, consumi in crescita e massicci investimenti infrastrutturali.
I rischi per il 2026 non vanno tuttavia sottovalutati. Kunrath elenca i principali fattori di attenzione: “In primo luogo, le valutazioni elevate di alcuni segmenti di mercato incorporano aspettative ambiziose, che potrebbero essere disattese e dar luogo a correzioni”. Altri elementi critici sono un possibile riacuirsi dell’inflazione, il dibattito sulla sostenibilità del debito pubblico, incertezze sulla politica della Fed e, non da ultimo, i rischi geopolitici. “I rischi geopolitici restano elevati anche nel 2026, in particolare nei dossier Ucraina/Russia e Cina/Taiwan, i cui sviluppi continuano a essere difficili da valutare”.
La conclusione è di prudente ottimismo, accompagnato da un costante monitoraggio. “Pur non essendo scontata la materializzazione di tali rischi, resta fondamentale mantenere un approccio vigile e adattare, se necessario, la valutazione dei mercati e il posizionamento di portafoglio”, conclude Karin Kunrath. Il 2026 si prospetta come un anno di opportunità, ma la navigazione richiederà ancora una mano salda al timone.
