Evitare le correzioni di mercato può rivelarsi più costoso che attraversarle. È questa una delle convinzioni ribadite da Micheal Strobaek, Global Chief Investment Officer, e Clément Dumur, portfolio manager di Banque Lombard Odier & Cie, che invitano gli investitori a superare la falsa alternativa tra gestione attiva e passiva. “La scelta non è tra strategie attive o passive, ma tra restare fermi in liquidità o investire in modo agile con una strategia di fondo capace di adattarsi mentre il mondo cambia”.
Secondo Strobaek e Dumur, restare ancorati alla liquidità per evitare ogni tempesta di mercato può offrire un conforto psicologico, ma spesso porta a portafogli che, di fatto, non vanno da nessuna parte. Per spiegare il concetto, i due esperti ricorrono a una metafora storica: le esplorazioni dei Vichinghi. “I Vichinghi non salpavano perché fossero in grado di prevedere il meteo, ma perché univano determinazione e competenze di navigazione affinate nel tempo”. Allo stesso modo, investire significa accettare il rischio come parte integrante del viaggio.
I tre pilastri di una strategia disciplinata
Una strategia di investimento solida poggia su tre elementi fondamentali. Il primo è la Strategic Asset Allocation (SAA), che rappresenta l’ossatura del portafoglio. “È come scegliere l’imbarcazione giusta e tracciare la rotta verso la destinazione”, spiegano Strobaek e Dumur. La SAA tiene conto di orizzonte temporale, capacità di assumere rischio, esigenze di liquidità e tolleranza alla volatilità, con aggiustamenti rari e intenzionali.
Il secondo pilastro è la Tactical Asset Allocation (TAA), che interviene una volta definita la rotta. Non si tratta di prevedere i punti di svolta dei mercati, ma di reagire ai cambiamenti delle condizioni. “La TAA è reattiva, non predittiva: affronta il mondo per quello che è, non per quello che gli investitori vorrebbero che fosse”.
Infine, la selezione degli strumenti – investimenti attivi o passivi, fondi o singoli titoli – costituisce l’attrezzatura che consente al portafoglio di rispondere ai comandi. “Non calma il mare, ma assicura che la nave obbedisca al timone”, osservano gli autori.
Mercati tra pessimismo e ottimismo
Riprendendo un celebre pensiero di Benjamin Graham, Strobaek e Dumur ricordano che nel breve periodo i mercati sono guidati dal sentiment, mentre nel lungo termine prevalgono i fondamentali. “I mercati oscillano continuamente tra pessimismo ingiustificato e ottimismo insostenibile”, scriveva Graham, e proprio in queste oscillazioni si creano opportunità per gli investitori pazienti.
I dati storici lo confermano: dal 1995 l’S&P 500 ha registrato un rendimento medio annuo del 13%, a fronte di ribassi medi infrannuali del 15%. Le correzioni non sono anomalie, ma parte integrante del percorso di investimento. Come ricordava già negli anni Sessanta l’economista Paul Samuelson, “Wall Street ha previsto nove delle ultime cinque recessioni”, a dimostrazione della tendenza dei mercati a reagire in modo eccessivo.
Il mito del market timing
Analizzando tre portafogli tipo, gli esperti di Banque Lombard Odier & Cie mostrano come la combinazione disciplinata di SAA e TAA possa creare valore. Un investitore che affianca alla SAA aggiustamenti tattici dopo una correzione del 15% avrebbe ottenuto, nel lungo periodo, circa mezzo punto percentuale annuo in più rispetto a chi si affida solo alla SAA. Al contrario, il tentativo di fare market timing, restando in liquidità e rientrando solo dopo forti ribassi, risulta nettamente penalizzante in termini di rendimento e rapporto rischio-rendimento.
Da qui l’invito alla prudenza nelle decisioni tattiche. “Le dislocazioni di mercato richiedono analisi, non riflessi”, avvertono Strobaek e Dumur, indicando un processo in tre fasi: valutare i fatti, confrontarli con la storia e formulare un giudizio informato e non emotivo.
Una rotta di lungo periodo
In conclusione, la SAA resta il principale motore dei rendimenti di lungo termine, mentre la TAA ne rappresenta un complemento che comporta rischi incrementali ma consapevoli. Illudersi di eliminare il rischio attraverso il market timing significa spesso accettare rendimenti inferiori senza una reale riduzione della volatilità.
Come nelle esplorazioni nordiche, anche negli investimenti il successo non deriva da una previsione perfetta. “I viaggi dei Vichinghi ebbero successo non grazie a una visione infallibile del futuro, ma grazie a un equilibrio tra obiettivi strategici e abilità tattica. Investire non è poi così diverso”.
