In un contesto globale segnato da rendimenti compressi nei mercati sviluppati e da crescente fragilità fiscale, il debito dei mercati emergenti sta riconquistando un ruolo centrale nei portafogli degli investitori. Non più una semplice scommessa tattica, ma un’allocazione strategica in grado di offrire rendimento, diversificazione e un allineamento con i trend di crescita mondiale. È questa la convinzione di Philip Meier, responsabile del debito emergente e Vice CIO di Gramercy, nonché gestore delegato della strategia GAM Local Emerging Bond di GAM.
“Con rendimenti reali ancora attraenti rispetto ai mercati sviluppati, sostenuti dal miglioramento delle dinamiche inflazionistiche e da fondamentali fiscali più solidi, il reddito fisso dei mercati emergenti offre agli investitori una preziosa protezione dall’inflazione e una solida generazione di reddito”, afferma Meier. “Riteniamo che questa asset class sia ben posizionata per il 2026”.
Lezioni chiave dal 2025: differenziazione e dinamiche di credito
L’anno appena trascorso ha impartito lezioni fondamentali. “La principale è stata chiara: la differenziazione è essenziale, sia per credito che per geografia”, sottolinea Meier. Nonostante la volatilità legata ai dazi USA di aprile e al rafforzamento del dollaro a metà anno, la crescita dei mercati emergenti è rimasta stabile al 4,1%.
In primo luogo, i rischi tariffari e geopolitici si sono rivelati sempre più settoriali e localizzati. “Società dell’ASEAN e titoli sovrani dell’Europa orientale hanno dimostrato resilienza. Per il 2026, stiamo traducendo questa lezione in un’esposizione più mirata, evitando un’eccessiva concentrazione nei crediti sensibili al commercio globale e puntando invece sui beneficiari del commercio tra mercati emergenti”.
In secondo luogo, il 2025 ha ribadito che lo slancio del merito creditizio supera i rating statici. Nel segmento sovrano, diversi emittenti high yield hanno sovraperformato grazie a significativi progressi nel consolidamento fiscale o nell’attuazione di riforme. Al contrario, alcuni investment grade hanno deluso a causa di incertezze politiche. Nel credito societario, invece, le società investment grade hanno ampiamente battuto le high yield, grazie a bilanci solidi. “Il messaggio è chiaro: i mercati hanno premiato i cambiamenti positivi, indipendentemente dalla categoria di rating iniziale”.
In terzo luogo, gli asset in valuta locale hanno performato bene, favoriti da differenziali di rendimento reali vantaggiosi, da cicli di normalizzazione politica anticipati e da un miglioramento del sentiment. “Le valute EM hanno beneficiato di credibilità interna e di un dollaro in fase di indebolimento”, osserva Meier.
Le opportunità per il 2026: rendimento, crescita e fattori tecnici favorevoli
Secondo Meier, le opportunità nel debito emergente sono “probabilmente le più interessanti degli ultimi anni”. Mentre i mercati obbligazionari globali affrontano rischi di reinvestimento con rendimenti bassi e inflazione ancora presente, i mercati emergenti offrono “rendimento, crescita e diversificazione in un’unica asset class”.
Nello specifico:
- Valuta locale: i titoli sovrani in valuta locale beneficiano di cicli di tightening precoci e credibili, che stanno lasciando il posto a un allentamento. “Questo, unito a rendimenti reali interessanti e inflazione in miglioramento, offre potenziale di carry e di duration in mercati selezionati”.
- Valuta forte: anche i sovrani in valuta forte presentano valore in paesi orientati alle riforme, mentre le società mantengono bilanci sani e un indebitamento modesto rispetto alle controparti dei mercati sviluppati.
- Fattori tecnici positivi: dopo anni di deflussi, il debito EM è sottovalutato. “Il 2025 ha visto un significativo aumento della partecipazione crossover. Con una modesta nuova emissione netta, le dinamiche domanda/offerta sono più equilibrate, creando un contesto favorevole”.
- Vento a favore del dollaro: “L’indebolimento del dollaro, guidato dalle preoccupazioni sulla sostenibilità fiscale USA e dal dibattito sul deprezzamento, è un vento favorevole per i mercati emergenti, in particolare quelli locali”.
Flessibilità e gestione attiva sono fondamentali
In un panorama in evoluzione dove geopolitica, politica industriale e riassetti commerciali pesano sempre di più, Meier conclude sottolineando l’importanza dell’approccio. “La flessibilità e la gestione attiva saranno fondamentali. L’opportunità è reale, ma lo è anche la necessità di rimanere agili nel gestire sia il rischio che il rendimento in un universo dei mercati emergenti in continua evoluzione”.
