Mercato Forex: le previsioni di Goldman Sachs per il 2026

Un attento studio dei flussi finanziari globali e delle politiche monetarie sta disegnando una nuova mappa per le valute mondiali. E’ quanto emerge dal più recente report di Goldman Sachs sul mercato Forex che evidenzia come il prossimo anno potrebbe segnare un punto di svolta, caratterizzato da un ridimensionamento del dominio del dollaro Usa e da performance fortemente divergenti tra le economie avanzate e quelle emergenti.

Il cosidetto “sorriso” del Biglietto Verde

Il dollaro americano, dopo un periodo di forza eccezionale, sta entrando in una fase di correzione. “Alcuni dei recenti ribassi del Dollaro hanno seguito il familiare pattern Dollar smile, osservano gli esperti di Goldman Sachs, spiegando che si tratta di “un modo rapido per riferirsi alla tendenza del Dollaro a deprezzarsi quando il resto del mondo se la passa bene“. Questo fenomeno non è isolato e genera un effetto a catena: “Aiuta a spiegare le correlazioni particolarmente elevate tra le valute ultimamente: quando il Dollaro stesso si muove, è una marea che può muovere tutte le barche insieme”. La previsione degli analisti è che prospettive di rendimento globale più equilibrate peseranno sul Biglietto Verde nel tempo, anche grazie all’attesa di un ciclo di alleggerimento monetario più aggressivo della Fed.

Yen: la lunga strada per la normalizzazione

Il Giappone rappresenta uno dei casi più complessi. Nonostante il rialzo dei tassi atteso dalla Bank of Japan a dicembre, gli analisti di Goldman Sachs sono scettici su un’inversione di tendenza duratura: “Un rialzo di per sé è improbabile che ponga fine in modo sostenuto alla sottoperformance dello Yen quando il tightening è in parte giustificato da uno Yen stesso più debole”. Il rischio fiscale interno, con un premio incorporato nei titoli di stato giapponesi, manterrà un legame stretto e anomalo tra curva dei rendimenti e valuta. Nel breve termine, si prevede comunque spazio per un ulteriore indebolimento tattico, soprattutto su cross come EUR/JPY. La normalizzazione è un percorso graduale: “Nel lungo termine, ci aspettiamo comunque di vedere un graduale apprezzamento dello Yen man mano che i differenziali dei tassi a breve si comprimono ulteriormente e spingono al ribasso i costi di copertura”.

Renminbi: la pazienza dei policymaker

La Cina punta su un apprezzamento controllato e costante della sua valuta. Il report indica un obiettivo a 3 mesi per USD/CNY di 6.95, spinto da “driver macro sottostanti [che] richiedono un ulteriore apprezzamento del CNY rispetto al Dollaro nel 2026”. Gli esperti di Goldman Sachs notano che “i policymaker dovrebbero essere a proprio agio con tale apprezzamento data la resilienza delle esportazioni, il miglioramento delle relazioni commerciali USA-Cina e una significativa sottovalutazione”. Tuttavia, il tallone d’Achille rimane la domanda interna “morbida”. La sfida per Pechino sarà sostenere la crescita domestica senza frenare troppo la forza esterna del renminbi, bilanciando gli obiettivi con strumenti fiscali e di politica creditizia.

Sterlina: la solitudine della politica di austerità

Mentre molte economie riconsiderano le loro politiche fiscali, il Regno Unito sembra andare controcorrente, diventando “la fanalino di coda d’Europa”. “Il passaggio del Regno Unito alla moderazione fiscale lo mette in contrasto con la maggior parte dei suoi pari regionali del G10, e arriva anche in un momento difficile per le prospettive cicliche domestiche”, sottolineano gli esperti di Goldman Sachs. Questo contesto costringerà probabilmente la Bank of England a un percorso di alleggerimento monetario più marcato rispetto ad altre banche centrali, creando un “importante mix di politiche negativo per la valuta”. La sterlina, inoltre, è strutturalmente sopravvalutata e meno esposta di altre valute europee a una possibile ripresa della Germania. Le previsioni di Goldman Sachs vedono EUR/GBP salire a 0.92 a 12 mesi.

Il quadro generale: opportunità e rischi negli incroci valutari

Il rapporto dedica grande attenzione alle strategie relative, individuando attraverso un “clustering framework” le coppie di valute più adatte per esprimere view di “valore relativo”, ossia meno influenzate dal rischio globale e più dai differenziali di politica monetaria. Una di queste è AUD/NZD, sulla quale Goldman Sachs esprime una view ribassista per l’Australian dollar, non per debolezza intrinseca, ma perché il cross è il veicolo più pulito per scommettere sulla convergenza delle politiche delle due banche centrali.

Le previsioni per il 2026

Un mondo multipolare per le valute

Il messaggio centrale di Goldman Sachs è chiaro: l’era del dollaro onnipotente guidato da un vantaggio di crescita schiacciante degli USA potrebbe essere in pausa. La “marea” del dollaro si sta ritirando, lasciando emergere le fondamenta specifiche di ogni economia. Alcune, come il Regno Unito, rischiano di rimanere scoperte da politiche contraddittorie. Altre, come il Giappone, intraprendono un faticoso cammino di normalizzazione. La Cina, nel frattempo, gestisce con cautela la sua ascesa valutaria. Per gli investitori, il 2026 si prospetta come un anno in cui la selezione accurata delle valute e l’attenzione ai differenziali di politica monetaria saranno cruciali, forse più della semplice direzione del biglietto verde. Come concludono gli esperti, in un mondo che “sorride”, il vento potrebbe non essere più solo a favore del dollaro.