Obbligazioni: le previsioni di Pimco per il 2026

Il 2025 si conferma uno degli anni più brillanti per il mercato obbligazionario globale. Rendimenti elevati, volatilità contenuta e un contesto macroeconomico più stabile hanno favorito un ritorno di interesse verso il reddito fisso. Dan Ivascyn, Group CIO di PIMCO, analizza i fattori che hanno guidato le performance e le opportunità che potrebbero emergere nei prossimi mesi.

Un anno eccezionale per il mercato obbligazionario

Pur in assenza di un deciso aumento dei tassi, il comparto obbligazionario ha registrato risultati sorprendenti. Ivascyn sottolinea che “è stato un anno entusiasmante, un anno eccellente dal punto di vista della performance”.

Tra i principali driver:

  • rendimento iniziale molto favorevole, determinante per i guadagni complessivi;
  • opportunità lungo la curva, con le scadenze brevi che hanno sovraperformato le lunghe;
  • mercati esteri competitivi, dal Regno Unito al Giappone fino all’Australia, particolarmente attraenti se coperti sul dollaro;
  • indebolimento del dollaro, che ha contribuito a un ulteriore rendimento incrementale;
  • settori spread ricchi di opportunità, dal credito high yield a segmenti di qualità superiore.

Come evidenzia Ivascyn, “numerose fonti di rendimento diversificate utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione” hanno sostenuto i risultati dell’anno. Le prospettive restano solide, con cicli economici globali meno sincronizzati e rendimenti ancora elevati.

Credito privato: tra rischi crescenti e opportunità selettive

Il credito privato è stato molto discusso nel 2025, anche a causa di alcuni default che hanno attirato l’attenzione degli investitori. Per Ivascyn la chiave è valutare il rischio nell’ambito di un continuum di liquidità: “Vengo remunerato per accettare una minore liquidità?”.

Il CIO evidenzia due punti critici:

  1. spread compressi dopo anni di performance robuste;
  2. crescita eccessiva nei segmenti più sensibili, come il mid-market lending, dove la qualità del credito si è deteriorata.

Di conseguenza, “alcune di queste aree del mercato che sono cresciute troppo rapidamente deluderanno gli investitori”.

Per un investitore attivo, però, questa fase rappresenta un’opportunità. Ivascyn spiega che la situazione “consente di prendere decisioni di credito in modo relativo, concentrandosi su aree che sono più resilienti per loro natura”. La liquidità rimane fondamentale per mantenere flessibilità e reagire rapidamente a un eventuale rallentamento economico.

Mercati azionari: valutazioni elevate e necessità di prudenza

Il forte rialzo dell’equity, amplificato dagli investimenti nell’intelligenza artificiale, solleva interrogativi sulla sostenibilità dei prezzi attuali. Le azioni, ricorda Ivascyn, “sono vicine ai massimi storici”, mentre i titoli obbligazionari di alta qualità offrono oggi un rapporto rischio/rendimento più favorevole.

“Probabilmente è opportuno spostare una piccola parte del denaro da questi settori che hanno dato buoni risultati, ma che sono ormai saturi dal punto di vista della valutazione”, osserva il manager.

La dispersione interna al mercato azionario suggerisce comunque che le strategie attive possano ancora generare valore, a patto di essere selettivi.

Liquidità e obbligazioni di qualità: un nuovo equilibrio tra tassi e rendimenti

Con i tassi d’interesse in discesa, il differenziale tra liquidità e obbligazioni torna a favorire queste ultime. Ivascyn nota che “il tasso di interesse sta scendendo a un livello significativamente inferiore al rendimento che si può ottenere da un portafoglio obbligazionario di alta qualità a duration intermedia”.

In questo contesto, il reddito fisso assume anche un ruolo di protezione contro valutazioni eccessive in altri segmenti di mercato.

In sintesi

Il 2025 segna un ritorno di centralità per il reddito fisso. La combinazione di valutazioni attraenti, cicli meno sincronizzati e un contesto di tassi favorevole crea opportunità difficili da ignorare. Come sintetizza Dan Ivascyn, “siamo entusiasti di questo anno e, cosa ancora più importante, delle prospettive di rendimenti futuri”.