Asset allocation: la view di Eurizon in questa fase

Dopo il blackout statistico dovuto allo shutdown, l’economia statunitense si appresta a tornare sotto la lente degli investitori. Secondo il report “The Globe” di Eurizon Capital SGR, la società di asset management del Gruppo Intesa Sanpaolo, il quadro che emerge è di un “rallentamento del mercato del lavoro” a fronte di una “tenuta per consumi e investimenti”. La Fed, dopo i tagli di settembre e ottobre, potrebbe ora prendersi una pausa a dicembre, per poi “proseguire la riduzione dei tassi nel 2026”, con l’obiettivo di riportarli verso un livello neutrale stimato al 3%.

Per l’Eurozona, gli analisti di Intesa Sanpaolo segnalano una crescita “in assestamento” dopo le turbolenze della guerra commerciale. I consumi resistono, trainati dal ciclo inflazionistico, mentre gli investimenti sono “in crescita”, con ulteriore sostegno atteso nel 2026 grazie ai piani europei su difesa e infrastrutture. La BCE, intanto, rimane in pausa con tassi “allineati al livello di inflazione”.

La Cina procede allineata al target di crescita del 5%, mentre sul fronte geopolitico l’incontro di fine ottobre tra Trump e Xi ha “formalizzato una parziale riduzione delle tariffe”. Tuttavia, spiegano gli esperti di Eurizon, il confronto per un accordo definitivo “riprenderà non prima di un anno”, segno che l’amministrazione USA vuole “evitare turbolenze prima delle elezioni di medio termine”.

Asset allocation: fixed income sotto i riflettori, neutralità sull’equity

Nella View d’investimento, gli strategi di Intesa Sanpaolo mantengono un giudizio “positivo” sul Fixed Income, in particolare sulla duration di USA e Germania e sui titoli governativi periferici dell’Eurozona, con focus su Italia. Positivo anche lo spread corporate, sia Investment Grade che High Yield. Per le azioni, invece, la view resta “neutrale”, con preferenze geografiche equiparate tra Stati Uniti, Giappone, Mercati Emergenti ed Europa. Sul fronte valute, confermato il giudizio “negativo sul dollaro” nel medio termine, sostenuto dai tagli Fed.

Il tema del mese: utili aziendali da record, ma le Borse sono “tirate”

Il fulcro dell’analisi di novembre sono gli utili aziendali. La reporting season del terzo trimestre negli USA ha stupito: “Gli utili aziendali sono stati del 14% su base annua, il doppio rispetto alle stime”, scrivono gli analisti di Eurizon, segnando “la maggiore crescita degli ultimi 3 anni”. Performance trainanti per finanziari, tecnologici e industriali.

Anche le stime per il 2026 e il 2027 sono state riviste al rialzo, sostenute dalla prosecuzione della ripresa e dal calo dell’incertezza tariffaria. Tuttavia, i mercati sembrano aver già scontato gran parte del buonumore. “Il movimento di breve appare tirato”, avvertono gli esperti di Intesa Sanpaolo, sottolineando come il rapporto prezzo/utili dell’S&P 500 sia “poco sotto i massimi del 2021”. Valutazioni elevate “potrebbero limitare l’entità di reazioni positive a eventuali notizie favorevoli”.

Nonostante le valutazioni alte, il quadro di fondo rimane sostenuto: “La prosecuzione del ciclo economico e della crescita degli utili, insieme all’atteso calo dei tassi della Fed, è un solido sostegno di medio termine” per i mercati azionari, concludono gli analisti.