Rally di fine anno e incognite presidenziali: il doppio volto di dicembre secondo Decalia

Dicembre si apre con il consueto clima di attesa sui mercati finanziari, tra ottimismo stagionale e interrogativi legati al ciclo politico statunitense. A sintetizzare lo stato d’animo degli investitori è Fabrizio Quirighetti, CIO e Head of Multi-Asset di Decalia, che osserva: “Seguendo i modelli stagionali, non c’è più nulla da temere per le prossime settimane, dato che il rally di Babbo Natale si occuperà di portare i rendimenti accumulati dall’inizio dell’anno, incluso un ulteriore impulso finale, direttamente sotto l’albero di Natale”.

Secondo Quirighetti, il tradizionale slancio dei mercati nell’ultimo mese dell’anno resta subordinato alle attese sui prossimi sviluppi di politica monetaria. “Basta solo credere che Jay Powell e i suoi elfi della Fed si comporteranno bene il 10 dicembre, tagliando i tassi, come la maggior parte degli investitori ha richiesto nella propria letterina a Babbo Natale”, osserva in tono semi-ironico il manager.

Tra stagionalità e cicli politici

Accanto ai classici effetti di fine anno, un altro tema sta attirando l’attenzione degli operatori: la stagionalità legata al ciclo presidenziale americano. Quirighetti segnala infatti di essersi imbattuto in dati storici relativi alle performance dell’S&P 500 a seconda dell’anno del mandato presidenziale. E rileva: “A quanto pare, il secondo anno di mandato presidenziale sembra essere il peggiore”.

Una considerazione che introduce un elemento di cautela, soprattutto se si pensa che numerose case d’investimento statunitensi hanno appena pubblicato previsioni molto ottimistiche per il 2026, con diversi outlook che indicano nuovi possibili rialzi a doppia cifra per l’indice S&P 500. “Quindi, forse è un elemento da considerare – almeno per chi crede nella stagionalità – che va un po’ controcorrente, dato che molti operatori di Wall Street hanno appena pubblicato le loro rosee previsioni per il 2026, che spesso prevedono un altro round di guadagni a doppia cifra per l’S&P 500, prevedendo un periodo positivo il prossimo anno…”, aggiunge Quirighetti.

Un brindisi anticipato

Nonostante le incognite, il 2025 dei mercati si avvia verso una chiusura solida e ampiamente positiva, sostenuta da crescita resiliente, aspettative di allentamento monetario e utili societari superiori alle attese. Un contesto che invita, secondo Quirighetti, a un atteggiamento costruttivo: “Festeggiamo fin da ora e siamo grati per quest’anno”.

In attesa dei dati e delle decisioni cruciali di dicembre, gli investitori guardano quindi a questo finale di anno con un misto di fiducia e prudenza, consapevoli che la storia politica americana – come ricordano le statistiche sulle performance annuali dell’S&P 500 dal 1929 per anni presidenziali – potrebbe riservare qualche deviazione rispetto alle previsioni più ottimistiche.

Performance annuale dell’S&P500 dal 1929 per anni presidenziali