Oro verso un nuovo super-ciclo: ecco perchè

L’oro è tornato al centro del dibattito economico globale. E a rilanciare il tema è l’ultima analisi di U.S. Global Investors, che individua nel metallo prezioso non solo un bene rifugio contro l’instabilità, ma un asset destinato a raddoppiare il proprio valore entro pochi anni. L’obiettivo? Una quotazione a 7.000 dollari l’oncia.

L’analisi, pubblicata nella Avalon Investment Newsletter, rivisita lo “shock Nixondel 1971, quando fu abolita la convertibilità del dollaro in oro. Una frattura che, secondo gli esperti, ha aperto la strada a mezzo secolo di espansione incontrollata del debito pubblico.

Le radici dell’instabilità: dalla fine del gold standard al debito record

Nel rapporto si ricorda che, dopo il 1971, il dollaro cessò di essere ancorato a un bene fisico. U.S. Global Investors riporta la posizione degli esperti: “La carta moneta stampata non aveva più alcun valore in sé. Era artificiale, e tutto ciò che è artificiale è temporaneo”.

Il debito federale degli Stati Uniti ha oggi raggiunto i 37,5 trilioni di dollari, pari al 124% del PIL. Con dinamiche simili a livello globale, il debito totale del pianeta ha toccato quota 324 trilioni.

La Fed, osservano gli analisti, è ormai in trappola: “La Fed non può aumentare i tassi in modo aggressivo senza mandare il governo in bancarotta, ma non può nemmeno effettuare tagli radicali senza far crollare il dollaro”.

Perché le banche centrali comprano oro

Il metallo prezioso è scambiato oltre i 4.000 dollari l’oncia, vicino agli obiettivi già delineati anni fa da U.S. Global Investors. Intanto le banche centrali continuano ad accumulare riserve: 200 tonnellate nette nei primi sette mesi dell’anno. Il motivo, spiegano gli esperti, è semplice: “La moneta fiat può essere stampata a piacimento, ma la vera moneta – l’oro – è finita”. Da qui la previsione più audace: “La nuova proiezione è di 7.000 dollari l’oncia”.

Il balzo degli altri metalli preziosi

L’analisi segnala che anche argento, platino e palladio stanno vivendo un momento di forza. Quest’ultimo, secondo alcune stime citate nel rapporto, potrebbe tornare verso i massimi storici.

Mercati azionari tirati e rischio di correzione

Lo studio segnala inoltre un livello record di debito a margine – oltre 1,06 trilioni di dollari – un indicatore che storicamente precede forti correzioni. U.S. Global Investors osserva che, in un contesto simile, “è meglio detenere oro”.

La “regola del 10%” per proteggersi

Il consiglio operativo del gruppo è chiaro: “Come Ray Dalio, consiglio di investire il 10% in oro, di cui metà in lingotti fisici e l’altra metà in azioni minerarie di alta qualità”. Ribilanciamento periodico incluso.

Perché 7.000 dollari non è una previsione estrema

Gli analisti concludono che l’attuale combinazione di debito elevato, politica monetaria limitata e crescente interesse delle banche centrali rende ormai plausibile uno scenario di forte rivalutazione dell’oro: “Una previsione audace potrebbe essere quella prudente”.