La transizione energetica globale sta vivendo un momento di forte pressione, segnato da un riallineamento delle priorità che vede la sicurezza energetica scalzare la lotta al cambiamento climatico in cima all’agenda internazionale. È questa la fotografia scattata dall’ultimo World Energy Outlook dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), al centro dell’analisi di Ersel nel suo più recente outlook mensile.
Come evidenziano gli esperti di Ersel, “a volte, le parole contano più di tutto il resto”. Nell’edizione 2025 del rapporto IEA, l’espressione “energy security” ricorre 92 volte, un picco negli ultimi dieci anni, ad eccezione del 2022 segnato dall’invasione russa dell’Ucraina. Contemporaneamente, i riferimenti al “climate change” crollano a 42 occorrenze, uno dei dati più bassi degli ultimi anni, a fronte delle 135 del 2016. Un cambio di linguaggio che riflette una mutazione delle priorità dettata dal contesto geostrategico: dalla chiusura dei rubinetti del gas russo al sabotaggio di gasdotti, fino al controllo cinese sull’export di terre rare.
“Non è un mistero che l’amministrazione americana abbia sottoposto a notevoli pressioni la IEA perché abbandonasse le posizioni più incisive sul riscaldamento globale”, si legge nell’outlook. Pressioni che hanno sortito l’effetto desiderato: l’Agenzia ha reintrodotto un modello di previsione, abbandonato nel 2020, che ipotizza il congelamento delle attuali politiche energetiche. In questo scenario, la domanda di petrolio e gas continuerebbe a salire ben oltre il 2050.
Tuttavia, per gli analisti Ersel, “l’attenzione dedicata alla sicurezza non è di per sé antitetica agli sforzi necessari a contrastare e mitigare il cambiamento climatico”. Al contrario, “la resilienza delle reti, l’autonomia e la stabilità dei prezzi offerte dalle fonti rinnovabili e dal nucleare sono elementi chiave sia della transizione sia della sicurezza energetica. I due obiettivi camminano assieme“.
Mercati: l’AI domina, ma i guadagni si spostano
Sul fronte dei mercati azionari, il tema dominante resta l’Intelligenza Artificiale. “Continuiamo a ritenere che questi investimenti siano in larga parte giustificati da visibilità e progressiva accelerazione nella domanda“, affermano gli esperti Ersel. Tuttavia, si osserva uno spostamento dei guadagni verso “aree più cicliche, a maggior beta e tendenzialmente più speculative”, mentre le mega-cap tech mostrano performance meno brillanti nonostante revisioni degli utili positive.
Obbligazioni: attesa per la Fed, cautela in Europa
Per quanto riguarda i mercati obbligazionari, il consenso sta rivedendo le aspettative di crescita per gli USA. “Manteniamo per gli USA uno scenario di moderazione dell’attività economica tale da validare il corrente percorso atteso di riduzione dei tassi”, commentano gli esperti. I Fed Funds Futures prezzano meno di un taglio per il 2025. In Europa, invece, è prezzato meno di mezzo taglio entro fine 2026, con la BCE in attesa.
Yen debole in attesa della BoJ
L’elezione di Sanae Takaichi come Primo Ministro giapponese ha riacceso le attese per una nuova fase di “Abenomics“, con politiche espansive che stanno pesando sullo yen. “A breve ci può essere una fase di perdurante debolezza dello yen in attesa che si chiarisca la situazione politica”, prevedono gli analisti.
Linee di portafoglio: duration piena e cautela sul credito
Alla luce di questo scenario, le linee di investimento di Ersel privilegiano un “posizionamento pieno sulla duration” per compensare i rischi di azioni e credito. Tra le obbligazioni societarie, si preferisce l’alto merito creditizio, mentre sono state ridotte le esposizioni sugli High Yield per gli spread troppo compressi. Sulle azioni, i portafogli multiasset mantengono una neutralità prudente.
In un contesto di alta complessità, la sfida è dunque bilanciare le esigenze di sicurezza energetica immediata con gli imperativi a lungo termine della transizione verde, senza perdere di vista le opportunità e i rischi dei mercati finanziari in evoluzione.
