Per anni sono stati i soli protagonisti della scena, i locomotori che hanno trascinato l’intero mercato azionario statunitense verso l’alto. Ma l’era in cui i “Magnifici 7” dominavano incontrastati è, se non conclusa, certamente in una fase di profonda trasformazione.
Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim, spiega: “Per anni, i titoli dei Magnifici 7 hanno dominato l’attenzione degli investitori e, collettivamente, hanno di fatto trainato i rendimenti degli indici. Quell’era è chiaramente cambiata. Solo due di questi giganti a mega-capitalizzazione hanno sovraperformato l’S&P 500 nel 2025 e parte di questa disomogeneità è persistita in questo primo scorcio del 2026, con cinque di essi che da inizio anno sottoperformano l’indice”.
La divergenza interna al gruppo è il segnale più evidente di un mercato che non premia più l’appartenenza al club, ma la sostanza.
Intelligenza Artificiale: finita l’euforia, inizia la selezione
La causa di questa frattura va ricercata nell’evoluzione del comparto dell’intelligenza artificiale. Se fino a ieri bastava essere esposti al tema IA per vedere il proprio titolo salire, oggi gli investitori guardano al sodo, ai bilanci e alle prospettive reali.
Secondo Tognoli, “La crescente divergenza all’interno dei Magnifici 7 riflette l’evoluzione del comparto legato all’intelligenza artificiale (IA). I giorni in cui i titoli tecnologici beneficiavano indistintamente dell’entusiasmo generale per l’IA sono svaniti, poiché gli investitori sono diventati sempre più selettivi, specialmente a fronte di un posizionamento affollato e, forse, della stanchezza per le valutazioni a premio”.
Questa nuova selettività ha innescato turbolenze significative. Il settore del software è stato colpito duramente dalle preoccupazioni legate alla “disruption” portata dalle stesse innovazioni del settore, con il sotto-indice S&P 500 Software and Services che ha perso oltre il 17% in sole sette sessioni. Anche i semiconduttori, un tempo beniamini incontrastati, soffrono quando gli utili, per quanto buoni, non soddisfano le aspettative esageratamente alte del mercato.
La grande rotazione: il mercato si allarga
Eppure, questa tempesta nel mondo tech non ha affondato la nave dell’S&P 500. Anzi, ha permesso ad altre parti del mercato di emergere e prendere il testimone.
L’analista di Cfo Sim evidenzia come il sell-off tecnologico sia stato compensato da una rotazione massiccia: “Questa turbolenza del mercato non ha interrotto il trend rialzista dell’indice generale, poiché il sell-off tecnologico è stato ampiamente compensato da una sostanziale rotazione verso altre aree del mercato. Qualsiasi danno tecnico all’S&P 500 è stato limitato, con l’indice di nuovo al di sopra della sua media mobile a 50 giorni e a meno dell’1% dal suo recente massimo storico”.
La prova più lampante di questo cambiamento arriva dall’S&P 500 a parità di peso (equal weight), che ha recentemente toccato un nuovo record storico. “Tale forza riflette una rotazione che ha favorito ampiamente i settori ciclici e ‘value’, aree che erano state trascurate per diversi anni”, sottolinea Tognoli, aggiungendo che questo movimento è sostenuto da un miglioramento macroeconomico e da una crescita degli utili superiore alle attese.
Un mercato rialzista su basi più solide
Lontano dall’essere un fuoco di paglia, questa rotazione rappresenta il consolidamento di una tendenza iniziata già alla fine del 2025. Il cosiddetto “market breadth” (l’ampiezza del mercato) sta migliorando, segno che un numero crescente di titoli partecipa al rally.
Le fondamenta del mercato rialzista appaiono quindi più robuste. “Una quota crescente di titoli all’interno di ogni settore principale ha riconquistato i trend rialzisti di lungo periodo. La percentuale di componenti che scambiano al di sopra della media mobile a 200 giorni per ogni settore è ora significativamente più alta rispetto al minimo di mercato del 2025 causato dal cosiddetto tariff tantrum“, afferma Tognoli. “Questa partecipazione in espansione suggerisce che il mercato rialzista ha sviluppato fondamenta più solide e durature, rafforzando l’outlook complessivamente positivo”.
Strategie per il futuro: diversificazione e selezione
Tuttavia, la strada non sarà in discesa e la volatilità è destinata a rimanere una compagna di viaggio, specialmente nel settore tecnologico.
Antonio Tognoli conclude con un avvertimento e un consiglio strategico per gli investitori: “Ciononostante, è probabile che gli episodi di volatilità legati all’IA continuino. Con lo sviluppo dell’IA ancora solo nelle fasi iniziali o intermedie di un ciclo di investimento pluriennale, è probabile che la leadership passi di mano ripetutamente. L’ultimo episodio di volatilità, unito alla crescente divergenza tra i leader dell’IA, sottolinea il potenziale per una maggiore dispersione dei rendimenti e per ulteriori rotazioni future. Per gli investitori, ciò aumenta l’importanza di identificare i vincitori nel medio e lungo termine. Ribadiamo con forza che a questo punto del ciclo, la diversificazione settoriale e geografica rimane strategica”.
