Nonostante i risultati positivi di colossi come NVIDIA – che ha superato le attese sugli utili e fornito previsioni superiori alle stime di mercato – e Salesforce, gli esperti di UBS GWM mantengono un approccio cauto sul breve termine.
«Prevediamo che la volatilità persista nel breve termine, mentre gli investitori continuano a soppesare gli effetti dirompenti dell’intelligenza artificiale», afferma Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, che aggiunge: «Sottolineiamo l’importanza di ampliare l’esposizione all’AI per cogliere l’intera gamma di opportunità offerte da questa tecnologia».
La casa d’investimento ha recentemente declassato a Neutral sia il settore dell’information technology che quello dei servizi di comunicazione, ritenendo il profilo rischio-rendimento meno interessante. «I maggiori hyperscaler spenderanno quest’anno oltre 650 miliardi di dollari, assorbendo quasi tutti i flussi di cassa operativi», si legge nel report.
Per chi ha un’esposizione superiore ai benchmark in questi comparti, UBS GWM suggerisce di «considerare una copertura o una diversificazione verso altri settori con un profilo rischio-rendimento più favorevole, come industriali, finanziari, sanità, utility e beni di consumo discrezionali».
Un capitolo a parte merita la Cina. «A differenza degli Stati Uniti, crediamo che una potenziale accelerazione della spesa in conto capitale delle aziende tech cinesi debba ancora essere premiata in questa fase del ciclo», afferma Haefele. I leader tecnologici cinesi investono attualmente solo una frazione rispetto ai loro omologhi americani, ma UBS prevede un aumento dei piani di spesa nei prossimi report sugli utili, grazie a nuove assunzioni e a una più rapida implementazione dell’AI. Con il sostegno esplicito di Pechino ai modelli di AI domestici, «il settore tech cinese dovrebbe beneficiare del rinnovato interesse globale per la sua competitività nell’intelligenza artificiale».
Infine, UBS GWM evidenzia le opportunità lungo le catene di approvvigionamento in Asia ed Europa. La domanda e offerta nel mercato dei chip di memoria sono ai livelli più tesi degli ultimi 40 anni, e vede benefici per fonderie, aziende di packaging, imprese di networking e semiconduttori. Il Giappone offre opportunità nella robotica e automazione, mentre alcune aziende europee dei semiconduttori potrebbero trarre vantaggio da una ripresa del ciclo industriale.
«Raccomandiamo di diversificare l’esposizione all’AI tra settori e aree geografiche, in un panorama in rapida evoluzione», conclude Haefele.
