Treasury buyback e Btp: l’effetto indiretto che passa dai tassi globali

Il recente annuncio del Segretario al Tesoro americano Scott Bessent, che prevede di ampliare il programma di riacquisto di Treasury a lungo termine, ha riacceso l’attenzione dei mercati sulle possibili ripercussioni per gli investitori obbligazionari. I riacquisti di Treasury potrebbero avere un impatto positivo sulla liquidità del mercato e contribuire a ridurre alcune distorsioni tra i titoli.

Secondo Antonella Manganelli, ad di Payden&Rygel in Italia, “l’effetto potrebbe essere più pronunciato sulla parte intermedia e lunga della curva, dove gli acquisti del Tesoro rappresenterebbero un’ulteriore fonte di domanda e potrebbero esercitare una moderata pressione al ribasso sui rendimenti”. La manager sottolinea tuttavia che, nel medio periodo, “l’andamento dei rendimenti continuerà ad essere determinato principalmente dalle dinamiche di inflazione e crescita, dalle decisioni di politica monetaria e dalle prospettive di finanza pubblica”.

Le ricadute sui mercati europei e sui Btp

Con i mercati obbligazionari ancora fortemente interconnessi, un potenziale calo dei rendimenti dei Treasury Usa, in particolare sulla parte lunga della curva, potrebbe fornire un certo sostegno anche ai titoli di Stato europei. Nel caso dell’Italia, è importante distinguere tra i movimenti dei tassi di interesse sottostanti e le variazioni degli spread sovrani. Questi ultimi sono maggiormente legati alle prospettive fiscali e di crescita del Paese e, più in generale, al contesto macroeconomico europeo.

Manganelli chiarisce che “l’impatto dei riacquisti di Treasury sui BTP dovrebbe quindi essere principalmente indiretto, attraverso i tassi globali e il più ampio sentiment di mercato“. Una distinzione importante per gli investitori italiani che seguono con attenzione l’evoluzione del differenziale tra i nostri titoli e quelli tedeschi.

Piuttosto che concentrarsi su uno specifico livello di prezzo, è quindi importante monitorare l’andamento dei tassi reali, del dollaro Usa e del sentiment globale sul rischio, che probabilmente continueranno a rappresentare i principali driver del prezzo del metallo giallo. Manganelli non ritiene che “questi sviluppi, presi singolarmente, giustifichino cambiamenti decisivi nei portafogli obbligazionari”.

Strategie di portafoglio per l’obbligazionario

Dopo il rialzo dei rendimenti degli ultimi anni, il reddito fisso offre nuovamente livelli di rendimento interessanti e, a nostro avviso, un profilo rischio-rendimento più attraente. In generale, riteniamo opportuno mantenere un approccio equilibrato alla duration, evitando posizionamenti estremi e privilegiando la diversificazione tra scadenze ed emittenti.

La filosofià di Payden&Rygel è chiara: “Piuttosto che cercare di anticipare i movimenti di breve periodo dei mercati, i portafogli dovrebbero essere costruiti in funzione dell’orizzonte temporale dell’investitore, delle sue esigenze di reddito e del suo profilo di rischio”. Un approccio che Manganelli e il suo team continuano a perseguire, guardando con attenzione ma senza fretta alle opportunità che il mercato offre.