Tecnologia, utility e difesa: i tre pilastri di Cfo Sim per il secondo semestre

L’economia americana continua a generare segnali contrastanti. Da un lato la resilienza del mercato del lavoro e una crescita moderata, dall’altro un’inflazione che non scende al livello desiderato dalla Fed. In questo contesto, gli investitori guardano con attenzione ai dati in arrivo oggi, come il Michigan Consumer Sentiment e il Leading Economic Index. Ne parla di seguito Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim, in un’analisi che fa il punto sulle prospettive della politica monetaria e sui possibili scenari per i portafogli.

Crescere sì, ma con cautela

Secondo il quadro tracciato da Tognoli, “l’economia Usa si trova in una fase di crescita moderata ma resiliente, con un mercato del lavoro ancora solido (anche se in lento raffreddamento) e un’inflazione che rimane appiccicosa sopra il target Fed del 2%”. I mercati, spiega l’analista, “si muovono con cautela nell’incertezza tra aspettative di tagli dei tassi e timori di un possibile ‘higher for longer’ o addirittura un rialzo se i dati sulla domanda interna restassero robusti”.

I dati del giorno: sentiment e indicatori anticipatori

L’attenzione di oggi è puntata su due pubblicazioni. La prima è il Michigan Consumer Sentiment (dato finale). Tognoli ricorda che “il dato preliminare era già debole (intorno a 48-49 punti), livelli che ricordano le fasi più pessimistiche del 2022-2023”. Un dato confermato debole o in ulteriore deterioramento “rafforzerebbe il quadro di una domanda interna che sta perdendo slancio, supportando un atteggiamento più accomodante della Fed nei prossimi mesi”. Al contrario, un rimbalzo inatteso indicherebbe maggiore resilienza dei consumi.

Il secondo indicatore rilevante è il Leading Economic Index (LEI) di aprile, noto anticipatore del ciclo. “Il LEI – sottolinea Tognoli – è in contrazione da molti mesi consecutivi, un segnale classico di rallentamento ciclico atteso 6-9 mesi dopo”. Un calo ulteriore (consensus intorno a -0,3%/-0,6% m/m) confermerebbe che gli indicatori anticipatori continuano a puntare verso una crescita sotto-trend nella seconda metà del 2026.

Uno scenario di “wait and see”

Tognoli precisa che oggi non ci sono dati “market-moving” di prima grandezza come NFP o CPI, ma la combinazione tra sentiment e LEI “fornirà un aggiornamento importante sullo stato di salute della domanda interna e sulle prospettive cicliche”. In un contesto dove la Fed è in “wait and see mode”, “qualsiasi segnale di ulteriore debolezza del consumatore o degli indicatori anticipatori verrebbe letto come supporto per un taglio dei tassi entro l’estate/autunno”.

Quanto alle reazioni dei mercati, l’analista spiega che “dati deboli/misti metterebbero il dollaro sotto pressione, Treasury in rialzo (rendimenti in calo), azionario probabilmente neutro-positivo (maggiore probabilità di tagli tassi)”. Al contrario, “dati migliori delle attese rafforzerebbero il dollaro, metterebbero una pressione rialzista sui rendimenti e l’azionario più cauto (meno tagli attesi)”.

Il tono hawkish della Fed e le aspettative sull’inflazione

Un elemento chiave emerso di recente è il tono dei verbali della Fed. “Il segnale chiaro – afferma Tognoli – è stato il tono, complessivamente hawkish. Una maggioranza dei partecipanti ha infatti sottolineato che ulteriori irrigidimenti della politica (policy firming / rate hikes) potrebbero diventare appropriati se l’inflazione dovesse rimanere persistentemente sopra il 2%”. Le minute mostrano un Comitato che sta spostando l’attenzione dal “quando tagliare” al “se i tassi siano già sufficientemente restrittivi”. L’incertezza geopolitica (Medio Oriente) viene citata come fattore che aumenta i rischi al rialzo sull’inflazione.

Il focus principale degli investitori sono le aspettative di inflazione a 5 anni, attualmente previste stabili o in leggero rialzo intorno al 3,4-3,5%. “Va da sé – avverte Tognoli – che un aumento delle aspettative di inflazione a medio termine sarebbe negativo per i bond e per le aspettative di taglio tassi, perché segnalerebbe che le famiglie si stanno ‘ancorando’ a un’inflazione più alta”.

Quanto è spaventosa questa inflazione?

L’analista si interroga poi sulla reale portata del fenomeno inflazionistico. “Riteniamo che i prezzi dell’energia rimarranno al di sopra dei livelli prebellici per gran parte del resto del 2026, e ciò probabilmente influirà sui prezzi della benzina, dei biglietti aerei e dei generi alimentari. Ma non tutte le notizie sull’inflazione sono negative”.

Tognoli ricorda che l’inflazione complessiva di aprile è salita al 3,8% su base annua, mentre l’indice dei prezzi alla produzione ha registrato un balzo del 6%, il maggiore dal 2022. Tuttavia, l’inflazione core (esclusi alimentari ed energia) è stata più contenuta, inferiore al 3% su base annua, frenata dalla disinflazione degli affitti, dal calo dei costi sanitari e dai prezzi stabili delle auto. Anche l’inflazione dei servizi di base rimane “ragionevolmente” contenuta grazie agli aumenti di produttività. Per quanto riguarda l’inflazione all’ingrosso, le aziende hyperscaler nel settore dell’IA “hanno le risorse necessarie” per coprire gran parte dell’onere, limitando il trasferimento sui consumatori.

Come gestire i portafogli nel lungo termine

Tognoli conclude con una riflessione strategica per gli investitori. “Invece di basare le proprie decisioni di investimento sulle notizie del momento, riteniamo prudente mantenere un’esposizione ai temi di lungo periodo, ma apportare modifiche quando si presentano opportunità che possono generare valore aggiunto”. Le tendenze più sostenibili sono quelle che integrano la tecnologia nella vita quotidiana, con l’intelligenza artificiale che rafforza dinamiche già in atto.

Pur privilegiando il settore dell’IT, l’analista guarda con favore anche ai trend correlati nei settori Industriale e delle utilities, meno costosi. All’interno dell’industriale, opportunità nelle aziende di macchinari e apparecchiature elettriche (beneficiarie dello sviluppo dei data center) e nel settore aerospaziale e della difesa. Anche i recenti aumenti dei prezzi dell’energia offrono opportunità in settori come gas industriali e prodotti chimici speciali.

La raccomandazione finale è chiara: “Riteniamo comunque prudente mantenere un’esposizione a temi di lungo termine, come il boom dell’intelligenza artificiale, l’aumento dell’automazione industriale e la maggiore spesa per la difesa, ma in modo disciplinato e selettivo”.