Restare investiti? Sì, ma con selettività. La ricetta di Mirabaud AM

La crescente frammentazione del panorama finanziario globale sta ridefinendo le regole del gioco per gli investitori. Secondo Daniele Scilingo, Head of Swiss Equities di Mirabaud Asset Management, i mercati azionari sono ormai dominati da attori con orizzonti temporali sempre più ristretti, generando un “rumore di fondo” che, se da un lato alimenta la volatilità, dall’altro crea opportunità per chi sa guardare oltre il breve termine. In questo contesto, la parola d’ordine diventa “selettività”, abbandonando le narrazioni semplicistiche per abbracciare fondamentali solidi e sostenibili.

Il dominio del breve termine e la volatilità come “caratteristica strutturale”

Secondo Scilingo, “i mercati sono sempre più guidati da player che operano con orizzonti di breve termine”. L’analisi di Mirabaud evidenzia come “gli investitori retail, le strategie quantitative e gli hedge fund sono responsabili ormai di circa tre quarti dei volumi di scambio”. Questa predominanza amplifica in modo significativo la reazione dei prezzi a qualsiasi sorpresa, sia essa legata ai risultati aziendali, ai dati economici o alle notizie geopolitiche.

Di conseguenza, l’esperto sottolinea che “la volatilità è diventata una caratteristica strutturale dei mercati piuttosto che un fenomeno temporaneo”. Tuttavia, Scilingo invita a non lasciarsi sopraffare da questa turbolenza, ricordando che “questo rumore di fondo continua a creare opportunità per gli investitori disposti a concentrarsi sui fondamentali invece che sui titoli di giornale”.

Il nuovo scetticismo verso il settore dell’IA

Il rapporto evidenzia un cambiamento di passo significativo nell’approccio degli investitori verso i temi di crescita, in particolare l’intelligenza artificiale. “La distinzione tra narrazioni convincenti e concrete opportunità di business sta iniziando ad acquisire un’importanza fondamentale”, afferma Scilingo, citando l’ecosistema dell’IA come esempio lampante.

Il mercato non si accontenta più di promesse. “I mercati chiedono sempre più spesso prove di una crescita sostenibile dei ricavi, di redditività e di rendimenti del capitale interessanti”, spiega il manager. “Raccontare semplicemente una ‘storia sull’IA’ non è più sufficiente”. La prova di questo scetticismo si riflette nella reazione ai colossali piani di spesa in conto capitale (Capex) da centinaia di miliardi, che secondo Scilingo “suscitano ormai tante domande quante manifestazioni d’entusiasmo”. Sebbene “il ciclo sottostante degli investimenti nell’IA rimane solido”, gli investitori sono sempre meno disposti a finanziare la crescita “a prescindere dalla sostenibilità economica”.

La minaccia geopolitica trascurata dai mercati

Nonostante l’attenzione sui dati macroeconomici, Scilingo lancia un avvertimento riguardo a un rischio che i mercati sembrano ignorare. “Riteniamo che la geopolitica rimanga il rischio macroeconomico chiave che i mercati continuano a scontare”, afferma. Se finora gli investitori hanno fatto bene a non dare troppo peso alle minacce, “questa sicurezza sembra sempre più precaria”.

Il pericolo maggiore, secondo l’analisi, risiede in uno scenario di blocco simultaneo dello Stretto di Hormuz e di Bab al-Mandeb da parte dell’Iran e dei suoi alleati. “Con le scorte di petrolio e prodotti raffinati già a livelli relativamente bassi, il margine di protezione del mercato è più esiguo di quanto molti investitori credano”, avverte Scilingo. Pur ribadendo che “questo non è il nostro scenario di base”, il manager sottolinea la natura asimmetrica del rischio al ribasso, mentre lo scenario centrale rimane “quello di una crescita inflazionistica, sostenuta da un’attività economica resiliente e da utili societari solidi”.

La solidità degli utili come ancora di salvezza

A controbilanciare le incertezze, arriva il sostegno degli utili aziendali. “Fortunatamente, gli utili continuano a rappresentare il sostegno più solido per gli attuali livelli di valutazione”, dichiara Scilingo. I dati parlano chiaro: “Le aspettative di consenso sulla crescita degli utili statunitensi nel 2026 sono aumentate dal 24% al 29% nel giro di poche settimane”, a testimonianza della resilienza delle imprese americane.

Anche in Svizzera il quadro è positivo. “Le società hanno registrato un primo semestre solido, nonostante i notevoli ostacoli sul fronte dei cambi”, osserva il manager, portando “le aspettative di crescita degli utili per l’SPI al 13% per il 2026 dal 9% precedente”. In particolare, Scilingo vede opportunità interessanti nelle società a piccola e media capitalizzazione, dove “la crescita degli utili prevista intorno al 20%” è sostenuta da fattori di crescita diversificati.

La strategia di posizionamento: quality-growth e selettività

Alla luce di questo scenario complesso, Scilingo delinea le linee guida per gli investitori. “Riteniamo quindi che gli investitori dovrebbero approfittare dei periodi di turbolenza dei mercati per aumentare l’esposizione a titoli compounder di alta qualità, che solo ora stanno tornando a comparire nel radar degli investitori”, consiglia.

Tuttavia, l’attenzione si sposta anche sui rischi all’interno del settore IA. “Cresce la nostra convinzione che alcuni aspetti del settore dell’intelligenza artificiale stiano iniziando a mostrare segni di cedimento”, avverte il manager, notando che “l’aumento della volatilità nei segmenti con maggiore slancio e più affollati suggerisce che il capitale a leva stia diventando sempre più fragile”. Scilingo ritiene che sia “solo una questione di tempo prima che il capitale speculativo inizi ad abbandonare il settore”, e che il profilo rischio/rendimento di molti titoli “vincenti” si sia deteriorato.

Per questo motivo, “è fondamentale orientare i portafogli in vista di questa transizione” e “nelle ultime settimane abbiamo ulteriormente rafforzato il nostro orientamento verso titoli quality-growth”. La ricetta di Mirabaud per la prossima fase del ciclo è chiara: “In un mercato sempre più esigente in termini di qualità degli utili, efficienza del capitale e resilienza, riteniamo che le aziende di qualità superiore con valutazioni ragionevoli rimangano il modo più convincente per affrontare la prossima fase del ciclo”.

Alla domanda se gli investitori debbano restare investiti, la risposta di Scilingo è netta: “Secondo noi, dovrebbero restare, ma essere selettivi. Nel mercato attuale, questa distinzione rappresenta la vera strategia da seguire”.