È ormai appurata la sconfitta disastrosa che il Partito Laburista inglese ha subito nelle elezioni locali del 7 maggio scorso. Sebbene il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, abbia subito annunciato che non si sarebbe dimesso e che il suo governo sarebbe andato avanti, la sua posizione si è fatta di ora in ora sempre più precaria. Le ultime notizie riferiscono di un premier che sta facendo una grande fatica a mantenere la leadership del partito, con ministri e altre figure di rilievo che hanno già rassegnato le dimissioni.
Il rischio politico in UK sale
Questa situazione ha portato gli investitori a chiedersi se non sia il caso di rivedere al rialzo il rischio politico in Uk. Nonostante le dichiarazioni di Starmer, hanno già iniziato a susseguirsi le voci su chi potrebbe essere l’eventuale sostituto. Si aggiunga poi che, anche se l’attuale dovesse riuscire a rimanere in carica, il Labour Party sembra comunque indirizzato a intraprendere un consistente cambio di direzione politica, con un’ampia gamma di potenziali candidati che si contenderanno la guida di questo cambiamento.
Le reazioni dei mercati
Tutto ciò ha naturalmente un impatto significativo anche sui mercati finanziari, in primis su quello dei Gilt, i titoli di stato britannici. Gli investitori hanno già iniziato a scontare una politica fiscale più espansiva rispetto al passato, spinti proprio dalla prospettiva di un governo più sbilanciato a sinistra. Non è un caso quindi che il rendimento dei titoli trentennali abbia raggiunto livelli che non si osservavano dal 1998 a seguito della debacle elettorale laburista e che la sterlina si sia indebolita, seppur leggermente, rispetto al dollaro americano. Il credito investment grade in sterline, invece, è rimasto stabile.
Le implicazioni economiche
Il risultato di queste elezioni potrebbe essere un ulteriore shock per un’economia che deve già affrontare problemi di contrazione dei redditi dovuti a prezzi più alti dell’energia, maggiori costi sui mutui e lo sconto di un futuro aumento dei tassi da parte della Bank of England. È importante dire che il rialzo dei rendimenti dei titoli di stato è dovuto solo in parte alle turbolenze politiche, le quali si sono generate contemporaneamente a una nuova ascesa del prezzo del petrolio. Se effettivamente fossero adottati provvedimenti fiscali leggermente più espansivi per supportare la crescita, il loro effetto rischia di essere annullato da un aumento dei tassi d’interesse su tutta la curva dei rendimenti. Al tempo stesso, anche se dovessimo assistere a un cambio di leadership, il nuovo governo dovrebbe comunque attenersi a una serie di regolamenti fiscali che risulti credibile. Come ha osservato Tim Drayson, Head of Economics di L&G, “per la politica non è mai piacevole dover sottostare ai mercati obbligazionari, ma basta guardare indietro di appena quattro anni per vedere le conseguenze di qualsiasi tentativo di eludere le forze di mercato e in quel caso a Downing Street c’era una premier conservatrice”.
Investire in credito Uk
In questo scenario, come L&G riteniamo che chi investe nel mercato del credito britannico dovrebbe prediligere il segmento investment grade in sterline, guardando in particolare alla sezione a breve termine della curva dei rendimenti. Ha spiegato Drayson: “Questa nostra posizione si basa sul fatto che i rendimenti continuano comunque a essere interessanti in termini relativi, supportando una forte domanda e interessanti opportunità di carry trade”. Per quanto riguarda la possibile nomina di un nuovo premier, questa eventualità potrebbe avere implicazioni specifiche per determinati settori ed emittenti in aree altamente regolamentate. Una transizione verso un governo più orientato a sinistra, per esempio, potrebbe influenzare il settore idrico del Regno Unito, con emittenti come Thames che potrebbero subire maggiori pressioni per entrare in amministrazione controllata.
Uno sguardo ai Gilt
Nonostante finora sia emerso un quadro economico-finanziario poco edificante, le turbolenze politiche potrebbero comunque creare delle opportunità anche nei GILT, stavolta in particolare nelle soluzioni a più lunga scadenza. Drayson ha commentato: “Un’analisi recente del sentiment di mercato mostra che la maggior parte degli investitori condivide una posizione ribassista sui titoli di stato inglesi, citando l’instabilità politica e i rischi sulla normativa fiscale in caso di un governo di orientamento più progressista come le principali motivazioni. Come L&G riteniamo che queste posizioni siano difficili da sostenere, data la mancanza di elementi specifici a supporto delle argomentazioni, e siamo pertanto propensi ad assumere la posizione opposta”.
