Le crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran stanno generando un effetto domino sui prezzi dell’energia globale, con conseguenze particolarmente severe per il Vecchio Continente. L’Europa, in qualità di importatore netto di energia, si trova esposta a uno shock inflazionistico che gli esperti ritengono possa protrarsi oltre le attuali previsioni dei mercati finanziari. “Le tensioni sull’offerta energetica globale, innescate dal protrarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran, si stanno trasformando in uno shock inflazionistico più ampio, che potrebbe persistere più a lungo di quanto i mercati attualmente prevedano”, spiega Thomas Horsey, Equity Portfolio Manager di Wellington Management.
Un panorama complesso per l’Europa
L’aumento dei prezzi energetici sta già esercitando pressioni sull’inflazione di fondo europea, che ha iniziato a sorprendere al rialzo. Questo scenario comporta un incremento dei costi di produzione per le aziende del continente, mettendo alla prova la loro capacità di trasferire tali rincari sui clienti finali. Tuttavia, come sottolinea Arthur Lui, Investment Specialist di Wellington Management, “l’inflazione non colpisce tutte le aziende allo stesso modo e riteniamo che questo contesto offra interessanti opportunità per investire in titoli sottovalutati, caratterizzati da solidità finanziaria e da modelli di business resilienti“.
La visione degli analisti è chiara: mentre per alcune società l’aumento dei costi rappresenta una pressione diretta sui margini, per altre l’inflazione può tradursi in una maggiore capacità di generare rendimenti e rafforzare la proposta di valore offerta agli investitori. “Per alcune società, l’aumento dei costi rappresenta una pressione diretta sui margini. Per altre, invece, l’inflazione può tradursi in una maggiore capacità di generare rendimenti e in un rafforzamento della proposta di valore offerta agli investitori”, aggiunge Lui.
Opportunità generate dalle inefficienze di mercato
In un contesto in cui i mercati tendono ad applicare uniformemente uno sconto per l’inflazione, la domanda chiave per gli investitori è individuare le aziende valutate in modo non corretto. Secondo Horsey, “la domanda chiave per gli investitori è individuare le aziende che potrebbero essere valutate in modo non corretto: sia quelle percepite come eccessivamente esposte all’inflazione, sia quelle per cui il mercato non riconosce la capacità di beneficiare, almeno in parte, di un contesto di prezzi più elevati”.
La strategia adottata da Wellington Management privilegia società dotate di un forte potere di determinazione dei prezzi o in grado di conquistare quote di mercato in uno scenario di inflazione persistente. Parallelamente, gli analisti stanno riducendo l’esposizione verso aziende maggiormente vulnerabili all’aumento dei costi di approvvigionamento. “Pertanto, privilegiamo società dotate di un forte potere di determinazione dei prezzi o in grado di conquistare quote di mercato in uno scenario di inflazione persistente. Al contrario, stiamo riducendo l’esposizione verso aziende maggiormente vulnerabili all’aumento dei costi di approvvigionamento”, spiega Horsey.
Il caso della grande distribuzione alimentare
Tra i settori che offrono interessanti opportunità, spicca la grande distribuzione alimentare. Una catena europea ha saputo adattarsi al contesto complesso rafforzando la propria proposta commerciale in termini di prezzo, assortimento e convenienza. In una fase inflazionistica, questi elementi diventano particolarmente rilevanti per i consumatori. “I beni alimentari rappresentano una spesa essenziale, ma le decisioni di acquisto sono fortemente influenzate dalla fiducia e dalla percezione del valore”, osserva Lui. “Quando il potere d’acquisto delle famiglie è sotto pressione, i consumatori tendono infatti a concentrare la spesa presso insegne che garantiscono affidabilità, prezzi competitivi e ampia scelta”.
Le dimensioni del gruppo consentono vantaggi negli acquisti, mentre il miglioramento dell’esecuzione operativa ha contribuito a rafforzarne il posizionamento competitivo e ad accrescere la quota di mercato. “Le dimensioni del gruppo consentono vantaggi negli acquisti, mentre il miglioramento dell’esecuzione operativa ha contribuito a rafforzarne il posizionamento competitivo e ad accrescere la quota di mercato”, conferma Horsey.
Distributori di materiale elettrico: un settore in crescita
Un’altra realtà promettente è rappresentata da un distributore leader di materiale elettrico, che commercializza oltre un milione di prodotti e componenti destinati a installatori, clienti industriali e operatori del settore edilizio. Secondo gli analisti di Wellington Management, questa azienda dispone di una capacità superiore alla media di trasferire gli aumenti di prezzo ai clienti. “L’azienda dispone di una capacità superiore alla media di trasferire gli aumenti di prezzo ai clienti grazie al carattere essenziale dei prodotti offerti, all’ampiezza e complessità della gamma e al ruolo di partner unico per molti professionisti del settore”, spiega Lui.
Le prospettive di crescita strutturale rimangono interessanti, sostenute dalla diffusione di tecnologie come pompe di calore, sistemi di ricarica per veicoli elettrici, batterie per l’accumulo di energia solare e automazione intelligente degli edifici. “La domanda di componenti elettrici negli edifici e nelle infrastrutture è destinata ad aumentare con la diffusione di pompe di calore, sistemi di ricarica per veicoli elettrici, batterie per l’accumulo di energia solare, automazione e tecnologie intelligenti per la gestione degli edifici”, afferma Horsey. L’impegno europeo verso una maggiore efficienza energetica e una minore dipendenza dalle importazioni energetiche dovrebbe ulteriormente sostenere questa tendenza.
Isolamento ed efficienza energetica: una necessità economica
Il terzo esempio proposto dagli esperti riguarda un leader nelle soluzioni per l’isolamento degli edifici, un’azienda che potrebbe aiutare gli investitori ad adattarsi a un contesto caratterizzato da costi energetici più elevati. La sua gamma di prodotti migliora l’efficienza energetica degli edifici e offre al tempo stesso elevate prestazioni in termini di sicurezza antincendio. “La sua gamma di prodotti migliora l’efficienza energetica degli edifici e offre al tempo stesso elevate prestazioni in termini di sicurezza antincendio. Un aspetto particolarmente rilevante se si considera che gli edifici rappresentano una quota significativa del consumo energetico europeo”, sottolinea Lui.
Migliorare l’isolamento degli immobili è considerato uno dei modi più efficaci per ridurre i consumi, contenere i costi energetici e mitigare gli effetti della dipendenza energetica esterna. L’azienda dovrebbe inoltre beneficiare dell’inasprimento degli standard edilizi, delle normative sulla sicurezza, dell’attività di ristrutturazione e del più ampio processo di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare europeo. “L’azienda dovrebbe inoltre beneficiare dell’inasprimento degli standard edilizi, delle normative sulla sicurezza, dell’attività di ristrutturazione e del più ampio processo di efficientamento energetico del patrimonio immobiliare europeo”, conferma Horsey.
La solidità del bilancio rappresenta un ulteriore punto di forza in un contesto di tassi di interesse elevati, consentendo di continuare a investire lungo tutto il ciclo economico. Pur non essendo completamente immune a eventuali debolezze del settore delle costruzioni, “riteniamo che la società sia ben posizionata in uno scenario in cui efficienza energetica e sicurezza degli edifici diventano sempre più una necessità economica piuttosto che una scelta discrezionale”, aggiunge Lui.
Il valore del pensiero contrarian
Questi esempi dimostrano perché l’attuale fase inflazionistica in Europa non rappresenti necessariamente una cattiva notizia per gli investitori attivi. “Questi esempi dimostrano perché riteniamo che l’attuale fase inflazionistica in Europa non rappresenti necessariamente una cattiva notizia per gli investitori attivi”, afferma Horsey. La loro esperienza suggerisce che sia ancora possibile individuare interessanti opportunità di investimento, supportate da fondamentali solidi e da un potenziale di sovraperformance rispetto ai concorrenti, nonostante un contesto macroeconomico più complesso.
L’inflazione crea pressione, ma crea anche dispersione. Alcuni titoli del settore retail possono beneficiare di consumatori più attenti al valore; le aziende innovative possono trarre vantaggio dalla crescente domanda di soluzioni più efficienti sotto il profilo dei costi; mentre le società che forniscono prodotti e servizi essenziali per la trasformazione strutturale dell’Europa possono beneficiare di un potere di determinazione dei prezzi più duraturo. “L’inflazione crea pressione, ma crea anche dispersione. Alcuni titoli del settore retail possono beneficiare di consumatori più attenti al valore; le aziende innovative possono trarre vantaggio dalla crescente domanda di soluzioni più efficienti sotto il profilo dei costi; mentre le società che forniscono prodotti e servizi essenziali per la trasformazione strutturale dell’Europa possono beneficiare di un potere di determinazione dei prezzi più duraturo”, conclude Lui.
In tutti questi casi, il fattore comune non è l’immunità all’inflazione, bensì la capacità di aiutare investitori e imprese ad adattarsi a un contesto caratterizzato da costi più elevati, mantenendo al contempo un vantaggio competitivo rispetto ai propri concorrenti.
