Poste Italiane ha iniziato il 2026 con il piede sull’acceleratore. Il CdA, presieduto da Silvia Maria Rovere, ha approvato i risultati del primo trimestre che consegnano all’azienda ricavi per 3,5 miliardi di euro, in crescita dell’8% su base annua. Si tratta del quarto primo trimestre consecutivo chiuso con numeri da record per la società.
A trainare la performance è stato il contributo “solido” di tutte le divisioni di business, come ha sottolineato l’amministratore delegato Matteo Del Fante. Il risultato operativo adjusted (EBIT) è salito del 14% a 905 milioni, mentre l’utile netto si è attestato a 617 milioni (+3,3% anno su anno), al netto della valutazione della partecipazione in TIM.
Raccolta netta a 1,7 miliardi, crescono i pagamenti digitali
La raccolta netta nei prodotti di investimento è stata robusta, pari a 1,7 miliardi di euro, sostenuta dai trend commerciali positivi nel risparmio postale e da depositi retail stabili. Le Attività Finanziarie Investite (AFI) dei clienti hanno raggiunto 606 miliardi, in crescita di 5,3 miliardi rispetto a dicembre 2025.
Guidance al rialzo e piano industriale in arrivo
Alla luce della solida partenza e di un contesto di tassi più favorevole, Poste Italiane ha rivisto al rialzo la guidance per il 2026: l’EBIT adjusted è atteso ora a 3,4 miliardi, in aumento rispetto ai precedenti “oltre 3,3 miliardi”.
Il nuovo piano industriale pluriennale “standalone” (2026-2030) verrà presentato il 24 luglio, insieme ai risultati del secondo trimestre. Un piano che – secondo quanto anticipato dall’ad – si baserà su “risultati già raggiunti e su una chiara ambizione di lungo periodo”.
Offerta pubblica su TIM: chiusura entro il terzo trimestre
Sul fronte delle operazioni straordinarie, Poste Italiane ha confermato le tempistiche dell’offerta pubblica di acquisto e scambio (OPAS) volontaria totalitaria su TIM. Il perfezionamento è atteso entro la fine del 2026 (terzo trimestre secondo le previsioni iniziali) e resta condizionato alle necessarie autorizzazioni regolamentari.
L’operazione, che prevede un corrispettivo in denaro e in azioni Poste per un valore complessivo di 10,8 miliardi, mira a creare il primo operatore mobile in Italia. Secondo l’azienda, l’effetto sull’utile per azione sarà accrescitivo a partire dal 2027 e a doppia cifra dal 2028.
Solido patrimonio e attenzione alla sostenibilità
Il quadro patrimoniale si conferma robusto: Solvency II ratio al 294%, Total Capital Ratio di BancoPosta al 24,4% (CET1 ratio al 20,9%). La posizione finanziaria netta è in miglioramento, con 341 milioni di cassa generata nel trimestre.
Dividendo e buyback: nuove proposte in assemblea
L’azienda ha confermato il dividendo per azione implicito nella guidance 2026 e annunciato che la futura policy dei dividendi risulterà “accrescitiva rispetto allo scenario standalone”. Il 18 giugno l’assemblea sarà chiamata ad autorizzare un nuovo programma di acquisto di azioni proprie (max 5 milioni di titoli, per un esborso fino a 125 milioni di euro), finalizzato principalmente ai piani di incentivazione di amministratori e dipendenti.
Intanto, nella prima tranche del programma in corso (tra fine marzo e inizio aprile) sono state riacquistate 1,77 milioni di azioni proprie. Al 7 maggio, Poste Italiane detiene complessivamente 13,77 milioni di azioni proprie, pari all’1,054% del capitale sociale.
Prossimo appuntamento al 24 luglio, per scoprire i prossimi capitoli del piano strategico di quello che si appresta a diventare un polo nazionale integrato della logistica, della finanza e delle tlc.
