Poste Italiane lancia un’Opas totalitaria su Tim

Colpo di scena nel panorama finanziario italiano: Poste Italiane ha annunciato questa sera il lancio di un’offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) su Telecom Italia, aprendo ufficialmente la strada a un possibile controllo pieno dell’ex monopolista delle telecomunicazioni.

La decisione segna una svolta radicale rispetto alla linea mantenuta finora dal gruppo guidato da Matteo Del Fante, che per mesi aveva escluso l’ipotesi di un’offerta generalizzata nonostante la posizione di primo azionista.

I termini dell’offerta

L’operazione annunciata riguarda l’intero capitale ordinario di Telecom Italia non ancora detenuto da Poste. L’offerta è strutturata come Opas, quindi con una componente mista:

  • in contanti,
  • e in azioni Poste Italiane,
    con l’obiettivo di rendere l’operazione sostenibile dal punto di vista finanziario e allo stesso tempo coinvolgere gli attuali azionisti Tim nel nuovo gruppo integrato.

L’offerta avrà a oggetto un massimo di 17.063.618.293 azioni ordinarie dell’emittente, pari alle 21.357.258.195 azioni ordinarie dell’emittente rappresentanti il 100% del capitale sociale e delle azioni. Il corrispettivo totale è di circa 10,8 miliardi.

Dalla partecipazione strategica al controllo

Poste Italiane era già il primo azionista di Telecom Italia con una quota superiore al 27% del capitale ordinario, costruita nel corso del 2025 attraverso l’acquisto progressivo delle partecipazioni di Vivendi.

Inizialmente il gruppo aveva dichiarato di non voler superare la soglia che avrebbe comportato l’obbligo di Opa e di voler restare un investitore industriale di lungo periodo.

L’Opas annunciata oggi rappresenta quindi un cambio di strategia: da azionista di riferimento a potenziale azionista di controllo.

Le motivazioni industriali

Nel comunicato, Poste collega esplicitamente l’operazione a una strategia di integrazione industriale tra telecomunicazioni, pagamenti digitali, servizi energetici e piattaforme logistiche. L’obiettivo è costruire un operatore multiservizi capace di competere con i grandi gruppi europei, sfruttando la base clienti combinata e la rete distributiva capillare.

Il progetto industriale include:

  • l’integrazione di PosteMobile nella rete Tim;
  • la creazione di offerte convergenti tra connettività, energia e servizi finanziari;
  • lo sviluppo di infrastrutture digitali e cloud a supporto della pubblica amministrazione e delle imprese.

Impatto sul mercato e sugli equilibri azionari

L’offerta è destinata a ridisegnare l’assetto del capitalismo italiano. Se avrà successo, l’operazione porterà alla nascita di uno dei maggiori gruppi integrati del Paese, con una forte presenza pubblica indiretta, dato che Poste Italiane resta controllata dal Ministero dell’Economia.

L’Opas mette inoltre gli altri azionisti davanti a una scelta cruciale:

  • aderire all’offerta e monetizzare o entrare nel capitale di Poste,
  • oppure restare in una Tim potenzialmente destinata a uscire dal listino in caso di adesioni elevate.

Le prossime tappe

Nei prossimi giorni sono attesi:

  • il deposito del documento di offerta presso Consob;
  • il parere del consiglio di amministrazione di Tim;
  • le valutazioni delle autorità antitrust italiane ed europee.

Il mercato si prepara ora a una delle operazioni più rilevanti degli ultimi anni in Italia, destinata ad avere ripercussioni non solo sul settore delle telecomunicazioni, ma sull’intero equilibrio tra pubblico e privato nell’economia nazionale.