Portafogli in tensione: la ricetta di Ubs GWM tra diversificazione e asset reali

Lo scenario geopolitico internazionale si è fatto improvvisamente incandescente. Tuttavia, Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer di UBS WM Italy, invita a non farsi prendere dal panico. Nella sua lettera settimanale, intitolata significativamente “Geopolitica scivolosa“, l’esperto traccia infatti un parallelo con eventi passati per offrire una prospettiva più equilibrata.

“A nostro avviso, questa volta sarebbe più complesso interrompere a lungo i flussi commerciali”, scrive Ramenghi, ricordando che “nel 2019, un attacco ai principali impianti petroliferi sauditi fece balzare il Brent di quasi il 20% in un giorno, ma dopo poche settimane i prezzi tornarono ai livelli precedenti: i mercati tendono a ‘digerire’ rapidamente anche shock significativi”.

L’analisi dei dati storici sembra dargli ragione: “Negli ultimi 11 principali eventi geopolitici, l’S&P 500 è risultato in media solo dello 0,3% più basso una settimana dopo e del 7,7% più alto a distanza di 12 mesi”.

L’incertezza dei dazi americani

Parallelamente alle tensioni mediorientali, persiste l’incertezza sulla politica commerciale statunitense. La Corte suprema ha recentemente annullato i dazi imposti da Trump in base all’International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), una decisione che segna una svolta importante nella politica commerciale e nei poteri esecutivi degli Stati Uniti.

La sentenza blocca la riscossione di circa due terzi dei dazi doganali, che da aprile 2025 hanno generato 175 miliardi di dollari di entrate, stabilendo che per adottare misure economiche di ampia portata è necessaria l’approvazione esplicita del Congresso.

La reazione della Casa Bianca, tuttavia, non si è fatta attendere. Trump ha annunciato dazi globali prima al 10% e poi al 15%, oltre ad avvertire i Paesi che intendono ritirarsi dagli accordi commerciali recentemente negoziati che, in tal caso, imporrà dazi molto più elevati. “Complessivamente ci aspettiamo che il tasso effettivo dei dazi statunitensi scenda al 10-15%”, prevede Ramenghi.

La strategia per gli investitori

Come orientarsi in questo scenario di crescente incertezza? Secondo Ramenghi, la ricetta è antica quanto efficace: “Per gestire l’incertezza, a lungo termine l’asset allocation strategica resta la difesa più efficace: infatti, un’ampia diversificazione consente di cogliere le opportunità nei mercati azionari, mantenere un’adeguata esposizione ai titoli di buona qualità del mercato obbligazionario e detenere liquidità sufficiente per evitare di dover liquidare asset durante i periodi di stress”.

Da un punto di vista tattico, lo Chief Investment Officer di UBS WM Italy individua settori destinati a beneficiare dei nuovi orientamenti geopolitici: “La crescente attenzione dei Paesi verso difesa, autosufficienza tecnologica e sicurezza energetica dovrebbe creare opportunità in settori come industria ed energia”.

Il rovescio della medaglia: debito pubblico e asset reali

L’analisi di Ramenghi non trascura le possibili conseguenze macroeconomiche di lungo periodo: “Il rovescio della medaglia è l’ulteriore pressione sui debiti pubblici dei Paesi avanzati che nel tempo potrebbe portare a politiche monetarie più espansive, potenzialmente creando ulteriore supporto per gli asset reali come azioni, immobili e oro”.

Un circolo virtuoso (per chi detiene asset reali) che potrebbe quindi scaturire proprio dalle tensioni internazionali e dalla necessità dei governi di aumentare la spesa per difesa e sicurezza, finanziandosi con nuovo debito pubblico.