Il quadro di fiducia delle piccole e medie imprese italiane (PMI) mostra segnali di graduale miglioramento, pur restando in area di contrazione. A dicembre 2025, l’AcomeA PMI Tracker, indicatore sintetico che monitora il ciclo delle PMI italiane, evidenzia un recupero guidato principalmente dalle aspettative sui prezzi di vendita e dai nuovi ordinativi.

“Il principale driver positivo è rappresentato dalle aspettative sui prezzi di vendita; le PMI mostrano una maggiore capacità di adeguare i listini, con implicazioni favorevoli per la profittabilità del comparto”, spiegano Martina Daga, economista, e Simone Benini, portfolio manager, di AcomeA SGR. “Migliorano anche le aspettative sui nuovi ordinativi che, pur restando sotto la soglia di neutralità, rappresentano un segnale particolarmente rilevante in quanto indicatore anticipatore del ciclo economico”.
Faticano invece a risalire le componenti legate agli ordini dall’estero, alla produzione e all’occupazione, segno di un contesto di domanda internazionale ancora complesso.
2026, anno cruciale per il PNRR: lo stimolo ciclico atteso
In questo scenario, il 2026 rappresenta una fase potenzialmente cruciale per la crescita. Il motivo risiede nell’accelerazione attesa nella spesa delle ingenti risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.
“L’accelerazione della spesa del PNRR – finora inferiore al potenziale nonostante l’elevato volume di risorse ricevute – può costituire un importante stimolo ciclico alla crescita”, sottolineano Daga e Benini. L’Italia ha già ottenuto 153,2 miliardi di euro, ma la spesa effettiva si attesta a circa il 66% dei fondi ricevuti. “Nel 2026 la spesa delle risorse ricevute dovrebbe ulteriormente accelerare, portando un effettivo stimolo alla crescita economica. Pertanto, quest’ultima fase operativa pone le basi per benefici strutturali nel medio-lungo periodo”.
Borsa: le small cap recuperano terreno e guardano al 2026
Sul fronte dei mercati finanziari, il 2025 si è chiuso con un cambio di passo per le società a piccola capitalizzazione. “Il 2025 si conclude con una performance positiva per tutti gli indici del mercato italiano. A partire dall’estate abbiamo assistito a un marcato recupero delle quotazioni delle società a piccola capitalizzazione”, osservano gli analisti di AcomeA SGR. Per la prima volta dal 2022, l’indice FTSE Italia Small Cap ha in alcune fasi superato la performance del benchmark FTSE MIB.
Il movimento ha influito sulle valutazioni, ma l’asset class rimane interessante. “Nel complesso l’asset class tratta ancora a valutazioni a sconto rispetto ai listini globali e mostra prospettive di crescita degli utili superiori, secondo i dati di consensus di mercato”, precisano Daga e Benini. Le prospettive per il nuovo anno sono sostenute anche dai flussi attesi dal Fondo nazionale strategico indiretto (Fnsi), uno degli elementi di supporto istituzionale che potranno dare ulteriore linfa al comparto.
In sintesi
Mentre le PMI faticano ancora a uscire dalla fase di contrazione, i segnali sui prezzi e sugli ordinativi sono incoraggianti. Il 2026 si profila come un anno cardine, in cui la possibile accelerazione degli investimenti pubblici e il rinnovato interesse degli investitori per le small cap potrebbero innescare una spirale positiva per il tessuto produttivo italiano.
