Un contesto finanziario più stabile sposta il baricentro della Borsa. Dopo anni di turbolenze macroeconomiche, l’attenzione degli investitori ritorna sui fondamentali d’impresa. A delineare le priorità in vista delle prossime delle trimestrali è Ruben Dalfovo, investment strategist di BG Saxo: “Il contesto finanziario è più stabile e questo sposta l’attenzione su ciò che nel medio periodo muove davvero i titoli: utili credibili, margini che reggono e, soprattutto, incassi reali. In questo trimestre contano le aziende che trasformano ordini e attività in cassa, senza dover appesantire il bilancio con troppo debito”.
Il 2026 inizia con una crescita moderata ma sufficiente. Le stime Istat puntano per l’Italia a un +0,8% del PIL. Un margine esiguo, ma spesso decisivo per distinguere un’economia che regge da una che frena. In questa fase, la domanda interna acquista peso, offrendo un riparo alle società con base solida in Italia contro le incertezze del commercio globale. Fondamentale sarà anche monitorare la transizione del PNRR “da annunci a lavoro reale”, con progetti che si concretizzano in ordini per le imprese.
I settori chiave sotto la lente
In questo scenario, il mercato valuterà settori e titoli con rinnovato scetticismo, concentrandosi sulla sostenibilità dei risultati.
Banche e assicurazioni. La fase d’oro trainata dalla risalita dei tassi è agli sgoccioli. “Se i tassi non danno più una spinta aggiuntiva, la domanda del mercato diventa più selettiva: quanto di quell’utile è ‘di qualità’?”, osserva Dalfovo. Saranno sotto esame la crescita delle commissioni, il controllo dei costi e la gestione prudente del capitale tra dividendi e buyback.
Energia e società regolamentate. La differenza è tra chi specula sulle commodity e chi opera in attività regolate. Il mercato premierà la prevedibilità dei flussi di cassa e dividendi sostenibili, non legati a debito.
Industria e difesa. Il portafoglio ordini (backlog) è robusto, ma non basta. “Una cosa è annunciare contratti, un’altra è trasformarli in produzione, consegne e incassi”, ricorda Dalfovo. I titoli saranno un test sulla capacità esecutiva e sul rispetto di tempi e costi.
Lusso e consumi premium. Il focus è sulla domanda reale. Indicatori cruciali saranno le vendite a prezzo pieno, la pressione promozionale e la dinamica delle scorte. Un accumulo di magazzino può preludere a sconti e compressione dei margini.
Come leggere le trimestrali: tre regole
Dalfovo suggerisce un approccio critico alle comunicazioni societarie:
- Andare oltre il “sopra le attese”: capire se gli utili derivano da crescita organica o da fattori una-tantum.
- Ascoltare il “forward looking”: le indicazioni sul futuro (guidance) sono spesso più importanti dei risultati passati.
- Osservare la reazione di mercato nei giorni successivi, per distinguere il rumore dalla sostanza.
“Nei primi tre mesi dell’anno il mercato non premia le storie più belle. Premia le aziende che trasformano le promesse in risultati, e i risultati in cassa”, sintetizza l’esperto.
Rischi: i quattro “disturbi” che possono cambiare il copione
La stabilità non è garantita. Dalfovo identifica quattro potenziali “disturbi”:
- Tassi a lungo termine: un rialzo dei rendimenti obbligazionari comprimerebbe le valutazioni azionarie.
- Geopolitica ed energia: instabilità nei prezzi energetici peserebbe su costi industriali e fiducia.
- Credito: un rallentamento economico più marcato potrebbe alzare insolvenze e frenare consumi.
- I rischi sistemici italiani: demografia e produttività basse limitano la crescita potenziale di lungo periodo. “Il rischio raramente si vede arrivare. Spesso si annuncia con indicazioni un po’ più prudenti del previsto”, avverte Dalfovo.
La bussola per l’investitore
Il cerchio si chiude sull’idea iniziale: la selezione è tutto. “Per un investitore di lungo periodo la bussola resta semplice: preferire aziende che generano cassa con continuità e non dipendono da condizioni esterne ideali”, conclude Dalfovo. Nel 2026, la qualità dei bilanci e la capacità di generare liquidità torneranno a essere il faro per navigare a Piazza Affari.
