Il 2025 si sta rivelando un anno spartiacque per il mercato azionario giapponese. Dopo aver raggiunto e superato i massimi degli ultimi trent’anni, la Borsa di Tokyo ha finalmente colmato parte del divario accumulato nei confronti degli altri mercati sviluppati, attirando una rinnovata attenzione da parte degli investitori internazionali.
“Il 2025 è stato un anno senza precedenti per il mercato azionario giapponese”, osserva Richard Kaye, portfolio manager del fondo Comgest Growth Japan di Comgest. “Dopo decenni di sottoperformance, molte società giapponesi competitive a livello globale stanno finalmente ricevendo il giusto riconoscimento per il loro potenziale di crescita strutturale e per politiche di remunerazione del capitale più convincenti”.
A sostenere il quadro macro contribuisce anche la ripresa del turismo. Secondo i dati della Japan National Tourism Organization, a novembre gli arrivi internazionali sono cresciuti del 10,4% su base annua, con un incremento del 3,0% dei visitatori provenienti dalla Cina continentale, nonostante le persistenti tensioni diplomatiche. “Alla luce di precedenti storici simili, abbiamo individuato opportunità interessanti tra i titoli che avevano maggiormente risentito di queste fratture geopolitiche”, spiega Kaye.
Sul fronte monetario, il dibattito resta incentrato sulla gradualità dell’inasprimento da parte della Bank of Japan. Tuttavia, secondo il gestore, il focus sui tassi rischia di essere fuorviante. “Al di là del rumore di fondo, i rendimenti reali sono rimasti sostanzialmente stabili e i margini di interesse sui prestiti alle grandi imprese sono in calo da diversi trimestri”, afferma. Un eventuale rialzo dei tassi, aggiunge, potrebbe incidere più sullo yen che sugli utili bancari, rendendo i titoli domestici particolarmente sensibili all’andamento della valuta.
Dal punto di vista microeconomico, gli incontri con il management di diverse società hanno rafforzato la fiducia sulle prospettive di crescita. Ajinomoto, ad esempio, ha indicato come temporanea la debolezza del business dei surgelati, attribuendola a un aggiustamento dei prezzi, mentre continua la crescita del prodotto Ajinomoto Buildup Film utilizzato nel packaging dei semiconduttori. Positivo anche il confronto con Daifuku, attiva nell’automazione industriale. “Siamo rimasti colpiti dall’attenzione alla redditività e dall’ampliamento della collaborazione con TSMC per i robot di movimentazione wafer”, sottolinea Kaye, evidenziando il ruolo chiave dell’azienda nelle catene di fornitura globali.
L’operazione con cui NTT ha acquisito NTT Data ha inoltre riportato l’attenzione sul valore strategico degli asset software detenuti da molte società giapponesi, fondamentali per la trasformazione digitale del settore pubblico e delle grandi imprese. Segnali incoraggianti arrivano anche dal settore retail: Fast Retailing continua a puntare sull’espansione in Asia, sulla rapidità nel design delle collezioni e su una gestione sempre più efficiente dell’inventario, insieme all’ampliamento della rete di negozi a livello globale.
In questo contesto, il fondo ha aumentato l’esposizione verso società maggiormente legate al mercato domestico, come NEC e Pan Pacific International, proprietaria della catena Don Quijote. “È una scelta pensata per affrontare un’eventuale volatilità valutaria e per intercettare utili più stabili e replicabili”, spiega Kaye. Al contrario, nella prima parte dell’anno l’esposizione ai titoli legati all’Intelligenza Artificiale e ai semiconduttori è stata ridotta, dopo forti rialzi dei prezzi. “I mercati oscillano spesso tra estremi e in alcuni casi i titoli avevano raddoppiato il loro valore in pochi mesi”.
Secondo Comgest, il periodo 2021–2023 è stato in parte anomalo, caratterizzato da forti afflussi di capitale verso il Giappone e i settori più liquidi e sensibili allo yen, alimentati dall’entusiasmo per la riforma della corporate governance. Con il picco dei rendimenti statunitensi raggiunto nel settembre 2023, questi flussi si sono progressivamente ridotti, attenuando, seppur non eliminando, le distorsioni di mercato.
La strategia di investimento resta focalizzata sull’individuazione delle società con la migliore crescita degli utili rispetto al prezzo, misurata in termini di EBITDA, per neutralizzare l’impatto di elementi straordinari e della volatilità fiscale. Un approccio prudente, anche alla luce del fatto che, escludendo la rivalutazione della partecipazione di Softbank in OpenAI, gli utili aggregati delle società giapponesi risultano in calo da due trimestri consecutivi su base annua.
A completare il quadro, il nuovo governo di coalizione guidato da Sanae Takaichi e dal Japan Innovation Party. “L’esecutivo sembra determinato a proseguire lungo la linea delle riforme avviate durante l’era Abe, per liberare il potenziale ancora inespresso del Paese”, conclude Kaye. “Tuttavia, trattandosi di un Governo di minoranza agli esordi, le incertezze restano elevate”.
