“Sebbene l’accordo tra i due contendenti in Medio Oriente sembri raggiunto, il ritorno alla piena normalità nei traffici marittimi e nelle relazioni internazionali potrebbe richiedere ancora tempo. E E permangono infatti incertezze e frizioni tra Stati Uniti, Iran e altri Paesi coinvolti nel conflitto. Inoltre, a complicare ulteriormente la situazione, sarà necessario un processo di sminamento per ripristinare un transito sicuro nello Stretto di Hormuz, un passaggio obbligato per gran parte del commercio energetico mondiale. Questi fattori mantengono alto il livello di allerta sui mercati e limitano la visibilità sulle prospettive a breve termine”. Ad affermarlo è Maria Paola Toschi, Executive Director, a Global Market Strategist di JP Morgan AM, che di seguito illustra la view del colosso degli investimenti per i prossimi mesi.
Motori di crescita ancora accesi ma non tutti
Nonostante le avversità, il giudizio di fondo sull’economia globale resta orientato all’espansione. Tuttavia, come sottolinea l’analisi, non tutti i motori della crescita sono più in funzione. Il conflitto in Medio Oriente ha intaccato la spesa dei consumatori, minando la fiducia delle famiglie, e ha ridotto il sostegno monetario fornito dalle banche centrali, che hanno dovuto abbandonare un’impostazione accomodante per fronteggiare le nuove pressioni inflazionistiche. In particolare, la Banca Centrale Europea ha già annunciato un rialzo dei tassi che potrebbe non essere l’unico, con l’obiettivo di contrastare la ripartenza dell’inflazione e ancorare le aspettative future.
Al contrario, altri propulsori restano pienamente operativi. La spesa in conto capitale legata all’intelligenza artificiale continua a sostenere l’attività economica e ha contribuito a compensare la debolezza dei consumi. Parallelamente, la spesa pubblica appare destinata ad accelerare, soprattutto in ambiti come sicurezza, difesa e infrastrutture, anche alla luce delle crisi geopolitiche degli ultimi anni. Questi elementi offrono un contrappeso alla frenata dei consumi e mantengono vivo il potenziale di ripresa.
Ancora “risk on”
Nonostante un contesto geopolitico più complesso, gli analisti mantengono un orientamento costruttivo sugli asset rischiosi. Nel loro scenario di base, prevedono danni economici contenuti legati al conflitto in Medio Oriente e un ritorno al pieno funzionamento di tutti i motori di crescita entro il 2027. Questa previsione si fonda sulla convinzione che le attuali tensioni siano destinate ad attenuarsi nel medio periodo, consentendo all’economia di recuperare slancio.
La stagione delle trimestrali del primo trimestre ha evidenziato una solida crescita degli utili, alimentando l’ottimismo sui mercati azionari. Questa dinamica è stata trainata soprattutto dal settore tecnologico, che continua a guidare le performance. Detto questo, cogliere le opportunità minimizzando i rischi legati all’intelligenza artificiale resta una sfida chiave. Per questo motivo, gli esperti ritengono importante mantenere, nell’azionario, una diversificazione geografica. La competizione tecnologica è ormai globale e le opportunità si estendono anche ai mercati emergenti, che possono svolgere un ruolo rilevante nella fornitura di componenti lungo la catena del valore dell’IA. Inoltre, i venti contrari della crisi energetica in Europa si attenuano, e l’area presenta opportunità legate agli investimenti in sicurezza, difesa e infrastrutture, oltre che al settore finanziario, che beneficia di una curva dei tassi più ripida.
Reddito fisso e attenzione alle elezioni americane
Nel reddito fisso potrebbe persistere volatilità, data la scarsa visibilità sul percorso dell’inflazione e sulle reazioni delle banche centrali. Tuttavia, gli esperti si aspettano un irripidimento delle curve dei rendimenti, con valore relativamente migliore sul tratto a breve scadenza, soprattutto in Europa. Questo contesto offre opportunità selettive per gli investitori che sanno gestire il rischio di tasso.
Guardando oltre i dati economici, l’attenzione si sposta anche sulle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti. Si ritiene che l’incertezza sulle politiche sia destinata a persistere, ma gli investitori dovrebbero restare concentrati sulle forze economiche di fondo che emergono dal quadro geopolitico, piuttosto che lasciarsi condizionare dalle fluttuazioni tattiche della politica.
Infine, vengono analizzate le recenti tensioni nei mercati del credito privato. La conclusione è che i rischi sistemici appaiono sopravvalutati e non ci si aspetta che questa asset class metta in discussione l’orientamento pro rischio complessivo.
L’outlook e le indicazioni di asset allocation
In questo quadro complesso e articolato, Toschi, afferma: “Nonostante un contesto geopolitico più complesso, restiamo costruttivi sugli asset rischiosi: nel nostro scenario di base prevediamo danni economici contenuti legati al conflitto in Medio Oriente e un ritorno al pieno funzionamento di tutti i motori di crescita entro il 2027”.
Sulle dinamiche dei mercati azionari, Toschi ha aggiunto: “La stagione delle trimestrali del primo trimestre ha evidenziato una solida crescita degli utili, alimentando l’ottimismo sui mercati azionari. Questa dinamica è stata trainata soprattutto dal settore tecnologico. Detto questo, cogliere le opportunità minimizzando i rischi legati all’IA resta una sfida chiave. Per questo riteniamo importante mantenere, nell’azionario, una diversificazione geografica: la competizione tecnologica è ormai globale e le opportunità si estendono anche ai mercati emergenti, che possono svolgere un ruolo rilevante nella fornitura di componenti lungo la catena del valore dell’IA. I venti contrari della crisi energetica in Europa si attenuano; l’area presenta opportunità legate agli investimenti in sicurezza, difesa e infrastrutture, oltre che al settore finanziario, che beneficia di una curva dei tassi più ripida”.
Sul fronte obbligazionario, l’esperta ha precisato: “Nel reddito fisso potrebbe persistere volatilità, data la scarsa visibilità sul percorso dell’inflazione e sulle reazioni delle banche centrali. Tuttavia, ci aspettiamo un irripidimento delle curve dei rendimenti, con valore relativamente migliore sul tratto a breve scadenza, soprattutto in Europa.”
Toschi ha poi invitato a guardare oltre le elezioni di mid term Usa: “Guardiamo anche alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti e crediamo che l’incertezza sulle politiche sia destinata a persistere; gli investitori dovrebbero però restare concentrati sulle forze economiche di fondo che emergono dal quadro geopolitico.” Infine, sul credito privato, ha concluso: “Analizziamo le recenti tensioni nei mercati del credito privato e concludiamo che i rischi sistemici appaiono sopravvalutati; non ci aspettiamo che questa asset class metta in discussione il nostro orientamento pro rischio.”
Strategie per i portafogli
In sintesi, la view resta favorevole sugli asset rischiosi. È un contesto in cui rafforzare la diversificazione e bilanciare l’esposizione alla tecnologia con altri temi strutturali. L’Europa resta un’area d’investimento interessante. L’Asia potrebbe continuare a offrire valore e opportunità, in particolare in una logica di posizionamento lungo la catena del valore dell’IA. Il reddito fisso offre rendimenti interessanti e può contribuire a proteggere i portafogli in caso di deterioramento del ciclo economico. Infine, se nel lungo periodo l’inflazione resterà la variabile più imprevedibile, un’esposizione a investimenti alternativi potrà aumentare la resilienza dei portafogli, rendendoli più robusti di fronte agli scenari più incerti.
