Il calo del prezzo del petrolio sta offrendo un sollievo alle pressioni inflazionistiche, ma il quadro economico globale per la seconda metà del 2026 rimane caratterizzato da significative incertezze. E’ questo il messaggio centrale del report di Barclays che analizza le prospettive delle principali economie mondiali in un contesto di politiche monetarie sempre più divergenti.
Come sottolineano Christian Keller e Akash Utsav, analisti di Barclays, “il calo del prezzo del petrolio allenta le pressioni inflazionistiche e aiuta il sentiment. Questo dovrebbe rendere il lavoro delle banche centrali più facile in linea di principio. Ma l’agenda di Warsh per la Fed potrebbe introdurre una nuova volatilità, in un contesto di inflazione statunitense ancora al di sopra dell’obiettivo e di continui alti e bassi nei dati del mercato del lavoro”.
Fed: il nuovo corso di Warsh e le incertezze sull’indipendenza
Il nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha partecipato al forum di Sintra senza fornire indicazioni chiare sulla direzione futura della politica monetaria. Jonathan Millar, Marc Giannoni, Pooja Sriram e Colin Johanson, economisti di Barclays, osservano che “le dichiarazioni di Warsh a Sintra hanno rafforzato la sua forte avversione alle indicazioni prospettiche e suggeriscono che la revisione del quadro della Fed potrebbe produrre cambiamenti significativi nella politica di comunicazione”.
La nomina dell’ex governatore della Banca d’Inghilterra Mervyn King al gruppo di lavoro sulla comunicazione rappresenta un segnale importante. Gli analisti di Barclays spiegano: “Il coinvolgimento di King si oppone a esiti che comportano poca o nessuna trasparenza, anche se è stato critico verso le ‘indicazioni prospettiche’, interpretate come la comunicazione combinata di intenzioni politiche e previsioni specifiche”.
Un elemento di preoccupazione rimane l’indipendenza della banca centrale. La Corte Suprema ha permesso al governatore Lisa Cook di rimanere nel consiglio, ma “i commenti del presidente Trump più avanti nella settimana, secondo cui la sua amministrazione avvierà un nuovo processo per rimuovere Cook, hanno lasciato il futuro dell’indipendenza della banca centrale ancora incerto”.
Mercato del lavoro Usa: segnali di moderazione ma non di debolezza
I dati sull’occupazione di giugno hanno mostrato un netto rallentamento, con un aumento dei posti di lavoro non agricoli di soli 57.000, ben al di sotto delle attese. Gli analisti di Barclays notano che “la moderazione dei guadagni occupazionali in questo rapporto si oppone, al margine, alla probabilità di aumenti dei tassi nelle prossime riunioni”. Tuttavia, “la continua debolezza dell’offerta di lavoro esacerba i rischi che la ripresa dei guadagni occupazionali possa rivelarsi più persistente del previsto, portando a un irrigidimento più marcato delle condizioni del mercato del lavoro”.
Nonostante il rallentamento, l’economia statunitense continua a espandersi a un ritmo rispettabile. Il tracker del PIL di Barclays indica una crescita del 2,1% su base annualizzata nel secondo trimestre. Gli analisti osservano che “il più ampio quadro dell’attività economica continua a indicare un’economia in espansione a un ritmo rispettabile nonostante i segni di moderazione del mercato del lavoro”.
Europa: inflazione in calo ma Bce divisa sul da farsi
Nell’area euro, l’inflazione headline è scesa al 2,8% a giugno, in calo di 0,4 punti percentuali rispetto a maggio. Silvia Ardagna, Mariano Cena e Saadalla Nadra-Yazji di Barclays spiegano: “Il calo è stato visibile in tutte le principali categorie, con l’energia in calo al 8,7% su base annua, probabilmente riflettendo l’andamento dei prezzi dei carburanti, e la discesa dell’inflazione FAT all’1,6%”. Anche l’inflazione core si è ridotta al 2,4%.
Nonostante questi segnali positivi, persistono pressioni nei canali di trasmissione dei prezzi. Gli analisti avvertono che “gli indicatori delle aspettative sui prezzi di vendita della Commissione Europea si sono attenuati a giugno ma sono rimasti elevati, soprattutto nel settore manifatturiero e al dettaglio, suggerendo che i recenti aumenti dei prezzi dell’energia potrebbero ancora alimentare pressioni inflazionistiche più ampie”.
Sul fronte della politica monetaria, il forum di Sintra ha mostrato una Bce divisa. Gli analisti di Barclays riferiscono che “il governatore belga Wunsch ha detto che, sebbene la BCE ‘potrebbe aver bisogno di un altro aumento’, il caso per una seconda mossa era meno convincente rispetto al periodo immediatamente successivo alla riunione di giugno”. Barclays continua a prevedere un secondo aumento di 25 punti base a settembre, portando il tasso di riferimento al 2,50%.
Regno Unito: Burnham presenta la sua visione, l’economia rallenta
Nel Regno Unito, Andy Burnham, il candidato più probabile a succedere a Keir Starmer come primo ministro, ha delineato la sua visione politica. Jack Meaning e Cian Hennigan di Barclays riportano che “Burnham si è concentrato sul decentramento del potere alle regioni, in un contesto in cui il Regno Unito risulta essere il membro più centralizzato del G7”. Burnham si è impegnato a rispettare le regole fiscali esistenti, ma “4,7 miliardi di sterline dovranno essere reperiti nel prossimo bilancio a causa dell’aumento delle spese per la difesa”.
Sul fronte economico, il PIL del primo trimestre è stato confermato a +0,6% su base trimestrale. Gli analisti di Barclays prevedono un rallentamento dell’economia per il resto dell’anno, con “la spesa dei consumatori e gli investimenti che inizieranno a risentire degli effetti dello shock dei termini di scambio”. La previsione di crescita per il 2026 è stata rivista al ribasso allo 0,9%.
Il governatore della Banca d’Inghilterra, Andrew Bailey, ha dichiarato al forum di Sintra che “i tagli dei tassi sono attualmente fuori discussione”. Ha inoltre ribadito la preferenza per ridurre il rischio di tasso di interesse dal bilancio della banca centrale, preparando il terreno per una continuazione delle vendite attive nel programma di quantitative tightening.
Giappone: politica fiscale espansiva e yen debole
Il governo giapponese ha presentato il progetto di “Politica di base sulla gestione e riforma economica e fiscale”, posizionando l’anno fiscale 2027 come “primo anno di politica fiscale proattiva responsabile”. Naohiko Baba, Takashi Onoda e James Barber di Barclays osservano che “il governo cercherà di stabilire quanto prima una crescita economica superiore all’1% in termini reali e superiore al 3% in termini nominali”.
La proposta del primo ministro Takaichi di ridurre l’imposta sui consumi sui prodotti alimentari ha incontrato forti opposizioni. Gli analisti spiegano: “La riduzione dell’imposta sui consumi alimentari è stata una politica annunciata dal primo ministro Takaichi durante le elezioni della camera bassa a febbraio. L’impegno elettorale del PLD era di ridurre l’aliquota fiscale sui prodotti alimentari, attualmente all’8%, a zero per un periodo limitato di due anni”. Tuttavia, “i partiti di opposizione hanno criticato l’efficacia del taglio e la mancanza di specificità nel piano di finanziamento”.
Sul fronte valutario, lo yen è sceso ai minimi degli ultimi 40 anni, toccando 162,6 contro il dollaro. Gli analisti di Barclays notano che “il governo dovrebbe rispondere con un nuovo intervento valutario durante l’estate”. Se i livelli non dovessero correggersi, “potrebbe esserci anche uno spostamento verso una risposta più aggressiva con aumenti dei tassi, includendo potenzialmente un anticipo a settembre”.
Il sondaggio Tankan di giugno ha mostrato un miglioramento del sentiment, sostenendo le prospettive di ulteriori aumenti dei tassi da parte della Banca del Giappone. Barclays mantiene la previsione di due aumenti, a ottobre 2026 e aprile 2027, fino a un tasso terminale dell’1,5%.
Cina: ripresa a due velocità e possibili nuovi stimoli
La Cina continua a mostrare una ripresa economica disomogenea. Jian Chang, Yingke Zhou e Ying Zhang di Barclays descrivono una “ripresa guidata dalle esportazioni”, mentre “la domanda interna e il mercato del lavoro rimangono deboli, con il mercato immobiliare che si indebolisce ulteriormente”.
Il PMI manifatturiero è salito a 50,3 a giugno, ma gli analisti notano che “il dato complessivo rimane solo marginalmente al di sopra della soglia di espansione, indicando che la ripresa è ancora fragile”. Il settore high-tech continua a sovraperformare, sostenuto dalla domanda estera resiliente, mentre i settori tradizionali restano deboli.
Per quanto riguarda le politiche di stimolo, gli analisti di Barclays indicano che “le riunioni del Politburo di fine luglio e fine ottobre saranno eventi chiave per valutare potenziali nuovi stimoli”. La Banca Popolare Cinese ha continuato il suo sostegno alla liquidità, conducendo operazioni di reverse repo overnight a tassi inferiori alle aspettative del mercato.
Emergenti Asia: il boom dei semiconduttori non si ferma
La Corea del Sud ha registrato un nuovo record nelle esportazioni di giugno, sostenuta dal settore dei semiconduttori. Brian Tan, Bum Ki Son, Aastha Gudwani e Amruta Ghare di Barclays affermano: “I dati sulle esportazioni coreane di giugno suggeriscono che la storia apparentemente inarrestabile dei semiconduttori non è ancora giunta al termine”. Il tracker del ciclo delle esportazioni dell’Asia emergente ha raggiunto nuovi massimi.
Per quanto riguarda Singapore, gli analisti ora vedono la revisione di politica monetaria di luglio come “una chiamata sempre più ravvicinata”, con la possibilità che l’inclinazione della fascia di cambio del dollaro di Singapore venga aumentata prima del previsto. “Il tono della prossima dichiarazione di politica monetaria è probabile che suoni relativamente falco”, avvertono gli analisti, “enfatizzando che, sebbene lo shock inflazionistico dal conflitto in Medio Oriente possa essere in attenuazione, le prospettive di crescita economica sembrano anche più solide grazie al proseguimento del boom dell’IA”.
America Latina: dalla politica elettorale alla governance
Con le recenti elezioni concluse in Colombia e Perù, l’attenzione si sposta ora sulla governabilità. Gabriel Casillas, Alejandro Arreaza, Roberto Secemski, Nestor Rodriguez e Ivan Stambulsky di Barclays osservano: “La politica ha sostituito le elezioni come variabile chiave del mercato. L’attenzione regionale si sta spostando dal conteggio dei voti alla governabilità, al rischio di esecuzione e alla credibilità dei nuovi team politici”.
In Colombia, il presidente eletto De la Espriella ha nominato ministro delle Finanze Miguel Gomez, “un profilo ortodosso che sarà probabilmente visto positivamente dagli operatori di mercato”. In Messico, la gestione dei Mondiali di calcio e la revisione dell’USMCA dominano il panorama politico. In Brasile, le tensioni familiari tra i Bolsonaro e i progetti di legge fiscali in discussione al Congresso sono al centro dell’attenzione.
Le previsioni sui tassi di interesse per la seconda metà del 2026
Nonostante il calo dell’inflazione, le banche centrali mantengono un approccio cauto. Barclays prevede che la Federal Reserve rimarrà in pausa per tutta la seconda metà del 2026. La Banca Centrale Europea dovrebbe effettuare un secondo aumento di 25 punti base a settembre, portando il tasso di riferimento al 2,50%. La Banca d’Inghilterra manterrà i tassi invariati al 3,75%. In Giappone, sono attesi due aumenti dei tassi, a ottobre 2026 e aprile 2027, fino a un tasso terminale dell’1,5%.
Per quanto riguarda le banche centrali dei paesi emergenti asiatici, Barclays prevede aumenti dei tassi in Corea del Sud, Taiwan, Malesia e Singapore. Gli analisti spiegano: “Dato il ruolo del boom dell’IA nel guidare le recenti sorprese positive della crescita, ci aspetteremmo che le banche centrali nelle economie più esposte ai semiconduttori siano ancora più inclini a inasprire la politica monetaria quest’anno nonostante la de-escalation nel conflitto in Medio Oriente”.
