Outlook 2026: ecco cosa emerge dalla view di Edmond de Rothschild

Il 2026 si apre con prospettive complessivamente positive per i mercati finanziari, pur in un contesto di crescita globale in lieve rallentamento e di persistenti incertezze geopolitiche e politiche. È quanto emerge dall’outlook e dalle convinzioni di investimento presentate da Edmond de Rothschild, che individua in obbligazioni, metalli preziosi e private markets alcuni dei pilastri chiave per la costruzione di portafogli solidi e resilienti nei prossimi mesi.

Secondo il gruppo, i mercati dovrebbero continuare a offrire opportunità interessanti, a condizione di adottare un approccio più selettivo e una gestione attenta delle correlazioni tra le diverse asset class. Dopo anni di forte concentrazione delle performance, il 2026 potrebbe segnare un ritorno a una maggiore diversificazione delle fonti di rendimento.

Azioni, crescita meno concentrata e più opportunità settoriali

Il 2025 è stato caratterizzato da un forte rialzo degli indici azionari, trainato da un numero ristretto di titoli a grande capitalizzazione, soprattutto negli Stati Uniti e nel comparto dell’intelligenza artificiale. Per il 2026, Edmond de Rothschild prevede un contesto ancora favorevole per l’azionario, ma con una distribuzione delle performance più equilibrata tra settori e aree geografiche.

Negli Stati Uniti, il momentum legato all’intelligenza artificiale dovrebbe proseguire, pur senza escludere una progressiva estensione dei motori di crescita. In Europa, nonostante le incertezze politiche, in particolare in Francia, la combinazione tra il piano infrastrutturale tedesco e una possibile ripresa degli utili societari potrebbe riaccendere l’interesse degli investitori, soprattutto nei settori finanziario e industriale.

I mercati emergenti e la Cina continuano a essere considerati sottovalutati. Un dollaro più debole potrebbe sostenere il loro momentum, a patto che si concretizzino catalizzatori locali come politiche di stimolo e un allentamento delle pressioni deflazionistiche. In questo quadro, la volatilità rimarrà una costante, ma anche una fonte di opportunità per gli investitori con un orizzonte di lungo periodo.

Bond: rendimenti ancora interessanti ma serve selettività

Sul fronte obbligazionario, i rendimenti dei titoli di Stato dovrebbero rimanere elevati nel 2026, con curve dei rendimenti più ripide a causa delle tensioni sulle finanze pubbliche e dell’elevato fabbisogno di finanziamento di Stati Uniti ed Europa. Secondo Edmond de Rothschild, l’impatto dei tagli dei tassi da parte delle Banche centrali, in particolare della Fed, sarà secondario rispetto alle dinamiche di bilancio.

In questo contesto, i titoli di Stato risultano meno attraenti all’interno di un portafoglio bilanciato, anche perché la loro funzione difensiva tende a ridursi con l’aumento del term premium. Diverso il discorso per il credito corporate: nonostante spread compressi e alcuni recenti default, i rendimenti restano interessanti in termini storici, rendendo il segmento ancora rilevante, purché con un’accurata selezione tra settori e qualità del credito.

L’intelligenza artificiale e le operazioni di M&A stanno inoltre diventando motori strutturali dell’emissione di obbligazioni corporate, con le grandi aziende tecnologiche sempre più propense a finanziare gli investimenti attraverso il debito.

Commodity: l’oro come strumento di difesa e diversificazione

Tra le materie prime, l’oro continua a ricoprire un ruolo centrale come strumento di diversificazione. Sostenuto dalla domanda strutturale delle Banche centrali, soprattutto nei mercati emergenti, e dal processo di graduale de-dollarizzazione, il metallo prezioso mantiene fondamentali solidi nonostante il forte rialzo registrato dal 2022.

Il petrolio, al contrario, è destinato a mostrare una maggiore volatilità, influenzata in modo significativo dagli sviluppi geopolitici e dagli shock sull’offerta.

Private markets verso una graduale normalizzazione

Dopo tre anni di rallentamento, il private equity entra nel 2026 come anno di transizione. Le performance sottostanti restano solide e le valutazioni sono considerate ragionevoli, aprendo la strada a una graduale normalizzazione del mercato. Per Edmond de Rothschild, i private markets stanno assumendo un ruolo sempre più centrale nella costruzione dei portafogli, grazie alla loro capacità di offrire fonti di rendimento e diversificazione alternative rispetto ai mercati quotati, oggi più concentrati e correlati.

Commentando lo scenario, Nicolas Bickel, Group Head of Investment Private Banking di Edmond de Rothschild, ha sottolineato: “Stiamo entrando in una fase di continua solidità del mercato in cui le performance saranno probabilmente meno concentrate su un singolo settore o tema specifico e dove la diversificazione e la gestione delle correlazioni tra diverse asset class saranno fondamentali. Obbligazioni, metalli preziosi e mercati privati giocheranno un ruolo chiave nella costruzione di portafogli solidi e resilienti, insieme alle azioni quotate”.

Sulla stessa linea Alessio Abate, Head of Investment di Edmond de Rothschild Italy, che ha evidenziato come “la crescita degli utili continui a rappresentare un importante fattore di supporto per i mercati azionari, mentre una gestione disciplinata del rischio resta essenziale per affrontare le inevitabili fasi di volatilità. In ambito obbligazionario, i livelli dei rendimenti offrono ancora un carry interessante, rendendo il segmento un contributore rilevante della performance complessiva”.