La situazione operativa in questa settimana è stata più fluida della precedente e i trader hanno ripreso coraggio e molte nuove emissioni si sono riviste sul mercato. I rendimenti in generale sono scesi con il benchmark Btp decennale sceso al 3,78% e uno spread contro Bund tedesco a quota 77 di media. In Eurozona tutto entro il 3% dove quota la Germania fino al massimo del 3,98% dell’ultima arrivata in Eurozona, la Bulgaria, che ha aderito dal 1 gennaio 2026 alla moneta unica. La media dell’Eurozona è al 3,35%, mentre per quanto riguarda i Treasury Usa il rendimento decennale è al 4,27%, resta in area 4,79% il Gilt inglese.
Le nuove emissioni governative sotto la lente…
Spicca in particolare per la parte governativa, l’emissione via sindacato di due nuovi benchmark di Btp. I collocamenti via sindacato, dei titoli di Stato, avevano caratterizzato l’inizio dell’anno ed aveva preso particolarmente piede in Eurozona, dove molti paesi ne avevano usufruito. L’inizio delle ostilità, negli ultimi due mesi, aveva di fatto bloccato questo tipo di emissione, che altro non è che una replica dei sistemi di collocamento usati dai corporate, che utilizzano le principali banche internazionali come “lead manager” dell’operazione. Quindi ottimo successo per un nuovo Btp a dieci anni e per un nuovo BTP€i a vent’anni. Nello specifico si tratta di due emissioni “benchmark”, il primo con scadenza a dieci anni, 1° luglio 2036, con godimento al 22 aprile e cedola fissata al 3,8%. Il totale dell’emissione decennale è di 14 miliardi, con prezzo di collocamento fissato a 99,731, che proietta il rendimento a scadenza al 3,869%. Ottima performance nel grey market con i prezzi subito saliti oltre quota 100. Anche l’altra emissione ha caratteristica di benchmark ed è un BTP€i, ossia un titolo indicizzato all’inflazione dell’area euro con esclusione dei prodotti a base di tabacco, con scadenza a venti anni. L’importo emesso è stato pari a 3,5 miliardi di euro e è stato collocato al prezzo di 99,459 corrispondente a un rendimento lordo annuo all’emissione del 2,297%. Il successo del deal si è visto per la partecipazione al collocamento di circa 400 investitori per il BTP a dieci anni e di circa 200 per il BTP€i a 20 anni. La domanda complessiva ha superato i 190 miliardi di euro, di cui oltre 157 miliardi per il BTP decennale ed oltre 36 miliardi per il BTP€i a 20 anni. Gli isin per i due nuovi Btp sono rispettivamente IT0005706285 per il titolo decennale e IT0005706293 per titolo legato all’inflazione.
Altro deal governativo di successo via sindacato è quello da dieci miliardi emesso dalla Francia, si tratta dell’Oat con scadenza giugno 2037 che ha ricevuto come per il Btp, richieste quasi dieci volte l’offerta. La cedola è stata fissata al 3,8% con prezzo d’emissione a 99,106, che proietta il rendimento a scadenza al 3,9% circa, Isin FR0014017Z10 e taglio minimo da un euro con multipli di uno. Performance tra le migliori della settimana sul “grey market” successivo che ha visto il prezzo salire oltre quota 100.
Il deal in euro di maggior enfasi è sicuramente quello del Brasile che mancava da un collocamento in euro da circa 12 anni, dando in questo periodo una preferenza al dollaro. Il totale emesso è stato di cinque miliardi divisi su tre scadenze che hanno visto molto interesse da parte degli investitori, anche se l’appeal del Paese non è più come ai tempi dell’investment grade, ma che rimane pur sempre una delle prime dieci economie a livello mondiale. Il primo titolo emesso per due miliardi ha scadenza nel 2030 con cedola del 4%, Isin XS3344411486 e prezzo d’emissione a 99,134; la seconda emissione per 1,5 miliardi ha scadenza nel 2033 con cedola che sale al 4,875%, prezzo di 99,098 e Isin XS3344411643; infine un altro titolo per 1,5 miliardi con scadenza nel 2036 e cedola del 5,5%, Isin XS3344411726. Per tutti e tre i titoli il taglio minimo è di 100mila euro con multipli di mille.
Per finire la parte governativa, l’Unione Europea ha emesso un nuovo titolo per sei miliardi con scadenza nel 2046, si tratta del EU 4% 12 ottobre 2046, Isin EU000A4ES497, prezzo d’emissione a 98,787 che ha ben performato nel grey market salendo in area 99,35; taglio minimo da un euro con multipli di uno. Oltre a questo nuovo benchmark vi è stata una riapertura anche per un altro EU in circolazione, emesso nella sua prima tranche in gennaio, si tratta del 2,375% 2029, Isin EU000A4ENP68.
… e i nuovi collocamenti di bond corporate sotto i riflettori
Tantissima l’offerta di bond corporate e finanziari, tra questi la Fibercop, società specializzata nei servizi della fibra ottica, ha fatto un incremento da 500 milioni di euro, con tipologia “secured”, al prezzo di 101 con scadenza nel 2031 e cedola del 5,375%; questa tranche al prezzo “reoffer” ha rendimento a scadenza del 5,145%. Taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille. Isin XS3338785937.
Altro deal di successo e di nicchia è quello di Goolden Goose, che torna sul mercato dei capitali dove si era già affacciata un paio di volte in passato. In questa occasione ha emesso un totale di 880 milioni di euro, tutti con scadenza 2033, divisi in 350 milioni a tasso variabile Euribor +400 con la prima cedola a cadenza trimestrale fissata al 6,288133%. Isin XS3349824915, prezzo d’emissione a 100 e rating B2/BB-. L’altro titolo denominato, GG12 Spa, ha Isin XS3349823941 e cedola del 6,25%. Il taglio minimo per entrambi è da 100mia euco con multipli di mille.
Toyota ha emesso 750 milioni di euro con scadenza nel 2030 e cedola del 3,25%, prezzo d’emissione a 99,793 e performance nel “grey market” verso quota 100. Isin XS3349981426 e taglio minimo da mille euro con multipli di mille che si addice alla clientela retail.
Sempre nel settore automotive, la Rci Banque, finanziaria del gruppo Renault, con rating BBB- ha emesso 900 milioni di euro con scadenza nel 2030 e cedola del 3,625% al prezzo di 99,956, salito poi in area 100,20. Taglio minimo del deal 100mila euro con multipli di 100mila e Isin FR0014017Y03.
UniCredit ha emesso con successo un nuovo bond senior non-preferred con scadenza sei anni richiamabile dopo cinque per un importo di un miliardo di euro, rivolto a investitori istituzionali. Boom della domanda, che ha superato i 3,7 miliardi di euro durante il processo di book building che ha preceduto l’emissione delle obbligazioni. L’elevato interesse ha fatto sì che il livello inizialmente comunicato di circa 125 punti base sopra il tasso midswp di riferimento sia stato rivisto e abbasato a MS+95. La cedola annuale è stata fissata al 3,776% con prezzo di emissione/reoffer di 100. L’obbligazione prevede la possibilità di una sola call ad aprile 2031. Se il titolo, non dovesse essere richiamato, le cedole per il periodo successivo fino alla scadenza verranno fissate sulla base dell’Euribor a tre mesi più lo spread iniziale di 95 punti base. Rating Baa2/BBB, lotto minimo 150mila euro con multipli di mille e Isin IT0005704900.
Italgas ha concluso con successo il lancio di un’emissione obbligazionaria a tasso fisso con scadenza 16 aprile 2032 per un ammontare di 750 milioni di euro. L’emissione ha registrato ordini superiori a 2,5 volte l’offerta ed è stata caratterizzata da un’elevata qualità e ampia diversificazione geografica degli investitori. Il bond ha durata di sei anni con cedola annuale pari al 3,625% e spread di 78 punti base rispetto al tasso di riferimento, Isin IT0005704207, rating Baa2/BBB+, con taglio minimo da 100mila euro con multipli di mille, prezzo d’emissione a 99,889.
Eurobank, un’organizzazione finanziaria che opera in Grecia, Cipro, Lussemburgo, Bulgaria e Regno Unito, ha lanciato un’obbligazione 3.25NC2.25 senior preferred con scadenza 17 luglio 2029, call esercitabile dall’emittente a luglio 2028 e ammontare 300 milioni di euro. Prime indicazioni di rendimento in area +75/80 punti base sopra il tasso midswap di riferimento, abbassato a MS+75 a fine collocamento. Prezzo di emissione 100. Rating assegnato all’obbligazione Baa1/BBB-. Lotto minimo 100mila euro con multipli di mille e Isin XS3344454619.
Berkshire Hathaway ha collocato con successo un bond in yen da 272,3 miliardi, terza maggiore emissione nella storia della sociegà in questa valuta e la prima dopo le dimissioni di Warren Buffet da ceo. La tranche a dieci anni offre una cedola del 3,084%.
In dollari vi è stato un maxi deal della società energetica francese EDF, che ha emesso un totale di 2,75 miliardi di dollari su varie scadenze, la più vicina è la 2036, dove la cedola è fissata al 5,25%, per un totale di 1,25 miliardi, Isin USF2940EAC69 e prezzo d’emissione a 99,401; la seconda è un miliardo a scadenza 2056 con cedola del 6,125%, Isin USF2940EAD43 e prezzo d’emissione a 99,092; infine la più lunga per 500 milioni con cedola del 6,25%, Isin USF2940EAE26, prezzo a 98,669. Per tutti i titoli la size minima è da 100mila dollari con multipli di mille e rating BBB+.
A cura di Carlo Aloisio, senior bond broker
