Anche questa prima settimana di agosto conferma il trend che abbiamo visto negli ultimi due mesi, ossia la totale incertezza con l’operatività che naviga a vista senza una proiezione di medio-lungo periodo. In questa è successo il contrario della precedente, ma con lo stesso copione, si è partiti con i timori inflattivi legati al rialzo dei prodotti energetici, conseguenza del conflitto e della chiusura delle vie di accesso al Golfo Persico, con lo stretto di Hormuz al centro di ogni dialettica. Poi, nel corso della settimana, la situazione che sembrava “persa”, è tornata ad essere più tranquilla, con l’illusione che si possano riaprire dei negoziati costruttivi. I mercati hanno ricominciato a crederci, soprattutto per la parte legata ai tassi d’interesse che insieme alle materie prime, sono il principale termometro della situazione attuale, visto che i listini, tra trimestrali e grandi operazioni di fusioni ed acquisizioni, sembrano vivere in un loro limbo al di sopra di quanto accade.
Pertanto a livelli di rendimenti, una settimana iniziata sui massimi, vede oggi un buon recupero, a partire dallo spread Btp/Bund che torna in area 77 basis dopo le ultime due settimane sopra quota 80. Per quanto riguarda il nostro benchmark Btp che è il 3,8% 2036 emesso lo scorso aprile, isin IT0005706285, il rendimento è di poco sopra la cedola, tuto il resto dell’Eurozona è sopra il 3% con la sola Bulgaria che rimane al 4,25%, mentre la media dei titoli EU scende al 4,5%. Buon recupero anche per i Gilt inglesi che erano tornati sopra il 5% ed ora quotano al 4,88%, mentre i Treasury americani viaggiano sempre al 4,62%. Il mercato obbligazionario statunitense si avvicina a un punto di svolta critico, con il rendimento dei titoli del Tesoro a 10 anni che si attesta intorno al 4,6%, avvicinandosi alla soglia del 5%. Storicamente, rendimenti in aumento al di sotto del 5% riflettevano una crescita economica più robusta e si muovevano di pari passo con l’aumento dei prezzi azionari, ma rendimenti superiori al 5% invertono questa relazione, associandosi a prezzi azionari in calo. Dopo un significativo aumento su base annua, il rendimento a 10 anni riflette le continue pressioni macroeconomiche e le mutevoli aspettative di politica monetaria della Fed.
Secondo quanto riportato dal New York Times, il neo governatore Fed, Warsh starebbe valutando la possibilità di ridurre la frequenza delle riunioni di politica monetaria della Fed. Altri membri del board Fed, hanno separatamente dichiarato che era difficile stabilire se i tassi fossero sufficientemente alti per ridurre l’inflazione; inoltre il crollo dei titoli del Tesoro statunitensi della scorsa settimana ha segnalato la necessità per la Fed di guadagnarsi la credibilità nella lotta all’inflazione attraverso aumenti dei tassi di interesse.
Sul fronte delle nuove emissioni, i titoli in euro sono oramai caduti nel letargo di Agosto, si viaggia per le consuete aste di titoli governativi e per qualche sporadica emissione. In questa settimana hanno operato la Germania e la Francia tra i paesi di primo piano, con scadenze tra i 10 ed i 20 anni, mentre un incremento è arrivato anche dalla Lituania sul titolo 3,875% con scadenza nel 2033 ed isin XS2604821228; riapertura anche dall’Austria sulla scadenza 2031 con cedola del 2,85% ed isin AT0000A3V200.
Il Cile il è tornato a finanziarsi sui mercati internazionali con l’emissione di bond in euro in tripla tranche. L’economia sudamericana ha così avuto la possibilità di accedere al ricco mercato europeo a tassi relativamente bassi, ma allo stesso tempo ha offerto anche al mercato degli investitori retail del nostro continente la possibilità di diversificare il portafoglio degli investimenti senza per questo abbassarne la qualità. Le tranche emesse sono le seguenti: scadenza 3 agosto 2034: importo 1,25 mld cedola 4% rendimento 4,101% prezzo di assegnazione 99,323 ISIN XS3459013960; scadenza 3 agosto 2038: importo 1,10 mld cedola 4,375% rendimento 4,424% prezzo di assegnazione 99,551 ISIN: XS3459014182; scadenza 3 agosto 2046: importo 750 milioni, cedola 4,75% rendimento 4,759% prezzo di assegnazione 99,886 ISIN: XS3459014349. La raccolta complessiva è stata di 3,1 miliardi di euro e riferita ad una scadenza di 8 anni, una di 12 anni e un’altra ancora di 20 anni. Le cedole partono dal 4% e arrivano al 4,75%. Nulla di così particolarmente generoso, ma che si deve agli alti rating assegnati ai bond in euro del Cile: A / A- / A2. L’emittente è giudicato più solido di molti paesi europei, se non altro perché ha un livello di debito pubblico ancora basso: 41,5% del Pil nel 2025. Lo stesso deficit era inferiore al 3% al termine dello scorso anno.
AT&T ha avviato una nuova emissione obbligazionaria multi-tranche da almeno 2 miliardi di euro, composta da quattro bond in euro e una tranche in sterline. Si tratta di quattro bond in euro con scadenze a quattro, otto, dodici e diciannove anni, insieme a una tranche in sterline a 26 anni. Le quattro tranche a tasso fisso in euro hanno scadenza a 4, 8, 12 e 19 anni, l’importo delle nuove emissioni è di 4.1.miliardi di euro, 1 miliardo per le tranche a 4 e 12 anni, 1.250 miliardi per la tranche a 8 anni e 850 milioni per la tranche a 19 anni. Prime indicazioni di rendimento in area MS+95 punti base per la tranche a 4 anni, nell’area MS+135/140 punti base per la tranche a 8 anni, MS+1607165 per la tranche a 12 anni e MS+200 per la tranche a 19 anni. . Il processo di book building ha registrato un buon slancio sin dall’inizio e gli ordini raccolti hanno raggiunto i 10.7 miliardi di euro in totale, circa 326 volte l’ammontare emesso. Il forte interesse da parte degli investitori ha consentito all’emittente di abbassare lo spread a MS+65 punti base per la tranche breve, MS+110 per la tranche a 8 anni, Msè135 per la tranche a 12 anni e MS+175 per la tranche a lunga scadenza. L’emissione in sterline ha un ammontare 550 milioni e scadenza 26 anni. Rating Baa2/BBB/BBB+.
Eurogrid Gmbh, per un totale di 500 milioni con cedola del 4,292 e scadenza nel 2038. Prezzo d’emissione a 100 che ha ben performato in area 100,35, taglio minimo 100k+100k ed isin XS3464390767, rating della società BBB.
Tra i titoli high yield, Sunrise Holdco, società finanziaria dell’operatore svizzero di telecomunicazioni Sunrise gestisce le attività sui mercati internazionali della telefonia fissa, della telefonia mobile e dei servizi video, ha collocato un’obbligazione a tasso fisso con scadenza luglio 2033. Cedola lorda 5% e prezzo di emissione 100. Ammontare dell’emissione 500 milioni di euro. Codice ISIN XS3452875233.
Più attività in area dollaro, dove BAT Capital ha raccolto 1,5 miliardi di dollari USA attraverso un’offerta in due tranche, composta da 750 milioni di dollari USA in obbligazioni a 7 anni con un rendimento del 5,341%, prezzate 30 punti base al di sotto della guidance iniziale di T+110 punti base, e 750 milioni di dollari USA in obbligazioni a 10 anni con un rendimento del 5,588%, prezzate 30 punti base al di sotto della guidance di T+120 punti base. Le obbligazioni senior non garantite, con rating Baa1/BBB+/A-, sono coperte da garanzie di British American Tobacco p.l.c., B.A.T. International Finance p.l.c., B.A.T. Netherlands Finance B.V. e Reynolds American Inc. I proventi sono destinati a scopi aziendali generali, incluso il potenziale rimborso del debito esistente.
Gli isin sono rispettivamente US054989AG38 e US054989AH11, con taglio minimo da 2k+1k.
Opta per il mercato del dollaro anche la Bmw che attraverso la sua filiale americana, ha emesso su tre scadenze tra cui il 2028 per 650 milioni con cedola del 4,75% ed isin US09513LC15; altri 550 milioni sono al 2029 con cedola del 4,9%, isin USU09513LE70 ed infine 450 milioni al 5,2% con scadenza nel 2031 ed isin USU09513LF46, rating A e taglio minimo da 2k+1k
