L’anno appena concluso si è rivelato un banco di prova senza precedenti per gli investitori obbligazionari, travolti da venti contrari geopolitici e da una radicale riscrittura delle regole del gioco monetario. Frank Lipowski, gestore di portafoglio del fondo Bond Opportunities di Flossbach von Storch, traccia un bilancio del 2025 e offre di seguito una road map per orientarsi nella complessità dei mercati del debito.
2025: l’anno della grande instabilità
“Il 2025 è stato un anno estremamente impegnativo, segnato da instabilità sia sul fronte politico che su quello dei mercati finanziari”, esordisce Lipowski. “Sebbene i rendimenti attuali siano tornati a livelli decisamente interessanti dopo il rialzo dei tassi degli ultimi anni – anche al netto dell’inflazione – molti segmenti hanno subito shock senza precedenti”. Il gestore cita eventi emblematici: il cosiddetto “Merz March” in Germania, con l’impennata dei rendimenti dei Bund, e il “Liberation Day” di Trump negli USA, che hanno innescato fluttuazioni “talvolta violente”, esacerbate dalla crisi fiscale francese e dai segnali divergenti delle banche centrali.
La curva dei rendimenti
Uno dei fenomeni dominanti è stato l’irrigidimento delle curve dei rendimenti. “Oggi, i rendimenti delle obbligazioni a lungo termine sono nettamente superiori di quelli a breve termine”, spiega Lipowski. Questa dinamica non è casuale: è alimentata da fattori strutturali, come l’aumento dei premi a termine, e da contingenze geopolitiche, tra cui “l’incremento della spesa per la difesa in tutta Europa che ha alimentato le preoccupazioni sull’offerta di titoli con scadenze molto lunghe”. A completare il quadro, gli sviluppi normativi, come il cambio di rotta dei fondi pensione olandesi.
Implicazioni per gli investitori: opportunità e rischi nella parte lunga
Per l’investitore, questa configurazione apre precise opportunità. “Questa configurazione rende le scadenze lunghe molto interessanti, sebbene sia necessaria una certa cautela per quelle oltre i 25 anni”, sottolinea Lipowski. Oltre alla cedola elevata, entra in gioco l’effetto roll-down. Tuttavia, il gestore invita alla prudenza: “A causa del rischio strutturale di un aumento dell’offerta, rimane una pressione sostenuta sui rendimenti nominali nella parte a lungo termine della curva, dovuta a livelli di debito globale che appaiono insostenibili vista la scarsa crescita, in particolare nell’eurozona”.
Duration: oltre l’Eurozona e il dollaro
La scelta della duration deve essere geograficamente consapevole. “Attualmente, un sovrappeso della duration nell’eurozona appare giustificato da una crescita minore e da una pressione inflazionistica più bassa”, afferma Lipowski, aggiungendo che la BCE potrebbe correggere la sua posizione restrittiva. Ma la ricerca di rendimento non si ferma qui. “Mercati come quello della Nuova Zelanda offrono oggi una pendenza della curva dei rendimenti quasi record… In questo caso, i costi di copertura valutaria sono molto bassi”.
Il ruolo delle obbligazioni: attenzione agli eccessi di rischio
Un monito riguarda la funzione di mitigazione del rischio. “Attualmente, i premi al rischio sui titoli con rating creditizi più deboli sono scesi a livelli storicamente bassi… Si tratta di un minimo decennale che suggerisce come i rischi non siano più remunerati adeguatamente”, avverte Lipowski. Questa distorsione nasce da un eccesso di domanda. La conclusione è netta: “Investire con successo significa evitare gli eccessi e rimanere fedeli alle proprie convinzioni fondamentali. Seguire la massa non è generalmente la strategia vincente”.
Come posizionare il portafoglio nel 2026 secondo Flossbach von Storch
Qual è, allora, la strategia del fondo? “Il vantaggio del comparto obbligazionario risiede nella maggiore facilità con cui si possono individuare i potenziali eccessi”, spiega Lipowski. La ricetta per il nuovo anno è chiara: “Per il 2026, privilegiamo una duration offensiva ma diversificata, preferendo obbligazioni societarie di alta qualità e titoli indicizzati all’inflazione, che in Europa offrono i rendimenti reali più elevati degli ultimi vent’anni”. La flessibilità resta suprema: “Nel mercato obbligazionario, la flessibilità e una gestione di portafoglio realmente attiva restano cruciali per ottenere successo”.
