Mercati: trimestrale da record per Nvidia, ora occhi puntati su Jackson Hole

La trimestrale di Nvidia ha letteralmente superato ogni aspettativa, presentando dati che pochi avrebbero potuto immaginare. Il fatturato è cresciuto del 106%, battendo nettamente sia la guidance aziendale che le previsioni più ottimistiche degli operatori. I ricavi dei data center hanno segnato un incremento ancora più impressionante, pari al +117%, consolidando la posizione dell’azienda come pilastro fondamentale del settore dell’intelligenza artificiale. Particolarmente significativo è il rapporto tra la crescita dei costi, ferma al 55%, e l’aumento dei ricavi, che secondo gli analisti dimostra quanto Nvidia sia una vera e propria macchina da soldi.

Come sottolinea David Pascucci, market analyst di Xtb, “con la trimestrale di ieri, Nvidia si mostra come vero e proprio benchmark di tutto il settore IA, gli investimenti dei colossi tech sull’infrastruttura offerta da Nvidia e le partnership eccellenti in essere come quelle con Sk Hynix e SpaceX fanno di Nvidia un riferimento del settore”. I ricavi dei data center, che rappresentano oltre il 92% del fatturato totale, fungono ormai da termometro dell’intero comparto. Solo quando questo segmento mostrerà segni di debolezza si potrà parlare di problemi per il settore, ma al momento non sembra essere questo il caso. Il titolo ha vissuto però una seduta movimentata, partendo con un calo fino a 203,50 dollari dai 209,66 della chiusura, per poi rimbalzare violentemente fino a toccare i 220,80 dollari, con una performance complessiva di circa il +4%.

Jackson Hole e le attese sulla Fed guidata da Warsh

Tutti gli occhi sono ora puntati sul simposio di Jackson Hole, dove domani è previsto l’intervento di Warsh. Le pressioni sul fronte della politica monetaria sono forti, ma le aspettative attuali vedono la Fed immobile nella prossima riunione. Il FedWatch Tool assegna una probabilità del 65% circa al mantenimento dei tassi invariati, ipotesi corroborata dal leggero calo dell’inflazione e dal dato PCE uscito ieri, che si è attestato al 3,7% contro le previsioni di un calo al 3,6%. “Osservando i dati non dovrebbe esserci alcuna pressione sulla Fed al momento” spiega Pascucci, “solamente il prossimo dato dell’inflazione previsto per l’11 settembre potrebbe muovere l’ago della bilancia su un eventuale rialzo dei tassi”. Un elemento di particolare importanza, come ricorda l’analista, è rappresentato dalle prime risposte delle task force della Fed sui dati macro di lavoro e inflazione, attese per settembre e letteralmente decisive per le prossime decisioni di politica monetaria.

Azionario in attesa della chiusura mensile

I mercati azionari mostrano andamenti differenziati in attesa della chiusura mensile del 31 agosto. Il Nikkei ha tentato nella notte un allungo rialzista sopra i massimi degli scorsi giorni, alimentando le speranze di una ripresa del trend, ma il tentativo è fallito praticamente in apertura della sessione cash. Il forte rialzo dei futures seguito alla trimestrale di Nvidia è stato venduto durante la notte, ma nulla è ancora deciso. La dinamica di lungo termine su base mensile rimane ribassista, ma al contempo si registra una difficoltà a scendere e a prendere una direzione chiara. Il Nasdaq presenta una dinamica mensile negativa molto simile a quella del Nikkei, configurandosi come un indice tecnicamente debole. Situazione diversa per Dax e Dow Jones, che mostrano ancora resistenza sui massimi: nonostante le dinamiche settimanali negative, faticano a scendere e provano a resistere alle pressioni ribassiste. Pascucci sottolinea come “sarà importantissimo vedere cosa succederà il 31 agosto, quindi lunedì, in occasione della chiusura mensile degli indici, una chiusura importante e probabilmente decisiva per i prossimi mesi visti i test dei massimi di lungo termine”.