Si interrompe il recupero registrato nel mese precedente e torna a prevalere la prudenza tra i professionisti dei mercati finanziari. È quanto emerge dall’ultima rilevazione del CFA Society Italy-Radiocor Financial Business Survey, condotta tra il 20 e il 31 luglio 2026, che evidenzia un deterioramento delle aspettative economiche a sei mesi pur in presenza di una percezione sostanzialmente stabile del quadro congiunturale attuale.
L’indagine mostra infatti come gli operatori continuino a non ravvisare segnali di crisi imminente nell’economia italiana. L’80,8% degli intervistati giudica infatti stabile la situazione economica del Paese, mentre il restante 19,2% la considera negativa. Nessuno esprime invece una valutazione positiva dell’attuale contesto.
Il peggioramento emerge invece guardando alle prospettive future. Il CFA Society Italy-Radiocor Sentiment Index, che misura la differenza tra le aspettative di miglioramento e quelle di peggioramento dell’economia italiana nei sei mesi successivi, torna in territorio negativo attestandosi a -19,2 punti, dopo il temporaneo ritorno sulla soglia di neutralità registrato nella precedente rilevazione.
A determinare il calo è soprattutto la crescita delle aspettative più pessimistiche: il 38,5% degli analisti ritiene infatti che la situazione economica italiana possa peggiorare nei prossimi sei mesi, contro il 19,2% che prevede un miglioramento. Il 42,3% si attende invece uno scenario sostanzialmente invariato.
Anche sul resto delle principali economie sviluppate prevale un orientamento improntato alla cautela. Per l’Eurozona il saldo tra ottimisti e pessimisti si attesta a zero, segnalando una sostanziale neutralità delle aspettative. Più negativo il giudizio sugli Stati Uniti, dove l’indice scende a -30,8 punti, confermando i timori di un rallentamento della crescita americana.
Inflazione e tassi: tornano le aspettative di rialzo
Un altro elemento di rilievo della rilevazione riguarda l’evoluzione delle aspettative sui prezzi. Dopo il raffreddamento osservato nei mesi precedenti, gli analisti tornano a prevedere un incremento dell’inflazione.
Per l’Italia il saldo tra chi si aspetta una crescita dei prezzi e chi ne prevede una diminuzione sale a 20,8 punti, mentre per l’Eurozona si attesta a 16,7 punti. Negli Stati Uniti le aspettative inflazionistiche rimangono anch’esse positive, con un saldo di 20,8 punti.
Il cambiamento delle aspettative sui prezzi si riflette direttamente sulle previsioni relative alla politica monetaria e ai mercati obbligazionari. Per i tassi di interesse a breve termine, il saldo raggiunge 48 punti sia in Italia sia nell’Eurozona, mentre negli Stati Uniti si attesta a 36 punti.
Indicazioni analoghe arrivano dalle aspettative sui rendimenti a lungo termine. Gli intervistati prevedono un aumento dei tassi anche sulle scadenze più lunghe, con saldi di 36 punti per l’Italia, 32 punti per l’Eurozona e 24 punti per gli Stati Uniti.
Azionario, resta un moderato ottimismo
Nonostante il deterioramento del quadro macroeconomico prospettico, la visione sui mercati azionari rimane nel complesso positiva.
Le preferenze degli analisti continuano a concentrarsi sul mercato domestico. Il saldo delle aspettative per il FTSE MIB si attesta a 20 punti, mentre quello del FTSE STAR raggiunge 16,7 punti.
Positivo anche il giudizio sull’Euro Stoxx 50, con un saldo di 16 punti, mentre per l’S&P 500 prevale un ottimismo più contenuto, pari a 4 punti, segnale di una maggiore cautela nei confronti del mercato statunitense.
Petroliferi in testa, resta debole il settore auto
La fotografia settoriale del mercato italiano presenta indicazioni differenziate.
Le aspettative migliori riguardano il comparto petrolifero, che con un saldo di 39,1 punti risulta il settore più apprezzato dagli intervistati. Seguono il bancario, le utilities e le telecomunicazioni, tutti con un saldo pari a 18,2 punti, mentre il settore assicurativo si ferma a 13,6 punti.
Restano invece fortemente negative le prospettive per l’industria automobilistica, che registra un saldo di -63,6 punti, il valore più basso dell’intera indagine. Andamento negativo anche per la meccanica (-36,4 punti) e per il comparto delle costruzioni (-31,8 punti).
Sul dollaro prevalgono attese di indebolimento, petrolio ancora visto in calo
Sul mercato dei cambi si registra un’inversione rispetto alle rilevazioni precedenti. Le aspettative sul dollaro statunitense diventano leggermente negative, con un saldo pari a -4,2 punti, indicando una modesta prevalenza di operatori che prevedono un indebolimento della valuta americana nei confronti dell’euro.
Rimane invece positiva la visione sullo yen giapponese, per il quale il saldo si attesta a 12,5 punti, confermando l’aspettativa di un rafforzamento rispetto alla moneta unica.
Infine, sul fronte delle materie prime energetiche, gli analisti continuano a prevedere una discesa delle quotazioni del greggio. Il 37,5% degli intervistati si attende un calo del prezzo del petrolio nei prossimi sei mesi, contro il 20,8% che prevede un aumento. Il saldo resta quindi negativo a -16,7 punti, segnalando una persistente aspettativa di allentamento delle pressioni sul mercato energetico, sebbene meno intensa rispetto alle fasi di maggiore tensione osservate nei mesi scorsi.
