Archiviata la settimana delle banche centrali, i mercati finanziari si preparano ad affrontare una nuova serie di appuntamenti macroeconomici che potrebbero orientare le aspettative degli investitori sulla politica monetaria della Federal Reserve e sull’andamento dell’economia globale. A delineare lo scenario è l’analisi di CFO SIM, che individua nei dati statunitensi sul mercato del lavoro e sull’attività economica i principali catalizzatori della settimana.
Negli Stati Uniti riflettori sul lavoro
Il calendario americano si apre con l’indice ISM manifatturiero di luglio e i dati sulle spese per costruzioni di giugno, indicatori che offriranno nuove indicazioni sullo stato di salute del settore industriale, reduce da mesi caratterizzati da segnali contrastanti.
Martedì sarà la volta della bilancia commerciale e soprattutto dei dati JOLTS sulle offerte di lavoro, considerati uno dei principali termometri della tenuta del mercato occupazionale. Mercoledì l’attenzione si sposterà sull’indagine ADP relativa all’occupazione nel settore privato e sull’ISM Services, particolarmente rilevante perché il comparto dei servizi rappresenta la quota predominante dell’economia americana.
Giovedì saranno diffusi i dati sulla produttività e sui costi del lavoro del secondo trimestre, ma il vero banco di prova arriverà venerdì 7 agosto con la pubblicazione del Nonfarm Payrolls, accompagnato dal tasso di disoccupazione e dall’andamento dei salari orari.
Secondo gli analisti di CFO SIM, sarà proprio questo l’appuntamento più importante della settimana, in grado di influenzare significativamente il dollaro, i rendimenti obbligazionari e le aspettative sulle prossime decisioni della Federal Reserve.
Europa in cerca di conferme sulla ripresa
Sul fronte europeo il calendario appare meno ricco di eventi dirompenti, ma non mancano dati in grado di incidere sul sentiment degli investitori.
Nei primi giorni della settimana saranno pubblicati gli indici PMI finali di luglio per i principali Paesi dell’Eurozona, utili a confermare o correggere le stime preliminari sull’attività economica.
L’appuntamento più atteso è previsto giovedì con le vendite al dettaglio dell’area euro relative a giugno, considerate un indicatore chiave per valutare la tenuta dei consumi in un contesto ancora segnato dall’inflazione e dall’incertezza geopolitica.
Per CFO SIM, l’Europa è alla ricerca di conferme sulla fragile ripresa della domanda interna e qualsiasi scostamento significativo rispetto alle attese potrebbe tradursi in maggiore volatilità sui mercati valutari e obbligazionari.
Il petrolio torna al centro dello scenario
Secondo l’analisi della società di investimento, il tema dominante dell’estate non è stato soltanto quello delle banche centrali, ma soprattutto la volatilità del petrolio.
Le continue oscillazioni delle quotazioni, alimentate dalle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e dalle prospettive sull’offerta mondiale, hanno riportato al centro dell’attenzione il legame tra energia e inflazione. Ogni rialzo del greggio, infatti, rischia di riflettersi rapidamente sui costi di trasporto e produzione, riaccendendo le pressioni inflazionistiche proprio mentre la Federal Reserve continua a perseguire il proprio obiettivo di stabilità dei prezzi.
Parallelamente, l’economia americana continua a mostrare una sorprendente capacità di tenuta, sostenuta da consumi ancora solidi, investimenti delle imprese e da un mercato del lavoro che, almeno finora, ha dimostrato una notevole resilienza.
È proprio questa combinazione di crescita economica, inflazione ancora non completamente sotto controllo e forte volatilità dell’energia, osserva CFO SIM, ad aumentare l’incertezza sulle future decisioni della banca centrale statunitense.
Materie prime e obbligazioni a breve tra le opportunità
In questo contesto, CFO SIM individua due aree che potrebbero continuare a offrire opportunità agli investitori.
La prima riguarda le materie prime, che potrebbero beneficiare del permanere delle tensioni energetiche e delle aspettative di inflazione, offrendo al tempo stesso un’importante diversificazione rispetto ai tradizionali investimenti in azioni e obbligazioni.
La seconda è rappresentata dagli strumenti obbligazionari a breve termine. Con tassi di interesse ancora elevati, le obbligazioni a breve scadenza e le alternative alla liquidità continuano infatti a garantire rendimenti interessanti, riducendo al contempo il rischio legato alle oscillazioni dei prezzi che potrebbero interessare i titoli con duration più lunga in caso di cambiamenti nelle aspettative sui tassi.
Guardare oltre la volatilità
Il messaggio conclusivo dell’analisi è un invito a mantenere una prospettiva di lungo periodo. Per CFO SIM, la volatilità del petrolio non rappresenta più soltanto un fenomeno legato al mercato energetico, ma è diventata uno dei principali fattori in grado di influenzare le aspettative sull’inflazione e, di conseguenza, le scelte della Federal Reserve.
In un contesto caratterizzato da persistente incertezza geopolitica e da tassi d’interesse destinati a rimanere elevati ancora per qualche tempo, gli investitori sono chiamati a mantenere disciplina e selettività, evitando di reagire impulsivamente alle notizie di breve periodo e concentrandosi invece sulle dinamiche strutturali che continuano a guidare i mercati.
