A cura di Gordon Shannon, portfolio manager di TwentyFour Asset Management (Vontobel)
I mercati hanno già pienamente scontato l’aumento dei tassi ampiamente preannunciato per giovedì e si aspettano un secondo intervento a settembre. La BCE non è disposta a ignorare l’accelerazione dell’inflazione trainata dall’energia, anche mentre aumentano i rischi al ribasso per la crescita. L’inasprimento della politica monetaria rappresenta un esercizio di credibilità, con il ricordo del 2022 ancora molto vivo.
Sebbene i mercati del lavoro non siano più tesi come allora, il Consiglio direttivo resta vigile rispetto al rischio che le aspettative di inflazione e i comportamenti di determinazione dei prezzi perdano il loro ancoraggio. La comunicazione della BCE dovrebbe diventare più condizionata ai dati e orientata all’azione, ma non più esplicita. Lagarde non si sbilancerà con impegni preventivi, limitandosi a ribadire l’approccio della BCE basato sui dati e sulle decisioni prese riunione per riunione. Le nuove proiezioni saranno l’elemento chiave: una revisione al rialzo delle stime dell’inflazione core nel medio termine costituirebbe il segnale più chiaro che potrebbe rendersi necessario un ulteriore inasprimento della politica monetaria.
