Secondo un recente report di Goldman Sachs, l’azionario dei mercati emergenti (EM) si appresta a vivere un secondo semestre all’insegna di un allargamento dei guadagni, dopo un avvio d’anno positivo ma concentrato in pochi settori chiave. Gli analisti della banca d’affari delineano uno scenario costruttivo, sostenuto da solide prospettive di utili e da un contesto macroeconomico in miglioramento, pur evidenziando rischi e opportunità specifici per le diverse aree geografiche.
Il rally del primo semestre: forte ma di nicchia
Il report sottolinea come l’indice MSCI EM abbia registrato una performance impressionante nel primo semestre del 2026, con un guadagno del 23%, superando significativamente i mercati sviluppati. Tuttavia, gli analisti precisano che “questo rally è stato concentrato in sacche legate all’IA e alla tecnologia”. A dimostrazione di ciò, citano il fatto che l’indice EM ponderato equamente è cresciuto solo del 4% nello stesso periodo, mentre l’MSCI EM escludendo Corea e Taiwan o il settore tecnologico è addirittura in calo.
Gli utili come motore principale della performance
Un punto centrale dell’analisi è il ruolo trainante degli utili societari. Gli analisti di Goldman Sachs osservano che le stime di consenso sugli utili per azione (EPS) forward sono aumentate del 40% dall’inizio dell’anno, superando la crescita dei prezzi dell’indice. Di conseguenza, il rapporto prezzo/utili (P/E) si è ridotto da 13,5 a 11 volte. Le previsioni della banca sono decisamente ottimistiche: si prospetta una crescita degli utili del 55% per l’anno in corso e del 20% per il prossimo. Questo robusto outlook, unito a un momentum positivo in vista della stagione dei risultati del secondo trimestre, spinge gli esperti a mantenere un target per l’MSCI EM a 1900 punti entro fine anno e a 2000 nei prossimi 12 mesi, implicando rendimenti totali in dollari rispettivamente del 17% e del 19 per cento.
Il calo del petrolio e l’allargamento del rally
Un fattore chiave che favorirà l’allargamento del rally è il calo del prezzo del petrolio. L’accordo tra Stati Uniti e Iran ha ridotto i rischi al rialzo per l’oro nero e al ribasso per la crescita globale, portando gli economisti di Goldman Sachs a ridurre la probabilità di una recessione negli Stati Uniti al 15%, in linea con la media di lungo periodo. Gli analisti scrivono che “il sollievo sul fronte del petrolio dovrebbe permettere un allargamento” e individuano i mercati meglio posizionati per trarne beneficio: gli importatori netti di greggio come India, Turchia ed Egitto, e i mercati sensibili ai tassi di interesse come Brasile e Sudafrica. Questi paesi, ancora lontani dai massimi pre-conflitto, potrebbero beneficiare di un recupero ciclico.
Nord Asia in testa, l’India può recuperare terreno
All’interno della regione asiatica, il report prevede che Corea e Taiwan continueranno a guidare la crescita degli utili grazie al “superciclo della memoria” dei semiconduttori, che alimenterà la performance nel secondo semestre del 2026 e nel 2027. Tuttavia, gli analisti mettono in guardia da “una maggiore volatilità causata dai flussi al dettaglio leveraged”. Parallelamente, si attende un recupero per i mercati rimasti indietro come l’India, dove il miglioramento del contesto macroeconomico, favorito dal calo del petrolio e dalle misure della banca centrale per sostenere la valuta, potrebbe stimolare una ripresa.
Opportunità in Sudafrica ed Europa, cautela selettiva in Medio Oriente
Per quanto riguarda il Sudafrica, Goldman Sachs vede un potenziale di rimbalzo. Nonostante il recente sell-off del 20% che ha portato le valutazioni a minimi pluriennali, gli analisti ritengono che il mercato abbia scontato eccessivamente le preoccupazioni macro. La ripresa della crescita e degli utili, unita a un possibile allentamento della politica monetaria locale, potrebbe innescare un recupero.
In Europa, gli analisti mantengono un orientamento positivo su Grecia e Ungheria. Per la Grecia, citano un contesto macroeconomico costruttivo e prospettive positive per il settore bancario. Per l’Ungheria, intravedono un “upside” legato alla convergenza con l’area euro, che potrebbe portare a una “ri-rating strutturale” del mercato azionario. In Medio Oriente, invece, si raccomanda selettività, mantenendo un peso in linea con il mercato su Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, e rimanendo sottopesati su Qatar e Kuwait.
Brasile: puntare sulla qualità interna in vista delle elezioni
In America Latina, il Brasile rimane il mercato preferito. Dopo un forte rally iniziale, il Bovespa ha corretto circa l’80% dei guadagni a causa di timori su un ciclo di tagli dei tassi più breve, incertezze politiche per le elezioni di ottobre e il calo del petrolio. Gli analisti suggeriscono di “posizionarsi su cicliche domestiche di alta qualità” in vista delle elezioni, ritenendo che questi titoli possano performare bene indipendentemente dall’esito del voto. Al momento, con un P/E intorno a 8 volte, il mercato brasiliano appare conveniente rispetto ai cicli di taglio dei tassi passati.
Temi strutturali e rischi da monitorare
Oltre al recupero ciclico del secondo semestre, il rapporto individua tre temi strutturali destinati a performare bene nel medio termine: la sicurezza energetica, l’infrastruttura per l’IA e i titoli ad alta intensità di capitale (definiti “HALO“).
Gli analisti di Goldman Sachs identificano due rischi principali per le loro previsioni ottimistiche: “un proseguimento dell’atteggiamento restrittivo della Federal Reserve che potrebbe spingere i tassi e il dollaro più in alto, o un forte sell-off nel comparto dell’IA” dovuto a preoccupazioni sulla sostenibilità degli investimenti o sull’affollamento del settore. Per mitigare questi rischi, gli esperti raccomandano di continuare a utilizzare strumenti come le opzioni per proteggersi da improvvisi ribassi di mercato.
