Dws ha di recente elaborato un approfondimento sui mercati emergenti. Una prima evidenza riguarda la loro composizione geografica: la regione Asia-Pacifico pesa per l’83,8% nell’indice MSCI Emerging Markets. Seguono Medio Oriente e Africa (7,3%), America Latina (6,3%) ed Europa (solo il 2,5%). “Emerging markets = Asia Pacific?” si chiedono retoricamente gli analisti di Dws, evidenziando di fatto una concentrazione schiacciante verso quell’area geografica.
Cambia la gerarchia dei pesi nazionali
Un secondo punto riguarda la leadership all’interno dell’indice. La tabella fornita da Dws mostra un “interessante cambio nei Paesi con il peso maggiore”. Taiwan guida la classifica con una quota compresa tra il 40% e il 50%, seguita dalla Corea del Sud (tra il 30% e il 40%). Più distanti Cina (tra il 15% e il 20%), India (tra il 10% e il 15%), Brasile, Sudafrica, Arabia Saudita e Messico (tutti con pesi inferiori al 10%).
La fotografia è chiara: i mercati emergenti sono oggi guidati da Taiwan e Corea del Sud, con un peso ridotto della Cina rispetto al passato.
Peso del settore tecnologico “da grande a molto grande”
Sul fronte settoriale, l’elemento di maggior rilievo è la crescita del peso dell’industria tecnologica nell’indice MSCI Emerging Markets. “Il peso del settore It è aumentato da grande a molto grande”, sottolinea seccamente il rapporto. Non vengono fornite percentuali precise, ma l’enfasi del commento lascia intendere una concentrazione senza precedenti.
Revisioni degli utili: energia e tecnologia in pole
Analizzando le revisioni degli utili per azione (Eps) da inizio 2026, Dws evidenzia due driver principali a livello globale: “Il settore energetico e quello dell’informatica sono i principali motori delle revisioni positive degli utili a livello globale”. A livello regionale, sono proprio i mercati emergenti a guidare le revisioni al rialzo, con un contributo particolarmente significativo del comparto tecnologico.

Performance e rischi di concentrazione
Un grafico dell’andamento degli indici dei mercati emergenti (con base 100 al 1° gennaio 2026) mostra una netta sovraperformance dell’indice Msci Emerging Markets rispetto all’indice Msci Emerging Markets Ex Korea & Taiwan. “La Corea e Taiwan guidano la sovraperformance – si legge – e anche i rischi di concentrazione”. Tradotto: il buon rendimento dei mercati emergenti è trainato quasi esclusivamente da due soli paesi, con il conseguente rischio di un eccessiva esposizione concentrata.

Valuazioni: emergenti ancora a sconto
Nonostante la recente performance positiva, i mercati emergenti restano relativamente a buon mercato. Un grafico riportato nel documento mostra che il rapporto prezzo/utili (Price Earnings ratio) degli emergenti è ancora inferiore rispetto alla media storica e nettamente più basso di quello delle controparti sviluppate. “Le valutazioni globali sono convenienti rispetto alla storia recente – scrivono gli esperti – e i mercati emergenti rimangono relativamente a buon mercato, nonostante la recente performance”.

Infine, le previsioni di crescita degli utili di Dws per i prossimi 12 mesi sono superiori al consenso di mercato, con un differenziale positivo particolarmente marcato proprio per i mercati emergenti.
