Mercati: ecco come sfruttare il rally dell’indice dei noli navali in scia a Hormuz

L’impostazione dei mercati finanziari sembra propendere per un rapido rientro delle pressioni inflazionistiche generate dall’attuale conflitto in Medio Oriente, con la concreta possibilità che le banche centrali mondiali tornino a guardare con favore a possibili politiche espansive tese a tamponare i danni alla crescita economica generati dalla guerra. E tal senso ben si inquadra sia la ripresa nei corsi dell’oro che il calo dei rendimenti sui Treasury.

Tuttavia – avverte Michael Palatiello, ad e strategist di Wings Partners Sim – la risoluzione dell’attuale impasse geopolitica rimane ancora prospettica, e la chiusura dello Stretto di Hormuz continua a esercitare pressione sui prezzi, come ben dimostra l’andamento dell’indice Baltic Dry, ai massimi dallo scorso dicembre con un progresso giornaliero nell’ordine del 5,5 per cento.

Ma come operativamente sfruttare l’uptrend del Baltic Dry? 

Attualmente, non esiste un ETF direttamente dedicato al Baltic Dry Index quotato su Borsa Italiana. Tuttavia, esistono strumenti quotati oltre Atlantico, come il Breakwave Dry Bulk Shipping ETF (ticker BDRY),  che replica l’andamento dei prezzi dei futures sul trasporto di rinfuse solide (dry bulk freight) e il SonicShares Global Shipping ETF (ticker BOAT), prodotto che offre esposizione a un paniere globale di società operanti nel settore del trasporto marittimo (water transportation industry), rappresentando un’alternativa indiretta per chi intende investire nel comparto.