I mercati azionari europei hanno registrato un forte rimbalzo, trainato quasi interamente dalla crescita degli utili societari. Secondo gli analisti di Goldman Sachs, “solidi crescita nominale, revisioni positive nel settore energy e margini resilienti nel resto del mercato hanno sostenuto il movimento”. Il team guidato da Sharon Bell, Guillaume Jaisson, Peter Oppenheimer e Giovanni Ferrannini ha alzato i target price per lo STOXX 600 a 640, 645 e 660 punti rispettivamente a tre, sei e 12 mesi. Questo implica un rendimento totale del 9% su base annuale.
Il freno dei tassi e dell’inflazione
Nonostante la forza del mercato, gli esperti mettono in guardia: “I tassi sono un vincolo. L’inflazione più alta e i tassi di interesse più alti per più a lungo stanno penalizzando le valutazioni”. Senza la riconsiderazione restrittiva delle banche centrali, i mercati sarebbero probabilmente ancora più elevati. In particolare, la correlazione tra i rendimenti dei Bund tedeschi a due anni e il rapporto prezzo/utili dello STOXX 600 è molto stretta. “L’inflazione persistente è una barriera a un ulteriore rivalutazione”, scrivono gli analisti.
Un mercato concentrato in pochi settori
Sebbene l’Europa non soffra dei problemi di concentrazione tipici degli Stati Uniti, il rally è comunque rimasto circoscritto. “Il rally è stato concentrato in alcune sacche – settori legati all’IA, energy e HALO – mentre i settori legati ai consumi sono rimasti indietro”. Cosa sono i titoli HALO? L’acronimo sta per Heavy Asset, Low Obsolescence, ovvero beni pesanti a bassa obsolescenza. Secondo il report, “l’innovazione dell’IA sta riconnettendo il mondo virtuale e quello fisico”, rendendo asset come data center e fornitura energetica sempre più cruciali.
La strategia: restare investiti
Qual è la raccomandazione? “Restare investiti”. Data l’incertezza in corso in Medio Oriente, gli analisti preferiscono posizionarsi su beneficiari strutturali con maggiore visibilità: “Capital intensive, rinnovabili, tecnologia, aerospace, difesa e banche”. In particolare, il settore bancario europeo viene definito un punto di forza: “Le banche offrono rendimenti per gli azionisti (dividendi e riacquisti) intorno al 7,3%, il più alto in Europa”.
Le azioni al consumo: il potenziale rimbalzo
Per quanto riguarda i titoli consumer, il report vede possibilità di un forte rally in caso di riapertura dello Stretto di Hormuz e di un calo dei prezzi dell’energia. “Le valutazioni sono scese, ma in gran parte sono funzione di minori aspettative di crescita”. In questo contesto, gli analisti preferiscono i beni di consumo di base (Consumer Staples) rispetto a quelli discrezionali, “dato che le valutazioni sono ai minimi e il settore ha generalmente visto diminuire i rapporti di indebitamento”.
Gli investitori esteri comprano, quelli domestici no
Un fenomeno interessante riguarda i flussi di capitale. “Gli investitori internazionali continuano ad allocare in Europa per esposizione a valore e diversificazione, mentre gli investitori domestici rimangono cauti in mezzo alla crescita debole e all’incertezza”. Finora quest’anno, gli investitori locali, colpiti dallo shock degli utili per l’aumento dei costi energetici, hanno ritirato denaro, mentre gli esteri hanno continuato a comprare.
L’offerta si contrae
Infine, un fattore tecnico a sostegno: l’offerta di titoli si sta riducendo. “A differenza degli Stati Uniti, dove sono attese grandi IPO, l’Europa vede ancora un contratto dell’offerta di azioni, poiché riacquisti, privatizzazioni e delisting superano le nuove emissioni”. Inoltre, cresce la domanda estera di aziende europee tramite operazioni di M&A, con società straniere interessate ad asset relativamente economici.
