Giornata oggi densa di spunti per i mercati finanziari. In Europa il focus è interamente sulla BCE. Come sottolineato da Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim, “secondo il consensus, la banca dovrebbe lasciare invariati i tassi“. L’attenzione sarà quindi tutta concentrata sul tono e sulle indicazioni forward che arriveranno dalla presidente Christine Lagarde.
Lo scenario economico del Vecchio Continente continua a presentare luci e ombre. “L’economia europea sta mostrando segnali di stabilizzazione ma resta fragile”, spiega Tognoli, aggiungendo che “i PMI compositi di giugno sono risaliti vicino alla soglia 50 (uscita dalla contrazione), però la crescita è ancora anemica, trainata più dai servizi che dall’industria”. Se da un lato l’inflazione si sta moderando, dall’altro le pressioni sui costi e la debolezza della domanda interna tengono la BCE cauta. “Il vero market-mover sarà quindi capire se la BCE lascerà aperta la porta a un taglio a settembre – inflazione permettendo – o se manterrà un atteggiamento più data-dependent e prudente, soprattutto guardando alla forza relativa dell’economia americana”, prosegue l’analista.
Il termometro del lavoro americano
Oltre Atlantico l’attenzione degli operatori si sposta sui dati relativi al mercato del lavoro statunitense. Sono attesi i Jobless Claims settimanali (iniziali e continuative) e il Chicago Fed National Activity Index. Antonio Tognoli evidenzia come “non siano i numeri più pesanti del mese, ma in questa fase sono molto seguiti perché il mercato del lavoro USA resta uno dei pilastri della narrazione ‘soft landing’”.
Il consensus degli economisti è fissato a 210mila richieste per le iniziali. Secondo Tognoli, “se le richieste di disoccupazione dovessero salire in modo chiaro sopra le attese, rafforzerebbero il caso per una Fed meno accomodante. Al contrario, dati solidi confermerebbero la resilienza americana e potrebbero spingere il dollaro e i rendimenti dei bond Usa“.
I segnali di un mercato che si allarga
Nelle ultime settimane, i mercati azionari hanno iniziato a mostrare un fenomeno che gli investitori attendevano da tempo. “Dall’inizio dell’anno ci sono stati i primi timidi segnali di una leadership di mercato più ampia, sollevando la possibilità che il mercato avrebbe finalmente potuto allargarsi oltre un ristretto gruppo di leader dell’AI”, ricorda Tognoli. “Negli ultimi due mesi i segnali si sono amplificati, tanto è vero che da inizio giugno, l’S&P 500 equal-weight ha sovraperformato il suo omologo a ponderazione per capitalizzazione di mercato, con una leadership che si è estesa oltre il settore tech per includere settori che avevano deluso all’inizio dell’anno, tra cui financials ed healthcare“.
I numeri confermano questa tendenza. “Sotto la superficie, anche la partecipazione è migliorata. Più del 60% dei titoli dell’S&P 500 ha sovraperformato l’indice da inizio giugno, mentre la breadth nei giorni di ribasso si è rafforzata notevolmente”, sottolinea l’esperto. In particolare, la maggioranza dei titoli dell’S&P 500 ha chiuso in rialzo in 11 degli ultimi 16 giorni di calo dell’indice da giugno, ovvero circa il 69% delle volte, rispetto al solo 37% dei giorni di ribasso dell’anno precedente.
Sostenibilità della rotazione in dubbio
Tuttavia, la domanda che gli operatori si pongono è se questa tendenza possa essere duratura. “La domanda chiave ora non è se la breadth di mercato sia migliorata, ma se possa finalmente essere sostenuta”, avverte Tognoli. “Gli investitori hanno assistito a tentativi simili di rotazione durante questo ciclo, solo per vedere la leadership restringersi nuovamente non appena le preoccupazioni sull’inflazione e la volatilità dei tassi tornavano in primo piano. Questo rende l’attuale rotazione un test importante per il mercato”.
La sfida principale risiede nella mentalità con cui gli investitori si sono approcciati al mercato in questo ciclo. “La sfida per il trade di rotazione è che gli investitori hanno trascorso questo ciclo negoziando l’inflazione piuttosto che la crescita“, spiega il responsabile di Cfo Sim. Il boom dell’intelligenza artificiale ha guidato gran parte dei rendimenti di questo mercato rialzista e ha contribuito a concentrare la leadership in un gruppo relativamente ristretto di titoli techmega-cap. Tuttavia, Tognoli precisa che “mentre l’AI spiega perché la leadership sia diventata concentrata, non spiega completamente perché quella concentrazione si sia rivelata così difficile da rompere“.
Dal 2022, l’inflazione è rimasta ostinatamente al di sopra del target del 2% della Fed, inducendo gli investitori a interpretare i dati economici più forti attraverso la lente della politica monetaria piuttosto che della crescita degli utili. Come conseguenza, la correlazione tra azioni e rendimenti obbligazionari è cambiata radicalmente. “La correlazione a tre mesi tra l’S&P 500 e il rendimento del Treasury USA a 10 anni è diventata decisamente negativa, una netta deviazione rispetto a gran parte dei due decenni precedenti, quando rendimenti più alti riflettevano spesso aspettative di crescita più forte e potevano coesistere con guadagni azionari”, osserva Tognoli.
Un cambiamento importante
Nonostante le difficoltà, il recente ampliamento del mercato sembra avere caratteristiche diverse rispetto ai passati tentativi. Secondo Antonio Tognoli, “ci sembra che il recente ampliamento del mercato sembri riflettere un cambiamento sottile ma importante nel comportamento degli investitori”. Il fattore scatenante è stato il mutato contesto geopolitico ed energetico. “Man mano che i rischi geopolitici legati al conflitto USA/Iran si attenuavano e i prezzi del petrolio scendevano a giugno, gli investitori sono diventati sempre più disposti a guardare oltre il ristretto e affollato gruppo di leader dell’AI, dopo il loro potente rally dai minimi di marzo”, spiega l’analista.
Un elemento cruciale è che questa rotazione non rappresenta una fuga dal settore tecnologico. “Importante notare che la rotazione ha riflesso un riequilibrio del mercato piuttosto che una capitolazione generalizzata di riduzione del rischio. Gli investitori hanno continuato ad abbracciare il tema dell’AI, ampliando però progressivamente l’esposizione ad altre aree del mercato attraverso settori, stili e dimensioni diverse“, chiarisce Tognoli. “financials ed healthcare sono emersi come primi beneficiari, mentre small-cap e titoli orientati al value hanno attirato rinnovato interesse da parte degli investitori“.
Il contesto inflazionistico resta decisivo
Tuttavia, la fragilità di questo nuovo equilibrio rimane elevata. “Il recente ampliamento è incoraggiante, ma rimane fortemente dipendente dal contesto inflazionistico. Le rinnovate tensioni militari in Medio Oriente ricordano che le preoccupazioni sull’inflazione non sono completamente scomparse e potrebbero nuovamente ostacolare una partecipazione più ampia del mercato”, mette in guardia Tognoli.
Il quadro fondamentale, però, sembra offrire un sostegno più solido a questa dinamica. “Storicamente, periodi sostenuti di ampliamento del mercato hanno richiesto una breadth nella crescita degli utili, e ci sono segnali crescenti che questa condizione si stia materializzando”, afferma l’esperto. Le stime sugli utili sono in netto miglioramento: gli analisti prevedono una crescita dell’EPS dell’S&P 500 nel secondo trimestre del 25%-28% su base annua e hanno alzato la stima per l’intero 2026 al 24%-26%. Antonio Tognoli sottolinea che, “se confermato, il secondo trimestre segnerebbe il settimo trimestre consecutivo di crescita a doppia cifra degli utili su base annua e il secondo trimestre consecutivo sopra il 20%”.
La differenza rispetto al passato è la diffusione settoriale di questa crescita. “Secondo le stime di FactSet, 10 settori su 11 dell’S&P 500 dovrebbero registrare una crescita positiva anno su anno nel secondo quarter e tutti i settori sono previsti in crescita positiva per l’intero anno”, evidenzia il responsabile di Cfo Sim. Questa prospettiva è sostenuta da un contesto economico resiliente, con il PMI manifatturiero in espansione e quello dei servizi in rialzo.
Le prospettive per gli investitori
In conclusione, il messaggio che arriva dagli analisti è di cautela ma anche di opportunità. “Il messaggio finale degli analisti per gli investitori è di non abbandonare il trade sull’AI, ma di ampliare l’esposizione oltre di esso. Con un quadro macroeconomico che rimane resiliente e una crescita degli utili che si allarga, la diversificazione tra settori, stili e capitalizzazioni di mercato diventa sempre più importante“, afferma Tognoli.
Tuttavia, il monito rimane legato al contesto inflazionistico. “Siamo tuttavia convinti che questo rimanga un ciclo guidato dall’inflazione. La durata dell’attuale rotazione dipenderà in larga misura dal fatto che le pressioni inflazionistiche restino contenute e da come i policymaker risponderanno”, conclude l’analista. “L’evoluzione del conflitto in Medio Oriente e le sue implicazioni sui prezzi dell’energia rimangono quindi elementi importanti da monitorare. Per il momento una partecipazione più ampia degli utili e un miglioramento dell’attività economica suggeriscono che la leadership di mercato potrebbe finalmente avere una base più solida rispetto ad altri momenti di questo ciclo”.
