Lusso, tech e difesa: i settori su cui puntare in Europa secondo Ubs GWM

Le azioni europee hanno raggiunto un traguardo importante questa settimana, con l’indice Stoxx 600 che ha chiuso a nuovi massimi storici per la prima volta dal 27 febbraio, il giorno prima dell’inizio del conflitto in Iran. Tuttavia, come sottolineano gli analisti di UBS Global Wealth Management, la ripresa è stata più lenta rispetto a quella degli Stati Uniti, dove l’S&P 500 ha impiegato circa un mese e mezzo per tornare ai livelli pre-conflitto e ora si trova quasi il 10% al di sopra del livello registrato all’inizio della guerra.

Secondo il team guidato da Mark Haefele, Chief Investment Officer di UBS Global Wealth Management, il divario è in parte spiegato dalla maggiore dipendenza delle economie europee dal carburante importato, insieme alla maggiore incidenza del settore tecnologico, che ha sovraperformato, negli Usa. Nonostante il rally di sollievo seguito alla notizia di un accordo tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz, gli esperti ritengono che i mercati azionari dell’Eurozona rimangano vulnerabili alle bollette energetiche più elevate.

La posizione sull’Eurozona e le opportunità settoriali

In questo contesto, Ubs GWM mantiene una posizione neutrale sulle azioni dell’Eurozona. Gli analisti spiegano che il percorso verso un accordo durevole tra Stati Uniti e Iran potrebbe ancora rivelarsi accidentato, soprattutto perché iniziano i negoziati veri e propri sul programma nucleare iraniano. Tuttavia, con il progredire dei negoziati per il ripristino delle spedizioni dal Golfo, gli esperti vedono diversi beneficiari nel mercato dell’Eurozona.

“La chiusura effettiva dello Stretto di Hormuz per la durata del conflitto, circa cento giorni, ha aumentato la pressione su una serie di settori europei, specialmente quelli che dipendono dalle spedizioni di petrolio e GNL”, si legge nel rapporto. Se la riapertura verrà attuata e sostenuta, ci si aspetta un graduale allentamento dei vincoli di approvvigionamento energetico, una riduzione dei costi di input e una migliore visibilità degli utili per le aziende europee ad alta intensità energetica e sensibili ai consumi.

Gli esperti di Ubs GWM identificano i potenziali beneficiari in una vasta gamma di settori, tra cui l’automazione dei magazzini, i viaggi, i prodotti chimici, l’automotive, la tecnologia dell’informazione e le infrastrutture. Questi sviluppi in Medio Oriente potrebbero fornire un vento favorevole per le industrie ad alta intensità energetica.

Il settore del lusso, un’opportunità strutturale

Un’area di particolare interesse per gli analisti è il cosiddetto universo Luxury & Lifestyles, che sta attraversando una rapida trasformazione a causa dei cambiamenti demografici, dell’aumento della ricchezza globale e della digitalizzazione. Secondo il rapporto, l’opportunità si estende oltre i beni di lusso tradizionali per abbracciare un ecosistema più ampio che include prodotti di consumo, media, sport, viaggi e benessere.

“Vediamo emergere opportunità multimiliardarie in questi segmenti, sostenute dalla crescita della popolazione globale, dalla rapida urbanizzazione, dalla solida creazione di ricchezza e dall’accelerazione della digitalizzazione”, scrivono gli analisti. Il mercato totale indirizzabile è stimato a circa 5.800 miliardi di dollari entro il 2030, con una crescita di circa il 6% all’anno fino alla fine del decennio.

Il caso Germania: valutazioni attraenti e prospettive di ripresa

Nonostante la posizione neutrale sull’Eurozona nel suo complesso, gli analisti vedono opportunità in singoli mercati, tra cui la Germania. “Le valutazioni e i rendimenti dei dividendi sono interessanti”, affermano gli esperti, sottolineando che il PIL tedesco dovrebbe crescere dello 0,6% nel 2026 e dell’1,5% nel 2027, indicando i primi segnali di una ripresa ciclica.

Sostenute da misure fiscali e dal sostegno delle politiche, le prospettive per gli utili aziendali dovrebbero migliorare ulteriormente, anche se le tensioni geopolitiche, l’incertezza tariffaria e i costi energetici rimangono rischi. Le aspettative del consenso indicano una crescita degli utili a cifra singola alta, mentre il mercato offre un rendimento da dividendo di circa il 2,5%, fornendo un flusso di reddito interessante.