Lagarde alla prova dello shock energetico: “La Bce non sarà paralizzata, pronti ad agire sui tassi”

Di fronte all’escalation del conflitto in Iran e alle sue ripercussioni sui mercati energetici, la presidente della Bce, Christine Lagarde ha tracciato oggi una chiara linea d’azione: attendere informazioni sufficienti sull’impatto dello shock, ma senza cadere nella paralisi decisionale. In una conferenza a Francoforte, Lagarde ha ribadito che l’impegno a riportare l’inflazione al 2% nel medio termine rimane “incondizionato”, aprendo alla possibilità di interventi sui tassi già nelle prossime riunioni.

“Non agiremo prima di disporre di informazioni sufficienti sull’entità e la persistenza dello shock e sulla sua propagazione”, ha spiegato il numero uno della Bce. “Ma non saremo paralizzati dall’esitazione”. Un messaggio che mira a bilanciare la cautela tecnica con la determinazione a evitare il rischio di un disancoraggio delle aspettative inflazionistiche.

Tre scenari per tre risposte

Lagarde ha articolato la strategia dell’Eurotower in tre possibili scenari, a seconda della natura e della durata dell’aumento dei prezzi energetici.

Il primo scenario prevede uno shock di entità limitata e breve durata. In questo caso, la Bce applicherebbe la tradizionale strategia del “guardare oltre” (look through), evitando interventi che, a causa dei ritardi di trasmissione della politica monetaria, rischierebbero di arrivare troppo tardi e rivelarsi controproducenti.

Il secondo scenario contempla un superamento dell’obiettivo ampio ma non troppo persistente. In questa eventualità, ha spiegato Lagarde, “potrebbe essere giustificato un aggiustamento misurato della politica”. Pur sottolineando che la risposta ottimale è minore quando la causa è un’interruzione esogena dell’offerta piuttosto che un eccesso di domanda, la presidente ha avvertito che “lasciare tale superamento del target completamente irrisolto potrebbe comportare un rischio di comunicazione”, con il pubblico che farebbe fatica a comprendere una mancata reazione.

Il terzo scenario è il più critico: uno shock energetico che provochi una deviazione significativa e persistente dall’obiettivo. In questo caso, Lagarde è stata categorica: “La risposta deve essere adeguatamente incisiva o persistente. Altrimenti, entrerebbero in gioco meccanismi di auto-rinforzo e il rischio di disancoraggio diventerebbe acuto”.

Prontezza operativa

A margine della delineazione dei possibili scenari, Lagarde ha voluto sottolineare la flessibilità operativa del Consiglio direttivo. “Siamo pronti, se opportuno, ad apportare modifiche alla politica monetaria in qualsiasi riunione”, ha affermato, segnalando che l’istituto non si sentirà vincolato da una particolare cadenza temporale se le condizioni lo richiederanno.

Le dichiarazioni arrivano in un contesto di forte incertezza per l’economia dell’Eurozona, dove l’impennata del costo delle materie prime legata al conflitto in Medio Oriente rischia di alimentare nuovamente le pressioni inflazionistiche, complicando il lavoro della Bce che negli ultimi mesi aveva avviato un percorso di allentamento della politica restrittiva.