L’anno è iniziato con una serie di importanti problematiche: guerre commerciali, tensioni geopolitiche e lo spettro di una bolla dell’Intelligenza Artificiale. Eppure, i mercati tengono. Per Rob Lovelace, gestore di portafoglio azionario di Capital Group, la chiave di lettura non sta nel negare le paure, ma nel guardare oltre, ai fondamentali e a un nuovo equilibrio globale dove l’Europa è costretta a ripensare sé stessa.
Un nuovo ordine (e chi ci guadagna)
Nonostante le apprensioni, i mercati hanno dimostrato una resilienza notevole. Il motore di questa tenuta, secondo Lovelace, è solido e visibile: la crescita degli utili. “La crescita degli utili è stata evidente negli ultimi tre anni e non sembra rallentare”, afferma il gestore, individuando però un cambiamento epocale in atto, specialmente al di fuori dei confini statunitensi.
“Al di fuori degli Stati Uniti, le aziende stanno cercando affannosamente di affrontare un nuovo assetto del commercio globale. Si sta delineando un nuovo ordine, dove ci saranno vincitori e vinti”, spiega Lovelace. In questo scenario, l’Europa gioca una partita cruciale e obbligata. “L’Europa sta comprendendo che deve prendersi cura di sé stessa. Ha bisogno di più produzione interna”. La prova più lampante? I titoli della difesa, trainati dalla prospettiva di un aumento della spesa, stanno registrando performance da primato. Il risultato, per ora, è sorprendentemente positivo: “Finora ci sono più vincitori che vinti in tutto il mondo e questo è, in parte, il motivo per cui ritengo che i titoli al di fuori degli Stati Uniti abbiano superato quelli statunitensi nell’ultimo anno”.
La questione del multiplo
Se la crescita c’è, il vero nodo da sciogliere diventa la valutazione. E qui il divario tra USA e resto del mondo è ai massimi storici. “Negli ultimi anni gli Stati Uniti hanno registrato un multiplo quasi doppio rispetto al resto del mondo”, sottolinea Lovelace. Un divario che, nelle sue previsioni, è destinato a ridursi. “Penso che questo squilibrio inizierà a venir meno, sia perché gli utili al di fuori degli Stati Uniti stanno recuperando terreno, sia perché, a mio avviso, la certezza nell’orizzonte di investimento sarà leggermente migliore al di fuori degli Stati Uniti”.
Attenzione, però: non è un aut-aut. “Ciò non significa che il mercato statunitense debba necessariamente scendere affinché il multiplo prezzo/utili diminuisca. Semplicemente, potrebbe non crescere tanto quanto gli utili”. Un’analisi che ridimensiona i timori di un crollo improvviso, riportando l’attenzione sulla sostenibilità della corsa americana.
I pilastri del portafoglio: tecnologia, sanità e finanza
In un quadro così articolato, Lovelace individua tre temi dominanti su cui concentrare l’attenzione.
- L’ecosistema tech (oltre l’IA): il tema centrale rimane la tecnologia, ma vista in modo olistico. “La maggior parte delle aziende leader, in particolare negli Stati Uniti, sono concentrate in un modo o nell’altro nella tecnologia. C’è tutta una serie di aziende che definirei ‘stack tecnologico’”, spiega. “Questo è senza dubbio il tema più importante di cui abbiamo parlato e di cui continueremo a parlare”. L’Intelligenza Artificiale ne è solo una parte, il front-end che vediamo, ma dietro c’è un intero universo fatto di hardware, chip, data center, sistemi di raffreddamento ed elettricità. “È possibile investire in tutti questi diversi elementi dello stack”, suggerisce Lovelace.
- La rivoluzione sanitaria: un secondo tema, seguito da tempo da Capital Group, è quello sanitario. “Stiamo vedendo i benefici di decenni di lavoro dedicato alla comprensione del DNA e allo sviluppo di nuovi farmaci”, afferma il gestore. Il matrimonio con l’IA potrebbe essere esplosivo. “Abbiamo appena iniziato a osservare i vantaggi dell’uso dell’IA nel processo di scoperta di nuovi farmaci”. L’obiettivo è aumentare il tasso di successo dei farmaci in via di sviluppo, oggi fermo a un misero 5%. “Se l’intelligenza artificiale potesse aiutare a identificare in una fase più precoce… potremmo aumentare tale tasso al 10%… Ciò potrebbe portare a un’accelerazione nella scoperta di nuovi farmaci”.
- La sorpresa finanziaria: il terzo tema arriva da un settore che pochi si aspettavano tornasse alla ribalta: quello finanziario. “L’aumento dei tassi di interesse negli ultimi anni ha avvantaggiato tale settore. Non molti altri settori ne hanno beneficiato”, ricorda Lovelace. Le banche, in particolare quelle europee, sono riuscite a ritrovare redditività nel banking tradizionale, grazie a tassi attivi più alti e a un contesto normativo favorevole.
Opportunità nascoste e beni rifugio
Oltre ai grandi temi, Lovelace getta lo sguardo su settori spesso trascurati. Tra questi, le società di consulenza tecnologica come Accenture e Capgemini, viste da molti come “vittime” dell’IA. Il gestore non è d’accordo. “Il mio istinto mi dice che la complessità di questo lavoro si sposterà altrove… i risparmi derivanti dall’IA saranno decisamente inferiori a quanto previsto”. Un monito a non sottovalutare la capacità di adattamento delle aziende consolidate.
Infine, spazio ai metalli, con un focus particolare su quelli preziosi. “I metalli preziosi… sono una riserva di ricchezza. I loro prezzi hanno registrato il maggiore aumento nell’ultimo anno”, spiega Lovelace, collegando il fenomeno all’incertezza macroeconomica. “A causa dell’incertezza sulle politiche economiche e sull’inflazione, gli investitori desiderano diversificare i propri portafogli con beni tangibili”. Oro e argento diventano così non solo componenti tecnologici, ma anche un rifugio contro la volatilità e le preoccupazioni sulla moneta.
In sintesi
La vew di Lovelace per il 2026 è quella di un mercato capace di assorbire gli shock, dove la crescita degli utili fa da contrappeso alle paure. La vera sfida per l’investitore non è inseguire l’ultima moda, ma districarsi tra i nuovi equilibri globali, la complessità dello stack tecnologico e la riscoperta di valore in settori tradizionali come la finanza e le materie prime. “Non c’è dubbio”, conclude, “che la fiducia nella ricerca sui fondamentali bottom-up, incentrata su un orizzonte temporale lungo, e nella gestione attiva faccia la differenza”.
