La Bank of Japan (BoJ) ha compiuto un altro storico passo nel percorso di normalizzazione della politica monetaria, alzando i tassi di interesse allo 0,75% all’1%. Si tratta del livello più alto dal lontano 1995, a testimonianza della nuova fase economica che sta attraversando il Paese del Sol Levante.
Il rialzo, il primo da dicembre, arriva in un contesto internazionale complesso, segnato dal conflitto in Medio Oriente e dal conseguente shock energetico che ha messo sotto pressione i prezzi delle materie prime. Nonostante questo scenario, l’economia giapponese dimostra una solida tenuta.
David Pascucci, analista di Xtb, ha sottolineato come il Giappone si trovi di fronte a un quadro economico inedito: “L’economia giapponese rimane solida, la guerra in Medio Oriente non ha avuto effetti devastanti sul fronte del petrolio grazie agli aiuti statali che permettono di tenere un’inflazione relativamente bassa a 1,5%. Senza gli aiuti, l’inflazione potrebbe tranquillamente ritornare a ridosso del 2%, confermando comunque la scelta di alzare i tassi come ottimale al momento“.
Le parole di Pascucci trovano riscontro nelle misure straordinarie adottate dal Governo giapponese per fronteggiare il caro-energia. A inizio giugno, il Parlamento di Tokyo ha approvato un budget supplementare da 3,11 trilioni di yen (circa 19 miliardi di dollari) per finanziare sussidi alla benzina e alle bollette, al fine di contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi del petrolio dovuto al conflitto. Questi interventi hanno permesso di mantenere l’inflazione core al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dalla BoJ, nonostante le pressioni esterne.
Guardando al futuro, la banca centrale guidata da Kazuo Ueda ha lasciato intendere che il cammino dei rialzi potrebbe proseguire. “La BoJ nel suo report parla di un eventuale proseguimento del rialzo dei tassi nel corso dei prossimi mesi, ovviamente a condizioni favorevoli per attuarli, ossia crescita sostenuta e inflazione a ridosso o superiore al target”, ha affermato Pascucci.
A dispetto del ritorno a una politica monetaria restrittiva, i mercati finanziari giapponesi hanno accolto la notizia con ottimismo. L’indice Nikkei ha toccato un nuovo massimo storico e lo yen ha mostrato una reazione contenuta, attestandosi a ridosso di quota 160 contro il dollaro. “Nessuna reazione importante da parte del cambio Usd/Jpy che rimane ancorato a ridosso dei 160 e il Nikkei che rimane a ridosso dei massimi storici segnati nella giornata di ieri”, ha commentato Pascucci, che non esclude possibili movimenti nel corso della giornata.
