Gli investitori globali si affacciano al 2026 con un sentimento di forte ottimismo, alimentato da due anni di performance robuste per i portafogli diversificati. Tuttavia, gli esperti di Goldman Sachs, in un recente report intitolato “10 domande per gli investitori multi-asset all’inizio del 2026”, invitano alla vigilanza, delineando opportunità e rischi in un contesto macroeconomico che rimane favorevole ma non privo di insidie.
Performance 2025 e il dominio degli asset Usa
Il 2025 è stato un altro anno solido per il “World Portfolio”, un proxy della maggior parte delle attività finanziarie globali, che ha reso quasi il 20% in dollari Usa, “il 90° percentile rispetto a una storia comparabile dal 1950”, scrivono gli analisti. La performance è stata trainata dalle azioni, con una leadership passata dagli Usa ai mercati emergenti, e da un ottimo anno per le materie prime, in particolare l’oro. Tuttavia, il panorama è stato disomogeneo: “i fondi multi-asset europei hanno conseguito solo il 5,2%”, sottoperformando in modo significativo, in parte a causa del calo del dollaro e di mandati spesso più conservativi.
2026: motivi di preoccupazione?
L’indicatore di propensione al rischio di Goldman Sachs è salito sopra 1 a gennaio, livello non più visto dal 2021. “Storicamente, livelli molto bassi erano un buon segnale contrarian”, osservano gli esperti, ma “il contrario non è necessariamente vero”. L’attuale slancio è sostenuto dall’ottimismo sulla crescita statunitense e dalle aspettative di un dollaro più debole. Tuttavia, avvertono: “l’elevato indicatore di propensione al rischio aumenta la vulnerabilità a shock negativi inattesi sulla crescita e sui tassi”.
le valutazioni
Le valutazioni dei titoli rimangono elevate, tipiche di una fase avanzata del ciclo economico, con premi per il rischio azionario ai minimi da 20 anni. “Le valutazioni elevate potrebbero essere un limite di velocità per i rendimenti nel medio termine, ma con condizioni macro favorevoli sono un vincolo meno stringente nel breve”, spiegano. Tuttavia, la combinazione di valutazioni alte e sentiment positivo “aumenta il rischio di correzioni più frequenti”, anche se, nel loro scenario base, “compreremmo il ribasso, almeno nel primo semestre”.
La difesa dagli shock geopolitici e il ruolo delle obbligazioni
Di fronte a shock geopolitici sempre più frequenti, la prima linea di difesa è una “costruzione robusta del portafoglio”, poiché temporeggiarli è molto difficile. Gli esperti suggeriscono anche coperture selettive, come l’oro e i titoli difensivi. Sul fronte obbligazionario, sebbene le correlazioni con le azioni dovrebbero diventare più negative nel 2026, “l’ammortizzatore fornito dalle obbligazioni per grossi ribassi azionari potrebbe essere più piccolo rispetto agli ultimi 30 anni”, a causa dei rendimenti partenza più bassi.
Diversificazione e opportunità di carry
Per gestire la dominanza degli asset USA nei portafogli globali, gli investitori stanno adottando tre strategie: “aumentare gli hedge sul dollaro, diversificare con asset negativamente correlati al dollaro (es. mercati emergenti, oro) e ridurre selettivamente l’esposizione agli USA”. Per la diversificazione, Goldman Sachs apprezza “una combinazione di diversificazione regionale e di stile, esposizione selettiva alle materie prime e maggiori allocazioni in alternative come hedge fund e mercati privati”. Tuttavia, le opportunità di “carry” (rendimento da portare) scarseggiano: l’indicatore di opportunità di carry è vicino ai minimi dal 2008, segnalando “una scarsa asimmetria”.
Le coperture preferite per il 2026
In un contesto di ciclo avanzato, la gestione del rischio deve essere selettiva. Tra le strategie di copertura favorite, gli esperti citano “overlay sistematici di momentum, opzioni call di lunga scadenza, CTAs, titoli difensivi/quality e obbligazioni”. Notano anche come “le strutture a spread siano attraenti per coprire il rischio di una piccola correzione”, menzionando spread su VIX e CDS. Per gli shock geopolitici o di crescita, vedono interessanti “put su USD/CHF”, in linea con le attese di ulteriore debolezza del dollaro.
In sintesi
Il report di Goldman Sachs dipinge un quadro per il 2026 dove l’ottimismo è giustificato dal contesto macro, ma dove la combinazione di valuation elevate, sentiment estremo e rischi geopolitici richiede una costruzione di portafoglio prudente, una diversificazione intelligente e l’adozione di coperture mirate per proteggere i rendimenti conquistati.
