Investire solo prima dei crolli? Da Vanguard un’analisi che ribalta i timori dei risparmiatori

Immaginate di avere la straordinaria (e sfortunata) capacità di investire sempre e solo nei momenti peggiori, appena prima di ogni crisi globale. Sareste comunque disposti a mettere i vostri soldi in azioni? Secondo una nuova ricerca di Vanguard, la risposta è sì, e con convinzione.

L’analisi dell’ipotetico “investitore più sfortunato” – che negli ultimi 30 anni ha sistematicamente versato denaro nei mercati azionari esclusivamente nei picchi antecedenti a crolli storici – rivela un risultato sorprendente: un totale di 45.000 euro investiti in momenti disastrosi si è trasformato in quasi 155.580 euro entro febbraio 2026, registrando un guadagno di 110.580 euro (+246%).

Dalle crisi asiatiche ai dazi: un percorso da incubo (con lieto fine)

La simulazione di Vanguard non è stata clemente con il suo ipotetico risparmiatore. A partire da settembre 1997, il malcapitato ha investito 2.500 euro appena prima della crisi finanziaria asiatica, perdendo 188 euro in un mese. Da lì, una sequela di colpi di scena:

  • Luglio 1998: altri 2.500 euro prima del default della Russia e del collasso di Long-Term Capital Management.
  • Gennaio 2000: 10.000 euro investiti al culmine della bolla dot-com, seguita da un crollo del 31% entro settembre 2002.
  • Ottobre 2007: 5.000 euro alla vigilia della crisi finanziaria globale.
  • Fine 2019: 10.000 euro poco prima del crollo legato al Covid-19.
  • Dicembre 2021: 5.000 euro prima dell’impennata dell’inflazione e della guerra in Ucraina.
  • Dicembre 2024: 10.000 euro investiti appena prima della volatilità sui dazi (“Liberation Day”).

Nonostante questa sequenza da manuale delle disgrazie finanziarie, chi ha mantenuto la rotta – senza vendere, senza cercare di indovinare il momento migliore – ha visto il proprio portafoglio crescere in modo robusto. A ottobre 2007, i contributi complessivi di 15.000 euro valevano già 19.034 euro; nel 2019, i 20.000 euro investiti erano saliti a 48.066 euro.

“Il tempo sul mercato batte il timing”

Il messaggio centrale dello studio è chiaro e controintuitivo rispetto ai timori comuni dei risparmiatori.

“Questa analisi evidenzia una verità semplice ma potente: il tempo trascorso sul mercato conta molto più del tentativo di individuare il momento giusto per entrarvi”, commenta Simone Rosti, responsabile per Italia e Sud Europa di Vanguard. “Anche con un market timing costantemente sfavorevole, rimanere investiti durante le fasi di ribasso ha storicamente portato a risultati migliori”.

A riprova, il confronto con chi avesse tenuto gli stessi 45.000 euro in liquidità. In questo caso, il valore stimato sarebbe stato di soli 56.871 euro (+26,4%), meno della metà del rendimento azionario ottenuto dal “più sfortunato” degli investitori.

Lezioni per chi ha paura dei massimi storici

Vanguard sottolinea che i picchi di mercato – spesso causa di ansia e rinvii – sono in realtà eventi normali e frequenti, non eccezioni da temere. Cercare di venderle o rimandare gli investimenti attendendo un calo porta quasi sempre a perdere le migliori opportunità di crescita.

I fattori che hanno storicamente sostenuto i mercati non sono crollati con le crisi: espansione economica, innovazione, miglioramento della produttività e reinvestimento dei dividendi hanno continuato a spingere i corsi azionari al rialzo nel lungo periodo.

La regola d’oro: disciplina, diversificazione e costi contenuti

La ricetta suggerita da Vanguard per gli investitori – anche per quelli che si sentono particolarmente sfortunati – è semplice: un approccio azionario disciplinato, globalmente diversificato (ad esempio tramite un indice FTSE All World), una strategia buy and hold e costi bassi. Nessuna previsione, nessuna fuga dai ribassi.

“I picchi e i minimi di mercato sono estremamente difficili da individuare in tempo reale”, conclude Rosti. “Ritardare gli investimenti o disinvestire porta spesso a perdere opportunità. Mantenere disciplina e attraversare le fasi di volatilità può generare risultati solidi anche nelle condizioni più difficili”.