Il contesto economico attuale resta segnato da un elevato grado di incertezza, sia sul piano economico sia sui mercati azionari. In questo scenario, la Svizzera sembra giocare una partita diversa. Come sottolinea Daniele Scilingo, Head of Swiss Equities di Mirabaud AM, “in Svizzera, tuttavia, l’inflazione rimane relativamente sotto controllo, e questo rappresenta un importante punto di forza”. A ciò si aggiunge una crescita organica che l’esperto definisce “solida”. Le aziende elvetiche, secondo Scilingo, “hanno dimostrato una forte capacità di adattamento, innovazione e difesa dei margini, nonostante costi denominati in franchi svizzeri”.
## Il dilemma del franco forte
Non tutto però è roseo. La forza del franco svizzero rappresenta un’arma a doppio taglio. Se da un lato riflette “la solidità e la stabilità dell’economia”, dall’altro “pone alle società svizzere delle sfide considerevoli a breve termine mettendo sotto pressione sia le vendite come anche i margini”. Daniele Scilingo spiega che, nel lungo termine, questa pressione costante ha “costretto le imprese a controbilanciare la pressione costante dell’apprezzamento della valuta con prodotti sempre più innovativi, di alta qualità ed indispensabili per vari processi ad alto valore aggiunto”. Il risultato, in particolare per le aziende internazionali, è lo sviluppo di “un DNA resistente alle intemperie finanziarie e geopolitiche grazie alla costante ricerca di soluzioni ad alta produttività, facendo leva sull’agilità e sull’innovazione”.
## Farmaceutico: investimenti massicci nonostante i dazi
Grande attenzione è stata rivolta alla politica statunitense, soprattutto durante l’amministrazione Trump, e al potenziale impatto dei dazi sulle aziende farmaceutiche. Eppure, “nonostante queste pressioni politiche, le società continuano a investire in modo massiccio negli Stati Uniti, con investimenti programmati compresi tra 20 e 50 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni”. Secondo Scilingo, “questo evidenzia la forza strutturale del settore farmaceutico”, dove “un fattore chiave continua a essere la crescita del numero di nuovi prodotti e la continua innovazione”. Negli ultimi tre anni, il comparto ha registrato “performance solide, se non addirittura molto forti”.
## Tecnologia: attenzione alla bolla dell’AI
Per quanto riguarda il settore tecnologico, il giudizio si fa più cauto. “Alcune aree appaiono oggi meno interessanti, poiché hanno mancato parte della crescita e il comparto sta attraversando una fase di trasformazione strutturale”. Tuttavia, “l’innovazione resta forte, soprattutto nell’intelligenza artificiale e nei semiconduttori”. Molte aziende svizzere stanno partecipando a questa tendenza, ma Scilingo avverte: “esiste il rischio di un eccessivo ottimismo. Potremmo assistere a elementi di euforia o persino a una bolla, motivo per cui è fondamentale concentrarsi sulle società realmente in grado di generare profitti sostenibili nel tempo e le cui valutazioni siano ragionevoli”.
## Finanziario: UBS brilla in un contesto esigente
Nel settore finanziario, una protagonista indiscussa è UBS. Daniele Scilingo ricorda che la banca “ha riportato utili netti pari a circa 3 miliardi di dollari, sostenuti da una forte attività di trading e dall’elevata volatilità dei mercati”. Nonostante le autorità svizzere stiano spingendo “verso un capitale operativo più elevato per tenere sotto controllo i rischi, in modo completamente contrapposto alle altre regioni che tendono a regolamentare le banche in modo meno rigoroso”, UBS continua a registrare “risultati solidi, con significativi afflussi di capitali e una crescita degli asset in gestione”. Per l’esperto di Mirabaud AM, “questo dimostra il potenziale del business anche in un contesto globale altamente competitivo. Il wealth management sta assumendo un ruolo sempre più centrale e UBS è estremamente ben posizionata in questo ambito”.
