Investimenti settoriali: il settore della difesa resta sugli scudi

Mentre i conflitti si trascinano senza sbocchi diplomatici concreti, il mondo procede spedito verso una nuova stagione di riarmo. I bilanci della difesa crescono a ritmi che non si vedevano da decenni, sostenendo il comparto aerospaziale e militare in un contesto di profonda incertezza geopolitica.

A delineare il quadro è Antonio Tognoli, responsabile macro analisi e comunicazione di Cfo Sim, che parla di un cambiamento strutturale destinato a incidere a lungo sugli equilibri economici e finanziari globali.

Quattro anni di guerra e nessuna svolta

Questa settimana ricorre il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina, iniziata nel febbraio 2022. Secondo Tognoli, le prospettive di pace restano deboli alla luce della mancanza di progressi emersa anche nell’ultimo incontro diplomatico a Ginevra.

Nel frattempo, gli Stati Uniti proseguono il rafforzamento della propria presenza militare sia in Medio Oriente sia nell’emisfero occidentale. In Asia, si intensifica la corsa agli armamenti: Giappone, Corea del Sud e Taiwan stanno aumentando in modo significativo le risorse destinate alla difesa, anche in risposta ai rapidi programmi di modernizzazione militare della Cina.

Come sottolinea Tognoli, “il mondo è entrato in un’era di rivalità tra Grandi Potenze”. Un contesto in cui, aggiunge, “la forza crea il diritto (might makes right)”, rafforzando un tema strutturale di lungo periodo: difesa globale e cybersicurezza.

Spesa militare ai massimi storici

Il risultato è un’accelerazione senza precedenti dei budget militari. La spesa mondiale per la difesa ha raggiunto nel 2024 il record storico di 2,7 trilioni di dollari, il livello più alto mai registrato.

Gli Stati Uniti restano il principale investitore globale. L’amministrazione americana punta a costruire un “Esercito da Sogno (Dream Military)”, con una proposta di budget che arriverebbe a 1,5 trilioni di dollari. Già oggi Washington spende per la difesa più dei successivi nove Paesi messi insieme.

Sotto la pressione statunitense, la maggior parte dei membri della NATO si è impegnata ad aumentare la spesa militare di base fino al 3,5% del Pil entro il 2035 per truppe e armamenti, con un ulteriore 1,5% destinato a infrastrutture critiche e cybersicurezza. Parallelamente, il Patto di Stabilità e Crescita rivisto dell’Unione europea consente agli Stati membri di superare temporaneamente i limiti di deficit per sostenere gli investimenti nella difesa.

L’effetto sull’industria europea

Le conseguenze sono già visibili nei portafogli ordini. In Germania, negli ultimi tre mesi del 2025, gli ordinativi industriali legati alla difesa sono balzati, trainati dalla domanda di macchinari pesanti, sistemi d’arma ed elettronica avanzata.

Il maggiore produttore di armamenti tedesco ha visto il prezzo delle proprie azioni più che raddoppiare nell’ultimo anno, riflettendo le aspettative di crescita del settore.

Secondo Tognoli, “l’impatto dell’aumento dei budget si sta traducendo in un rafforzamento strutturale delle commesse industriali e della visibilità sui ricavi futuri”.

Borse in rally: Europa, Usa e Asia-Pacifico

Anche i mercati finanziari stanno premiando il comparto. Dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, gli indici legati all’aerospazio e alla difesa hanno registrato performance significative.

I titoli inclusi nello STOXX European Defense segnano un rialzo del 14% da inizio anno, sostenuti in particolare dai guadagni di un produttore di droni e di un grande costruttore navale. Negli Stati Uniti, il comparto aerospazio e difesa è in crescita di oltre il 12% da inizio anno, mentre un paniere dell’area Asia-Pacifico avanza dell’11%.

Per Tognoli, “la spesa globale per armamenti, riarmo e tecnologie militari avanzate si trova in un vero e proprio ciclo espansivo, sostenuto dai mutamenti geopolitici e dall’espansione dei budget nazionali”.

Dalla cybersicurezza ai sistemi senza pilota

Il riarmo non riguarda soltanto i sistemi tradizionali. Sta accelerando la domanda di capacità di nuova generazione: soluzioni di cybersicurezza, sistemi senza pilota, architetture di difesa basate sull’intelligenza artificiale, tecnologie ipersoniche e reti satellitari.

“L’evoluzione tecnologica sta ridefinendo il concetto stesso di superiorità militare”, osserva Tognoli. “La competizione si gioca sempre più su innovazione, spazio, dati e resilienza digitale”.

In un mondo attraversato da conflitti prolungati e rivalità strategiche, il settore della difesa si conferma così uno dei pilastri del nuovo ordine economico globale.