Investimenti, mercati emergenti: la view di Gam in questa fase

La guerra in Medio Oriente continua a pesare sui mercati globali, con conseguenze che restano difficili da prevedere. Secondo Ygal Sebban, Investment Director e responsabile del team azionario mercati emergenti di GAM, “l’impatto più ampio della situazione attuale è determinato da due fattori principali: l’entità dei danni alle principali infrastrutture petrolifere regionali e la durata della chiusura dello Stretto di Hormuz”. Questi elementi, spiega l’esperto, sono cruciali per capire l’evoluzione del costo del petrolio e i riflessi su inflazione e crescita mondiale.

Lo scenario di rischio estremo

Sebban non nasconde i pericoli legati a una possibile escalation. “Lo scenario di rischio estremo rimane: un’escalation geopolitica inaspettata o i tentativi dell’Iran di continuare a colpire le infrastrutture chiave, compresi gli impianti di desalinizzazione, sarebbero sfavorevoli alla crescita per periodi di tempo prolungati”. In questo quadro, la strategia difensiva del team di GAM si basa su una scelta precisa: “Riteniamo che la nostra esposizione ai metalli preziosi dovrebbe contribuire a mitigare il potenziale impatto negativo di questo scenario estremo”.

I fondamentali dei mercati emergenti restano solidi

Nonostante le tensioni geopolitiche, le ragioni di medio-lungo periodo per investire nei mercati emergenti rimangono valide. “I fattori che sostengono i mercati emergenti nel lungo termine, quali la crescita demografica, l’urbanizzazione e l’ascesa della classe media, rimangono intatti”, afferma Sebban. Anche sul fronte commerciale arrivano segnali positivi: “Le tensioni commerciali si sono attenuate negli ultimi mesi e, nonostante le sfide strutturali in Cina, le prospettive di crescita del Paese si sono stabilizzate e migliorate, grazie al forte sostegno delle politiche economiche”.

Dollaro, tassi e valute emergenti

Il ciclo di riduzione dei tassi della Fed resta legato all’andamento dell’inflazione e della crescita globale. Secondo Sebban, “l’attuale rafforzamento del dollaro statunitense è temporaneo e la debolezza strutturale permanga, alimentata dai crescenti timori sulla sostenibilità della politica fiscale statunitense, un contesto che tende a sostenere le valute dei mercati emergenti più forti”. A favore degli emergenti giocano anche tassi reali elevati e bilanci pubblici relativamente più solidi: “Molte economie emergenti continuano a beneficiare di tassi di interesse reali elevati e di bilanci sovrani relativamente più sani, con un carry positivo che migliora i rendimenti degli investimenti”.

Azioni emergenti: valutazioni interessanti

Sul fronte azionario, il giudizio di GAM è chiaro. “A nostro avviso, le azioni dei mercati emergenti presentano valutazioni interessanti (rapporto prezzo/utili previsto per il 2026 pari a 13 volte) e sono sottovalutate”, sottolinea Sebban. La crescita più rapida rispetto ai mercati sviluppati resta un vantaggio strutturale: “Grazie alla crescita secolare intatta, i mercati emergenti offrono generalmente una crescita macroeconomica più rapida rispetto ai mercati sviluppati. Riteniamo che le nostre esposizioni tematiche siano ben posizionate per questo contesto e intravediamo un’ampia gamma di opportunità per il futuro”.

I temi selezionati nel portafoglio

Il portafoglio gestito da Sebban è concentrato su alcuni grandi temi di lungo periodo. “Il portafoglio è posizionato su una serie di temi secolari, tra cui la spesa interna emergente e il credito al consumo, la tecnologia upstream e la transizione energetica”. Attenzione anche alla solidità finanziaria: “Privilegiamo inoltre le società che generano livelli elevati di flusso di cassa libero”.

Il ruolo della Cina e le scelte settoriali

Sulla Cina, l’opinione di GAM è pragmatica. “Riteniamo che la Cina abbia la capacità e la volontà di sostenere la propria economia mentre affronta il rallentamento del settore immobiliare e l’impatto dei dazi”. In particolare, la campagna “anti-involuzione” avviata da Pechino sta producendo effetti: “La campagna pluriennale ‘anti-involuzione’ significa che la Cina sta gradualmente introducendo politiche in tutti i settori per affrontare il problema della deflazione, comprese misure volte a promuovere una concorrenza di mercato equa, aperta e legale, nonché misure anti-dumping”.

Nel settore tecnologico asiatico, le prospettive restano vivaci grazie all’intelligenza artificiale. “Si prevede che nei prossimi anni la spesa globale in conto capitale per l’intelligenza artificiale rimarrà elevata, sostenendo la crescita degli utili nel settore tecnologico asiatico. Ci concentriamo sulla parte a monte della catena del valore e privilegiamo i titoli legati alla memoria. Apprezziamo anche i titoli cinesi del settore del software tecnologico”.

Esclusioni mirate: l’India e altri settori

Non tutte le aree dei mercati emergenti, però, incontrano il favore di Sebban. “Al contrario, non siamo esposti al settore tecnologico indiano, che continuiamo a considerare costoso ed eccessivamente esposto alla crescita degli Stati Uniti”. Allo stesso modo, il responsabile del team azionario mercati emergenti di GAM conclude: “Riteniamo inoltre che le opportunità nei settori delle utility, dei beni di prima necessità e della sanità siano limitate”.